Ricordando Antonio Gramsci

Sabato pomeriggio convegno dedicato alla “questione meridionale”. Sono intervenuti il presidente della Regione Pigliaru e il ministro de Vincenti

AntonioGramsciGhilarza. Era il 27 aprile 1937 quando Antonio Gramsci moriva a Roma. Sono passati 80 anni e anche la Sardegna ricorda quel triste evento, dedicando una serie di iniziative a uno dei suoi figli migliori, uno degli intellettuali più studiati al mondo. Sabato scorso, il presidente Francesco Pigliaru è intervenuto all’Auditorium comunale di Ghilarza, ospite assieme al ministro della Coesione Territoriale e del Mezzogiorno Claudio de Vincenti, a Giuseppe Vacca, della Fondazione Gramsci di Roma e Adriano Giannola, presidente della Svimez, al convegno organizzato dalla Fondazione Gramsci e introdotto da Giorgio Macciotta, nell’ambito delle celebrazioni per l’80esimo anniversario della morte del grande pensatore e intellettuale sardo sulla questione meridionale oggi.

Pigliaru, attingendo dalla sua attività di ricercatore, ha evidenziato che l’investimento in istruzione è una grande lezione della storia. «La bomba ad orologeria, e dunque il divario, è scoppiata al momento delle grandi innovazioni tecnologiche, tra i paesi che avevano investito in istruzione e quelli che non l’avevano fatto. Le connessioni, invece, sono state la grande lezione della geografia: la Sardegna ha problemi di distanza e di discontinuità territoriale, e sappiamo che la geografia non è gentile, verso chi è distante dai mercati», ha dichiarato. Per questo, ha proseguito il presidente della Regione, da un lato la Giunta investe oggi come mai prima nella scuola con il programma Iscol@, «la politica più densa e più intensa mai fatta dalla Regione, con un migliaio di cantieri in tutta la Sardegna, e la spinta a fare nuove scuole di territorio superando i campanilismi dei singoli Comuni». Dall’altro lato, la Regione ha chiuso il Patto per la Sardegna con il Governo, a seguito del quale «stiamo per pubblicare un bando sulla continuità territoriale aderente alle esigenze della Sardegna. I soldi li abbiamo, ora ci servono anche regole che ci consentano di spenderli. E infatti al G7 delle infrastrutture che si terrà il prossimo giugno a Cagliari, presenteremo un pacchetto alla Commissione europea perché le norme sugli aiuti di stato vengano modificate per tener conto della differenza delle regioni insulari, come la Sardegna», ha concluso Pigliaru.

https://www.youtube.com/watch?v=yUUkF0jG5xw

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