Rilanciare Truncu Reale

Il Consorzio Industriale Provinciale punta a sviluppare l’area come la vera zona industriale di Sassari

Sassari. Truncu Reale è uno dei tre agglomerati del Consorzio Industriale Provinciale (Cipss). Ma se Porto Torres storicamente è l’insediamento più importante e San Marco (Alghero) attraversa da anni un rilevante sviluppo, per l’area nel territorio comunale di Sassari il discorso è diverso. Nato come alternativa a Predda Niedda, che in origine era una zona a carattere industriale ma che con il tempo si è trasformata in un insediamento destinato ad attività artigianali, commerciali e a servizi, Truncu Reale non è mai realmente decollata come agglomerato industriale. Eppure, gode di una posizione strategica. Sorge infatti a 13 km dal Porto Industriale di Porto Torres e a 30 km circa dall’aeroporto di Alghero. È servito dalla più importante arteria di traffico regionale (SS 131) che garantisce i collegamenti con i principali centri dell’isola, i porti e gli aeroporti. I numeri sono poi positivi: oltre 170 ettari, con aziende operative attualmente insediate che hanno tutte sede legale nella provincia di Sassari, un livello occupazionale che conta oltre 100 addetti (circa 18 dipendenti di media per impresa, la più alta tra i tre agglomerati) e un fatturato medio superiore a 2,3 milioni di euro. Il Consorzio adesso punta a un rilancio reale ed efficace, anche facendo ricorso a strumenti normativi come le Zone economiche speciali (ovvero semplificazioni amministrative e vantaggi fiscali) e il prossimo bando in uscita per l’Area di Crisi industriale complessa.

Obiettivi illustrati mercoledì mattina alla stampa dal presidente del Cipss Valerio Scanu e dal direttore Salvatore Demontis, che hanno inoltre presentato anche il concorso (già avviato) di progettazione per la riqualificazione degli insediamenti a Truncu Reale. «Per accedere ai fondi europei del Pnrr – ha spiegato il presidente Scanu – bisogna avere già i progetti. E questo ci ha premiato. Come noto, due impianti che avevamo già progettato sono stati finanziati, quello su Porto Torres e l’altro su Alghero. Farsi trovare pronti con idee e progetti diventa la carta vincente».

«La storia la conosciamo. Predda Niedda ha preso una strada diversa, è diventata un’area semicommerciale – ha insistito Scanu –. Truncu Reale allora, questo è il nostro obiettivo, sarà la vera area industriale di Sassari e può svilupparsi con una nuova progettualità e nuove idee. Ha tutte le caratteristiche per crescere». Ci sono attualmente circa 15 aziende, considerando anche quelle dell’incubatore. «C’è già grande interesse. Abbiamo richieste di imprenditori che si stanno per insediare per sfruttare le agevolazioni della Zes e del bando dell’Area di crisi complessa». Con una grande differenza però rispetto al passato. «Il nuovo modello industriale deve essere completamente diverso da quello del passato, applicato a Predda Niedda, che è diventata caotica – ha insistito il presidente Scanu –. Immaginiamo invece un’area industriale ben vivibile, con strade ampie, ma anche spazio al verde e ai servizi. Un modello che renderà piacevole fare attività industriale e artigianale».

«Truncu Reale nasce sulla base di un altro modello di sviluppo, dell’indotto e dell’industria pesante. Il piano regolatore territoriale risente di quel contesto – ha aggiunto il direttore Salvatore Demontis –. Oggi abbiamo richieste di insediamento di nuove aziende proprio per la presenza della Zes e di altre agevolazioni finanziarie. La visione è completamente diversa, come il contesto. Vorremmo però che queste adesioni non fossero solo spontanee. Serve allora indirizzare le filiere produttive che ci aspettiamo si insedino».

Da destra, il presidente Valerio Scanu e il direttore Salvatore Demontis

Già esisteva la rete idrica e le fognature, oltre all’illuminazione. «Abbiamo aggiunto la rete del gas e la fibra ottica – ha fatto notare Valerio Scanu –. Questi due ulteriori elementi rendono l’agglomerato industriale di Truncu Reale davvero di prima importanza per il territorio. Adesso è il momento di fare qualcosa di più. Ci sono spazi completamente inutilizzati, in particolare la parte fronte strada a quattro corsie, dove vediamo bene qualcosa di particolarmente attrattivo, come per esempio un punto di ristoro, che servirebbe le aziende di Truncu Reale ma anche chi passa per la 131. Gli imprenditori oggi cercano un contesto ideale. E questo ci aspettiamo dai progettisti e dai tecnici che partecipano al concorso». C’è poi un altro elemento, non certo secondario. Il costo del terreno per le aziende che si vogliono insediare è molto competitivo, 17,50 euro a metro quadrato: un ettaro viene a costare 175mila euro, ad Olbia non bastano 400mila euro.

I progetti dovranno ispirarsi alla programmazione strategica del Consorzio Industriale, in linea con il Progetto di riconversione e riqualificazione industriale e con il documento strategico del nord ovest della Sardegna, all’interno di una cornice condivisa da enti, associazioni e sigle sindacali. Il nuovo modello insediativo si dovrà basare sul principio delle Aree Industriali Sostenibili, sull’esempio delle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (le Apea) – benché la Regione Sardegna non le abbia ancora disciplinate – in coerenza con i principi della green economy e dell’economia circolare.

«Vogliamo suscitare l’interesse di progettisti locali e internazionali. Il tema è molto attuale, la riconversione delle aree industriali, sul quale i tecnici sono molto stimolati. Ci attendiamo un livello alto del master plan. Dovremmo concludere tutte le fasi entro dicembre», ha precisato Salvatore Demontis. La presentazione dei progetti si concluderà a metà settembre, poi la seconda fase con le valutazioni. Il bando è online tramite l’Ordine nazionale degli architetti.

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