Re Lear, Michele Placido interpreta Shakespeare
Al via al Teatro Comunale di Sassari “Già la maschera!”, la stagione di prosa del Cedac. Doppio spettacolo lunedì 15 e martedì 16 dicembre alle 21

Sassari. “Re Lear” di William Shakespeare apre la Stagione di Prosa 2014-15 del CeDAC (all’insegna del provocatorio slogan “Giù la Maschera!”) al Nuovo Teatro Comunale di Sassari con un duplice appuntamento lunedì 15 dicembre e martedì 16 dicembre, sempre alle 21: Michele Placido (che firma la regia a quattro mani con Francesco Manetti) è protagonista sulla scena nel ruolo del re dei Britanni che alle soglie della vecchiaia decide di abdicare in favore delle figlie, e ferito nella sua vanità, per un subitaneo capriccio, esclude la minore Cordelia, dal trono, per scoprire poi, suo malgrado, la fragilità degli affetti e la sfrenata ambizione delle altre due, Gonerilla e Regana, divenute regine – mentre la figlia ingiustamente ripudiata e esiliata, dalla Francia, accorre in sua difesa. Viaggio affascinante e inquietante negli anfratti del cuore umano, il dramma elisabettiano racconta la vertigine del potere e la caduta, i pericoli dell’adulazione e il prezzo della sincerità, mettendo a confronto la viltà dei cortigiani e la lealtà degli amici, e affronta – fra intrighi di palazzo, tradimenti, duelli e battaglie – il tema sorprendentemente attuale della vecchiaia, del rapporto genitori-figli e dello scontro fra generazioni e visioni del mondo. Soltanto dopo aver superato il dolore e la follia, Lear ritroverà il senno, in tempo per comprendere la gravità della sua tragedia.
Nel cast – oltre a Michele Placido – spiccano i nomi di Gigi Angelillo e di Francesco Bonomo, Federica Vincenti e Francesco Biscione, accanto a Giulio Forges Davanzati, Peppe Bisogno, Brenno Placido, Alessandro Parise, Marta Nuti, Maria Chiara Augenti, Mauro Racanati, Bernardo Bruno e Gerardo D’Angelo.
La stagione di Sassari proseguirà fino al 10 aprile 2015: otto i titoli in cartellone, compreso il “Re Lear”, e uno spettacolo fuori abbonamento (“Penso che un sogno così…” di e con Giuseppe Fiorello) tra l’ironia della commedia e la crudeltà della tragedia, per raccontare con intelligenza e leggerezza, dai classici come Pirandello e Shakespeare alla drammaturgia contemporanea, in un gioco di specchi con la reltà, la infinite sfaccettature dell’animo umano.






