Consiglio Regionale, subito sospensiva e annullamento sentenza

È quanto chiede Modesto Fenu, uno dei consiglieri dichiarati decaduti dal Consiglio di Stato. «Si faccia subito il ricorso per ottemperanza. E Ganau è responsabile di questa situazione». La replica

 

 

Consiglioregionale2014Cagliari. La fretta rischia di partorire atti oltre che ingiusti anche illegittimi, ripercuotendosi su tutta la legislatura. Ecco perché Modesto Fenu (Movimento Popolare Sardo zona franca) è secco nella sua interpretazione. «Le responsabilità del presidente Ganau sono evidenti in questa vicenda – dice –. Ormai appare chiaro che si rischia la paralisi dei lavori del Consiglio Regionale con grave danno per l’Isola e tutti i sardi. Il presidente è anche il garante di tutto il Consiglio Regionale, eletto da sardi, e pertanto dal popolo sardo. È impensabile che un presidente, nella sua posizione, preferisca rischiare di tenere l’assemblea bloccata ed ingessata per tentare di dare attuazione ad una sentenza che oramai, a furor di popolo, sa di “golpe” e nomina Consiglieri Regionali due persone che non hanno avuto i voti democraticamente per essere eletti, ma che si sono candidati e hanno semplicemente fatto ricorso». Un paradosso. Una situazione mai vista. «Appare ormai evidente – aggiunge Fenu – che dei tre nominati dal Consiglio di Stato (due dell’Upc e uno del Partito dei Sardi), dai riconteggi che si stanno facendo in queste ore, solo uno risulterebbe avere diritto ad entrare nell’aula ma gli altri due verrebbero nominati Consiglieri Regionali per effetto di una sentenza del Consiglio di Stato e non per meriti elettorali. Infatti, nel caso, questi verrebbero sostituiti da uno di Sel e uno in quota Pd». Tradotto: «Di fronte a questa situazione, palesemente ingiusta – osserva Fenu – che sta paralizzando il Consiglio Regionale e rischia di annullare tutto il processo democratico delle elezioni, non si comprende per quale motivo il presidente Ganau e il Consiglio, a tutela dei sardi, si assumano la responsabilità di non chiedere la sospensiva e l’annullamento della sentenza, o quantomeno l’immediato ricorso per ottemperanza onde evitare il blocco dei lavori dell’aula e l’ingiusta attribuzione di seggi, in disprezzo alla Legge elettorale Sarda e senza che siano stati proclamati eletti dalla Corte d’appello di Cagliari, così come è stato per tutti gli altri Consiglieri Regionali Sardi. È assurdo essere vittima di decisioni che vanno contro la volontà espressa democraticamente dai sardi. Appare poi ormai chiara, in tutta questa vicenda, l’inserimento di altre logiche di riflessione».

«Concludo con rinnovare la richiesta al presidente Ganau, a tutela del Consiglio che rappresenta il Popolo Sardo e la sua specificità anche in materia elettorale, a non limitarsi a dar seguito passivamente alla sentenza del Consiglio di Stato, di fatto inapplicabile e a richiedere immediatamente almeno il ricorso per ottemperanza, nonché la sospensiva e l’annullamento della sentenza».

Inoltre, «considerato lo scalpitio che qualcuno sta già manifestando nel volermi frettolosamente sostituire in Consiglio Regionale, pur nel rispetto del ruolo oltreché delle persone, nella figura del presidente Ganau e della Giunta per le elezioni, per il delicato lavoro che stanno svolgendo, mio malgrado mi trovo costretto a diffidarle dal sostituirmi in Consiglio Regionale con qualsiasi persona che di diritto non sia stata proclamata eletta dalla Corte d’appello di Cagliari».

Aggiornamento. «Comprendo l’amarezza dell’onorevole Modesto Fenu, ma desidero rassicurarlo: continuerò ad operare per tutelare il Consiglio e la sua operatività, innanzitutto facendo rispettare le sentenze di organi giudiziari aventi carattere esecutivo e non discrezionale e seguendo ogni azione anche legale tra cui quelle citate dallo stesso Fenu per cui stanno lavorando gli uffici al fine di valutarne forma e tipologia». Così il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau in replica a Fenu.

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