Province e Città metropolitane, confronto con la Regione sulle risorse

L’assessore degli Enti Locali Francesco Spanedda: «Insieme per chiedere al Governo la revisione di un sistema iniquo»

Il palazzo della Città Metropolitana di Sassari

Una strategia comune per chiedere al Governo la revisione del contributo delle Province sarde alla finanza pubblica. È l’obiettivo dell’incontro che si è svolto giovedì in Regione con i presidenti delle Province e delle Città metropolitane, richiesto dai territori e promosso dall’Assessorato degli Enti locali, Finanze e Urbanistica e dall’Assessorato della Programmazione e Bilancio.

«Non si può chiedere alle Province di garantire servizi essenziali e contemporaneamente sottrarre le risorse necessarie per farlo», dichiara l’assessore Francesco Spanedda. «È un meccanismo iniquo, che penalizza ulteriormente una Sardegna già chiamata a contribuire alla finanza pubblica attraverso il bilancio regionale. Per questo vogliamo costruire un fronte istituzionale comune e portare al Governo una richiesta precisa di revisione».

Nel 2026 le sei Province e le due Città metropolitane sarde sono chiamate a versare o accantonare a favore dello Stato 41,65 milioni di euro, oltre 206 milioni nel quinquennio 2026-2030. Risorse sottratte alla capacità degli enti di svolgere funzioni fondamentali, dalla viabilità all’edilizia scolastica, fino alla tutela ambientale.

L’incontro ha posto le basi per chiedere l’apertura di un tavolo tecnico-politico tra Stato, Regione e Province, con l’obiettivo di correggere gli attuali meccanismi di contribuzione già nella prossima legge di bilancio.

«Non è soltanto una questione di equilibri finanziari – conclude Spanedda –, è in gioco la capacità delle istituzioni di rispondere ai bisogni dei territori. E su questo la Regione intende far valere, insieme alle Province, una posizione chiara e unitaria».

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