Puigdemont: «Sono vittima di una persecuzione politica»

La Corte d’Appello di Sassari ha sospeso il procedimento di estradizione. La giustizia europea si deve prima pronunciare su due pregiudiziali

Sassari. Il procedimento di estradizione di Carles Puigdemont rimane sospeso in attesa di una risposta da parte della Corte di giustizia dell’Unione Europea sull’immunità parlamentare da riconoscere all’ex presidente della Generalitat. Lo ha deciso lunedì pomeriggio la Corte d’Appello di Sassari, al termine di una camera di consiglio che si è protratta fino alle 15,30, presente lo stesso Puigdemont, che all’uscita, di fronte a una quindicina di telecamere e giornalisti di tv e giornali italiani, spagnoli e internazionali (tra cui anche le agenzie France Press e Associated Press), è stato applaudito da una folta delegazione di militanti dei movimenti indipendentisti isolani al grido di “Libertade” (in sardo). Un sit in avviato fin dalle 9, rafforzato dalla partecipazione di un ristretto gruppo di rappresentanti di indipendentisti corsi e catalani. Pochi invece, si parla di appena tre (tra cui la vicesegretaria Marta Castro), i rappresentanti del partito di destra Vox, che avevano preannunciato di voler chiedere ai magistrati sassaresi di poter intervenire all’udienza. Erano presenti anche gli eurodeputati Clara Ponsatí e Toni Comín, ex ministri della Generalitat, sui quali pende un’altra richiesta di consegna alle autorità spagnole. Come ha spiegato il legale sassarese di Puigdemont Agostinangelo Marras, il procedimento, aperto in seguito all’arresto di una decina di giorni fa eseguito dalla polizia di frontiera all’arrivo dell’ex presidente della Generalitat all’aeroporto di Alghero, rimarrà sospeso: «La Corte di giustizia dell’Ue si dovrà pronunciare nel merito della sussistenza o meno dell’immunità parlamentare. Il presidente Puigdemont ha presentato un ulteriore ricorso sulla revoca decisa nei mesi scorsi dal Parlamento europeo (e confermata il 30 luglio dal Tribunale Europeo, organo giurisdizionale di primo grado). Proprio in virtù di questo ricorso l’immunità si deve intendere ripristinata». Ma non è tutto. C’è infatti un secondo aspetto su cui la Corte, che ha sede in Lussemburgo, si dovrà pronunciare. I fatti sui quali il procuratore Llarena ha spiccato il mandato di cattura europeo, ovvero il referendum illegale secondo l’ordinamento spagnolo del 1 ottobre del 2017, sono avvenuti in Catalogna. E quindi il giudice competente dovrebbe essere catalano. Un aspetto sul quale lo stesso giudice della Corte Suprema spagnola si è rivolto alla Corte di Giustizia europea. Finché insomma queste due pregiudiziali non saranno chiarite la Corte d’Appello di Sassari non si pronuncerà sull’estradizione di Puigdemont, in accoglimento delle richieste della difesa ma anche del procuratore generale.

E lunedì sera ad Alghero l’europarlamentare di JxCat ha ribadito di essere vittima di una persecuzione politica da parte dello Stato spagnolo. Una situazione che «non è degna di una democrazia europea. È una persecuzione perpetrata attraverso la Corte Suprema e che impedisce che si trovi una soluzione politica al conflitto in atto, che si fonda sul riconoscimento del diritto all’autodeterminazione». Puigdemont, affiancato dai suoi legali, gli avvocati Agostinangelo Marras e Gonzalo Boye, ha insistito sul fatto che si sta cercando di impedirgli di andare in giro per l’Unione Europea a raccontare della vicenda catalana.

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