Riformatori Sardi: «Insularità, dieci anni dopo: è il momento dei fatti»
Pronta una proposta di legge per istituire, presso la Presidenza del Consiglio regionale, un organismo di vigilanza con il compito di monitorare leggi e atti dello Stato
«Esattamente dieci anni fa, proprio ai primi di ottobre, i Riformatori Sardi, con il loro presidente Roberto Frongia, hanno avviato la battaglia per l’insularità in Costituzione. Partita dalle 200 mila firme dei sardi, è stata vinta non certo per merito dei soli proponenti, ma perché attorno a quell’obiettivo si sono uniti tutti i partiti e l’intero mondo economico, sociale, accademico e culturale dell’Isola. È stata la battaglia della Sardegna, non di una parte». È quanto ricordano in una nota stampa Aldo Salaris (segretario regionale del Riformatori Sardi), Gabriella Mameli (presidente), Michele Cossa (responsabile del Dipartimento Insularità del partito) e Giuseppe Fasolino e Umberto Ticca, consiglieri regionali.
«Bisogna però dire con franchezza che la fase due, quella della declinazione del principio in azioni concrete a vantaggio dei sardi, non è mai davvero decollata. L’articolo 119, sesto comma, non è stato scritto per essere celebrato negli anniversari, ma per cambiare la vita dei cittadini e delle imprese sarde, che oggi pagano più di tutti trasporti, energia e logistica. Se l’insularità non si traduce in fatti concreti, rimane un guscio vuoto. Dobbiamo pertanto aprire un nuovo percorso, a partire dalla puntuale verifica e dalla contestazione di tutti i provvedimenti nazionali, di carattere normativo e non normativo, che violano l’articolo 119. La Sardegna non può più limitarsi a reagire quando le decisioni sono già state prese, ma deve intervenire prima, con elementi solidi e una strategia unitaria», dicono Salaris, Mameli, Cossa, Fasolino e Ticca.
«Per questo, nei prossimi giorni depositeremo una proposta di legge per istituire, presso la Presidenza del Consiglio regionale, un organismo di vigilanza composto dalle figure più autorevoli in Sardegna del diritto costituzionale, dell’economia e delle altre discipline coinvolte. Avrà il compito di monitorare leggi e atti dello Stato, segnalarne le criticità ai parlamentari sardi e fornire alla Giunta gli elementi per eventuali ricorsi alla Corte costituzionale, a partire dalla prossima legge di bilancio, ormai alle porte. Oggi come allora, se restiamo soli la nostra azione non va da nessuna parte. Chiediamo pertanto a tutti di fare parte, come dieci anni fa, di un’unica squadra: il principio ce lo siamo conquistato insieme, insieme dobbiamo farlo rispettare».








