Sa Nuschera, donne e saperi
Lo scorso 8 marzo a Sa Mandra un convegno per celebrare l’intraprendenza e la competenza della donna sarda
Alghero. Sa Nuschera è un prezioso ed elegante contenitore di raffinate essenze, diffuso in Sardegna quale elemento dell’abito tradizionale della donna del ‘700. E questo è stato il nome scelto dalla sezione cittadina “Marianna Bussalai” del PSd’Az e dall’A.Do.S. (Associazione delle Donne Sardiste) un evento col quale rappresentare i preziosi “saperi”, contenuti identitari della donna sarda contemporanea impegnata nella promozione e nella conduzione dell’impresa sostenibile. Così, in occasione di “Nuscheras 2016”, convegno che per l’8 marzo ha richiamato un gran pubblico nell’esclusiva azienda agrituristica “Sa Mandra” di Alghero, la giornata internazionale della donna ha celebrato l’intraprendenza e la competenza della donna sarda.
Giovani donne e autorevoli esponenti del mondo delle professioni del nord ovest della Sardegna hanno raccontato esperienze personali, speranze e progetti realizzati. «La sostenibilità come valore trasversale di tutte le attività umane», ha spiegato Carla Puligheddu, presidente dell’A.Do.S., che insieme a Caterina Orecchioni, segretaria della sezione sardista, ha introdotto l’incontro (aperto dalle letture di Sonia Martinelli). Le diverse relazioni hanno toccato temi che caratterizzano la nostra epoca: impatto minimo, conoscenza, identità, intraprendenza, innovazione. Così la padrona di casa, Maria Grazia Murrocu, direttrice marketing di Sa Mandra, ha raccontato la storia di un’azienda su percorsi sostenibili. Annalisa Sau, imprenditrice Centroforme di Alghero, ha invece sviluppato una relazione dal titolo “Sostenibilità o declino: il bivio dell’Artigianato Artistico della Sardegna”. L’architetto Renata Fiamma ha sviluppato il tema della “Sostenibilità culturale nei processi di trasformazione dei luoghi e degli spazi”, soffermandosi sui progetti del museo di Cabras dedicato alle statue di Mont’e Prama, sugli studi su Thomas Ashby e sull’innovativa, per Sassari, Galleria Cavour. Francesca Bagella, imprenditrice commerciale di abbigliamento moda dell’abito tradizionale, ha trattato la tesi “Modernità e tradizione di uno stile sostenibile”. Infine, Ilaria Tucconi, giornalista collaboratrice dell’Unione Sarda, ha presentato una ricerca statistica sull’imprenditoria femminile in Sardegna, “Reti Rosa”.
Al termine sono intervenute due voci maschili. Molto apprezzato Vincenzo Migaleddu, presidente di ISDE, il quale ha illustrato il manifesto “Sardigna terra Bia” soffermandosi sul concetto di terra come elemento femminile e seme come elemento maschile, in un’economia di tipo circolare. Conclusione affidata al segretario nazionale del PSd’Az Christian Solinas. «Le donne sono un patrimonio per la Sardegna, il pilastro della società», ha ricordato Solinas. «Oggi siamo dominati da un disincanto generale, nessuno crede più a nessuno. Questo perché manca la politica. Oggi, a differenza di un secolo fa, la guerra è qui ed è forse molto più insidiosa, perché sta cancellando il nostro popolo. Dobbiamo rimettere insieme i fili e ricostruire il futuro della nostra terra. In caso contrario avremo solo desertificazione, soprattutto economica».
Un evento quindi con un dialogo a più voci, che ha avuto soprattutto il pregio di valorizzare una scelta, fondamentale e coraggiosa delle giovani relatrici: quella di esserci, di restare in Sardegna per dare il proprio contributo di competenza e amore. «Un evento – spiega Carla Puligheddu – che è già preludio del prossimo». Per “Nuscheras 2017” il tema prescelto sarà “Alimentazione sostenibile per il futuro del pianeta”.








