Regolamento edilizio, per Sassari un nuovo strumento urbanistico

Al via l’iter di approvazione del documento, che dovrebbe dare una spinta positiva all’intero settore. Attesa per oggi (venerdì) l’approvazione in Commissione

 

CommUrbanisticaRegEdilizioSassari. Ha preso il via giovedì pomeriggio l’iter che porterà all’approvazione del nuovo Regolamento edilizio del Comune di Sassari. Tante, e importanti, le novità che saranno introdotte, illustrate ai consiglieri della Commissione Urbanistica di Palazzo Ducale dal vicesindaco e assessore Gianni Carbini, intervenuto insieme al dirigente Claudio Castagna, che ha lavorato insieme ai funzionari del settore Roberta Omoboni e Bastiano Frau. Un testo di quasi 200 pagine che costituisce una novità anche nella metodologia di redazione. Come ha ricordato il presidente della Commissione Marco Manca (Sel), l’obiettivo era quella di portare il regolamento all’attenzione dei commissari e poi del Consiglio entro l’estate. Ma soprattutto è stato seguito un metodo di ampia condivisione. «Il 23 maggio scorso nella sala consiliare di Palazzo Ducale – ha esordito Gianni Carbini – è stato infatti organizzato un incontro con gli ordini e gli organismi rappresentativi di ingegneri, architetti e geometri. È stata coinvolta anche la Soprintendenza». Ed ecco le principali novità del nuovo Regolamento edilizio.

GianniCarbini
Gianni Carbini

È prevista la realizzazione di più piani interrati destinati a garage o cantine, oltre a vani tecnici. Si norma la possibilità di costruire in aderenza, come previsto dal codice civile, mentre finora questo non era riportato. Sono disciplinati per la prima volta i volumi tecnici, che non entrano nella volumetria e che sono i manufatti privi di autonomia funzionale, destinati ad accogliere macchinari, apparecchiature o impianti tecnici: ad esempio, la porzione extracorsa degli ascensori, cabine eettriche, impianti di climatizzazione, cisterne, torrini dei vani scala e altro. Ma anche i vani di alloggiamento per i cassonetti, se costruiti in muratura: una necessità emersa già dallo scorso anno al momento dell’estensione del servizio di raccolta porta a porta della differenziata. Si tratta di spazi che sono tutti esclusi dal computo della volumetria.

Altra novità importante è il recupero dei sottotetti a fini abitativi nelle zone omogenee A, B e C.

CorsoVittorioEmanueleSi interviene anche sul centro matrice e sulle zone A. L’obiettivo è il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie del centro storico, dove non sono consentiti interventi troppo invasivi. Tra le soluzioni introdotte la revisione delle altezze dei locali artigianali o commerciali, che potranno arrivare a 2,50 metri per i locali primari e 2,20 per servizi e spogliatoi.

Per la prima volta poi viene disciplinato l’allestimento dei cantieri. Da un lato si garantisce e migliora la sicurezza sul luogo di lavoro, con un miglior controllo ambientale e con la possibilità di eliminare futuri contenziosi.

È inoltre introdotto il concetto di tolleranza edilizia. La legge non lo norma nello specifico. Invece nel regolamento questo è disciplinato. Rappresenta quel margine di errore nell’esecuzione degli interventi edilizi che non costituiscono parziale difformità ai fini dell’applicazione della disciplina sanzionatoria. Il limite è costituito dal 2 per cento delle misure progettuali.

Tra le altre novità il differente computo dei volumi. Non concorrono alla formazione della superficie lorda dei piani i porticati, le gallerie, le logge, le pensiline, i poggioli, i balconi, i terrazzi, gli ascensori, i vani scala, gli androni di ingresso e altro.

Ci sono infine due strumenti, che costituiscono una novità assoluta. «Introduciamo la Consulta Istruttoria, un organismo di supporto agli uffici e agli utenti. Può essere presieduta da dirigenti del settore edilizia e urbanistica e ne fanno parte i rappresentanti di ciascun ordine professionale, insieme a giuristi e a un rappresentante della Consulta delle costruzioni», ha spiegato l’assessore Carbini. Alla Consulta il compito di dare pareri su pratiche complesse. L’altro elemento innovativo è il glossario. «Insieme ai grafici esplicativi daranno modo di unificare il linguaggio del settore edile», ha aggiunto Carbini. Si tratta di 87 definizioni, che permetteranno di distinguere con precisione le differenze, per esempio, tra terrazza, veranda e balcone.

Questa mattina (venerdì) in Commissione Urbanistica proseguirà con il voto. Poi, già nella prossima seduta, la discussione in Consiglio comunale e l’approvazione. (lufo)

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