Festa del nonno e dell’anziano

La settimana scorsa nella chiesa sassarese di Santa Maria Bambina targhe e pergamente a tre centenari Paolo Fadda, Paolo Spanu e Antonio Cossu, oltre a Rino Esposito e a due splendide nonne Pietrina Salis e Luciana Lorenzoni

 

 

FestaNonnoSassari. Nella società cristiana i vecchi, chi sopravviveva alla fatica, alle malattie e alla guerra, venivano idealizzati, le loro parole di saggezza erano le parole di Dio. Oggi il comportamento di molte famiglie è influenzato dal dominio dell’oggettivazione, dalla perversione dell’individualismo, dal momento cogente. In questa miseranda società la vecchiaia è divenuta una malattia da evitare e da rinviare. La “Festa del Nonno e dell’Anziano” è la dimostrazione che esiste una realtà vera che è il contrario di quanto la pubblicità, i media, i politici, il neoliberalismo e alcuni medici sostengono.

Sabato 21 novembre a Sassari, nella chiesa di Santa Maria Bambina, nel quartiere di Santa Maria di Pisa, al termine della messa si è svolta la “Festa del Nonno e dell’Anziano”. Ormai da diversi anni il “Circolo ACLI Cicito Canu”, con la collaborazione dei quartieri di Sant’Orsola, Li Punti e Santa Maria di Pisa, organizzano la festa. Quest’anno, nella rotazione, il merito è andato a don Gavino Sini. Ogni quartiere ha presentato due nonni. Sono stati ritenuti meritevoli della targa e della pergamena, gentilmente offerte dal Sindaco di Sassari e dal Presidente del “Circolo ACLI Latte Dolce”, tre centenari Paolo Fadda, Paolo Spanu e Antonio Cossu, oltre a Rino Esposito e a due splendide nonne Pietrina Salis e Luciana Lorenzoni. Hanno partecipato alla cerimonia Don Costantino Poddighe per “Li Punti”, i “Bersaglieri in Congedo”, il “Circolo ACLI Latte Dolce”, il “Comitato di Quartiere di Sant’Orsola” e la cerimonia è stata allietata da Maria Speranza Russo e dalla “Polifonica Nova Euphonia”; Marta ha cantato una commovente canzone alla nonna Pietrina.

La grande sala dell’Oratorio Costia Russo si è dimostrata troppo piccola per accogliere i numerosi presenti. La festa è stata possibile grazie alle donazioni pervenute e alla grande generosità di tanti e meritevoli sostenitori. Ancora una volta è stato dimostrato che quando si vuole e ci si mette d’impegno tutto è possibile. Vedere i nonni centenari, attorniati da altri centenari, già premiati negli anni, circondati dall’affetto dei figli, dei nipoti, dei pronipoti e dei numerosissimi amici, è un premio alla vita e alla fiducia che nella vita bisogna sempre avere. Il monito è per i nostri giorni, in cui, per fatto incomprensibile e stupido, vengono mostrate famiglie che escludono gli anziani, quasi fosse una vergogna amare i nostri vecchi che sono la nostra storia, la storia della Sardegna, delle nostre città, dei nostri paesi. Loro la vita la raccontano con onestà e facilità. Sono persone che hanno lottato, mai si sono arresi; sono stati pastori, agricoltori, braccianti, muratori, emigrati, anche professionisti, commercianti, medici e insegnanti. Hanno combattuto in guerra, hanno abitato le campagne, i quartieri del centro e della periferia, si sono sposati e hanno avuto figli, nipoti e pronipoti. Hanno sofferto, gioito, amato e sono stati amati. Hanno dato alla società il loro sacrificio e hanno storie splendide e semplici da raccontare. Vivono assieme ai figli che sono orgogliosi di loro e che non li hanno abbandonati. Questo serve a dimostrare, qualora ce ne fosse bisogno, che è la famiglia la cellula fondante della società, con tutti i problemi che una famiglia può avere e che sempre avrà. È nella famiglia che vengono riconosciuti e valorizzati il ruolo dei nonni, del padre, della madre e dei figli. È la famiglia che educa solo con l’esempio, anche dei nonni, i figli e i nipoti. Per quello che hanno dato non dovremmo mai smettere di ringraziarli e amarli. (GB Sanna)

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