Sassari, chiude il servizio Drop-in
Dal 1 gennaio 2015 i poveri non avranno più un luogo di accoglienza unico nel territorio. Solo nel 2014 sono stati quasi duemila i passaggi. Nelle tre ore di apertura giornaliera veniva accolta una media di 21 persone rispetto alle 14 dell’anno scorso
Sassari. Chiude a Sassari il servizio Drop-in, nato cinque anni fa e gestito dal Consorzio Andalas de Amistade, che dall’autunno del 2013 sosteneva interamente le spese. Di seguito la comunicazione della presidente del Consorzio Andalas de Amistade Iside Stevanin che annuncia la dolorosa decisione.
“E per cielo ?
un tetto di cartone”
Mario, fruitore Drop-in
“Fermate tutti gli orologi, staccate il telefono” così iniziava Funeral Blues di W.H. Auden, così anche noi di Andalas de Amistade chiediamo un po’ di silenziosa attenzione per condividere la chiusura del Centro Diurno per persone senza fissa dimora o che vivono in situazione di povertà estrema chiamato Drop-in (Salta dentro).
Dal 1 gennaio 2015 i poveri di Sassari non avranno più un luogo di accoglienza unico nel territorio. È doloroso per chi ha operato in questo servizio annunciarne la chiusura, ma sarebbe irriguardoso non farlo per il rispetto che si deve portare a tutte le persone, donne e uomini, che afferiscono a questo servizio.
Il Drop-in è stato avviato per offrire uno spazio di accoglienza a persone che per differenti motivi vivono situazioni di grave povertà e sono dunque più sguarnite nell’affrontare la vita di tutti i giorni. Questa fatica è spesso vissuta senza nessuna rete familiare di supporto, in completa solitudine.
A queste persone si offriva uno spazio di accoglienza a “bassa soglia”, dove si poteva liberamente accedere e sostare per una tregua dalla durezza di vivere in strada.
Oltre ad essere ascoltati, in assenza di particolari adempimenti burocratici, chi arrivava alla nostra “soglia” poteva chiedere di soddisfare alcuni bisogni essenziali fra cui la cura della propria persona (doccia e barba), la distribuzione di vestiario, un servizio di lavanderia, poteva consumare un’abbondante colazione e nel frattempo ricevere informazioni utili per orientarsi rispetto ai servizi psico-sociali del territorio.
Gli operatori del servizio si accostavano a queste vite difficili, alla fragilità di queste persone, sospendendo il giudizio. Ascoltavano le storie e cercavano di allentare la solitudine che caratterizza quelle esistenze.
Inizialmente il Drop-in era un servizio destinato ad accogliere le persone con dipendenze patologiche che vivono in strada in contesti metropolitani, ma, in questi 5 anni di lavoro si è collocato in modo complementare ai servizi che cercano di far fronte alla povertà nella città di Sassari. Per cui oltre a persone con dipendenze patologiche hanno usufruito del servizio disoccupati, padri separati, ex detenuti, ragazze madri, migranti in transito.
Nel 2014 sono stati quasi 2.000 i passaggi al Drop-in. Ultimamente, nelle tre ore di apertura, abbiamo accolto una media di 21 persone rispetto alle 14 dell’anno scorso.
Il Servizio del Drop-in, nasce nel 2009 da un progetto del Serd di Sassari e del Consorzio Andalas de Amistade che è stato finanziato dalla Regione Sardegna con 140.000,00. Un finanziamento annuale che gestito con molta oculatezza è servito a tenere in piedi il servizio per oltre 3 anni. Esaurito quel finanziamento, fino al settembre del 2013 il servizio è stato sostenuto dal Comune di Sassari, dalla Asl e dal Consorzio Andalas che insieme hanno compartecipato alle spese di circa 60.000,00 ( il 50% delle quali corrisposte dal Consorzio Andalas come da rendicontazione).
Dall’autunno del 2013 a tutt’oggi, il servizio è stato sostenuto interamente dal Consorzio di Cooperative Sociali Andalas de Amistade Onlus. Dopo un anno in cui abbiamo corrisposto interamente i costi: affitto, utenze, stipendi (lavoravano 2 operatori), alimenti, vestiario, ci vediamo costretti, nostro malgrado, a chiudere i battenti.
Siamo costretti a salutare i nostri ospiti e a scusarci con la comunità tutta per non essere riusciti a mantenere operativo un servizio di grande utilità per i poveri e i clochard di Sassari.
Parafrasando i versi del poeta palestinese Mahmoud Darwish non riusciamo più a pagare le bollette e mungere le nuvole. Non possiamo più permetterci di offrire un servizio utile alla comunità facendo fronte ai bisogni dei cittadini più poveri affrontando spese che non possiamo più sostenere. Va oltre i nostri limiti, le nostre possibilità.
Nel condividere questa triste notizia Vogliamo ringraziare tutti coloro ci sono stati vicino: associazione socio-culturali, operatori culturali e tante persone che hanno conosciuto la realtà del drop-in e si sono sempre rese disponibili e attente a questo delicato servizio.
Tutte le chiusure sono malinconiche ma nonostante la tristezza e la preoccupazione per i nostri ospiti, Andalas de Amistade rimane a disposizione di Enti Pubblici, privato sociale, associazioni e privati cittadini, per confrontarsi, mettere a disposizione la propria esperienza e, perché no, accogliere delle idee o delle proposte concrete che possano far riaprire il Drop-in e che a noi in questo momento non sovvengono.
Il presidente del Consorzio Andalas de Amistade
Iside Stevanin
link del documentario Drop-in: https://www.youtube.com/watch?v=4yw9pLLwUpo






