Rinasce il Convitto Canopoleno
Dopo un’attesa di 42 anni riapre la struttura che può accogliere studenti fuori sede. Il seminario-convitto fu fondato dall’arcivescovo di Sassari Antonio Canopolo nel 1611
Sassari. Un’attesa durata 42 anni. Ben ripagata con la riapertura del Convitto Canopoleno, che accoglie gli studenti fuori sede, anche quelli che da tutta la Sardegna scelgono Sassari credendo e puntando sulla loro formazione. È stato il taglio del nastro da parte dell’assessora comunale alle Politiche Educative Vittoria Casu insieme alla dirigente Giovanna Contini ad ufficializzare il ritorno alla piena operatività dello storico convitto. La sede è quella di via Luna e Sole, non più l’altra, storica, a due passi da Palazzo Ducale e affiancata alla chiesa di Santa Caterina, che oggi è invece destinata ad accogliere le opere d’arte della pinacoteca Mus’a. «Siamo convinti che il Canopoleno e le sue offerte possano rappresentare un polo di eccellenza nel panorama della formazione didattico-formativa non solo della nostra città», ha spiegato venerdì mattina la dirigente scolastica Giovanna Contini, che ha aperto la breve cerimonia nell’aula magna dell’istituto, che ha visto anche alcuni momenti musicali e di danza, a cui poi è seguito il tour guidato nella rinnovata struttura del Convitto. Nell’ultimo anno sono stati impiegati un milione e 200 mila euro per interventi di ristrutturazione: il Convitto è strutturato su due piani e accoglie gli allievi in camere singole e doppie, fornisce il servizio di mensa per colazione, pranzo, merenda e cena, fornisce il servizio di guardaroba e lavanderia, garantisce l’assistenza e il primo soccorso con presidio infermieristico, è dotato di specifici ambienti dedicati alle attività di studio con l’assistenza di qualificati educatori, consente agli allievi di fruire della sala musica, biblioteca e strutture sportive, interne all’area scolastica, oltre a disporre di uno spazio di socializzazione con tv e accesso wi-fi. L’andamento educativo e organizzativo del Convitto è curato dai coordinatori, in collaborazione con lo staff di educatori che garantiscono la qualità della proposta educativa e formativa.

Il Canopoleno, nel complesso, si articola su un’area di circa tre ettari, dispone di scuole interne dei tre ordini (elementari, medie e licei: classico, europeo e sportivo, questi ultimi in grande crescita), tre padiglioni, oltre a riproporre il convitto, insieme al semiconvitto pomeridiano, è “rinforzata” da una piscina coperta, palestra, biblioteca e spazi sportivi all’aperto dal calcio al basket; tutto il necessario per fare di questa struttura un centro residenziale di qualità per gli studenti. «Pensiamo che la nostra struttura convuttuale possa essere di supporto anche ad altri istituti pronti ad accogliere allievi che arrivano da altre realtà per studiare a Sassari. Il Canopoleno deve essere capace di guardare anche oltre, ben aldilà della realtà isolana – ha detto ancora la dirigente – e tutte le azioni che abbiamo posto in essere puntano a questo. Dalle elementari fino ai licei, la nostra istituzione scolastica ha come obiettivo la nascita di un vero e proprio campus dedicato agli studenti, per un percorso formativo di qualità in grado di fare la differenza nel percorso di crescita dei nostri allievi».

«Crediamo di essere una parte importante di Sassari. Il nostro è un Convitto maschile e femminile: in città non c’era un convitto per ragazze», ha aggiunto Giovanna Contini. Tra le prossime sfide ci sarà l’introduzione dello studio del cinese in una classe del liceo europeo. Intanto i numeri: 276 alunni di elementari e medie, 433 studenti liceali di classico, europeo e sportivo; i docenti sono 107 e 23 gli educatori; 31 sono i convittori e 440 i semiconvittori.
Il “Canopoleno” prende il nome dall’arcivescovo di Oristano e Sassari Antonio Canopolo che, nel 1611, volle offrire beni e denaro per fondare a Sassari, sua città natale, un Seminario-Convitto per studenti e consentire loro di studiare e proseguire poi verso una possibile strada religiosa. Ma erano altri tempi e sono passati ben 405 anni. Anche se la storia non va dimenticata per trovare solide radici in grado di pianificare il futuro. Per un’istituto che ha una visione capace di non fermarsi solo all’ambiente di primo riferimento.
Nelle vicende del Canopoleno, importanti perché aiutano a capire e a inquadrare i circuiti di formazione della classe dirigente isolana, si affacciano e fanno da sfondo gli avvenimenti più significativi della storia sarda del Novecento, con protagonisti di rilievo della memoria collettiva da Palmiro Togliatti (che fu un ex convittore) ad Antonio Segni, Camillo Bellieni, Enrico Berlinguer, Francesco Cossiga, Antonio Pigliaru e Salvatore Mereu. È un mondo vivo, quello della Sassari del secondo dopoguerra, popolato da tanti uomini veri, come il preside Francesco Santoni di Sorso, Salvatore Coradduzza, insegnante di latino e greco, l’atleta-poeta Dino Siddi, sportivo di razza e il notissimo giornalista sassarese Aldo Cesaraccio. La nuova sede fu costruita tra il 1968 ed il 1974, garantendo a Sassari uno dei Convitti nazionali più vasti d’Italia e, per quel tempo, uno tra i più dotati d’Europa.






