Con la processione dell’Assunta a Ferragosto conclusi i riti della Faradda
A San Nicola il pontificale presieduto dall'arcivescovo Gian Franco Saba. Al termine il corteo con i gremi ha attraversato il centro storico, presente il sindaco Mascia
Sassari. Per il secondo anno la tradizionale processione dell’Assunta a Ferragosto ha chiuso gli eventi della Faradda seguendo una modalità differenze rispetto al passato. Stesso luogo di partenza (e rientro), il duomo di San Nicola, ma al termine della messa solenne dei Candelieri, che prima veniva ospitata al mattino nella chiesa di Santa Maria di Betlem, la casa dei grandi ceri di legno, dal 2023 chiusa parzialmente per lavori di messa in sicurezza della navata e della facciata. Un pontificale presieduto dall’arcivescovo Gian Franco Saba spostato adesso al tardo pomeriggio, senza candelieri, che dopo la Faradda hanno trovato alloggio anche quest’anno nel chiostro del convento francescano di Santa Maria. In realtà ci sarà una coda finale il 22 agosto, giorno dedicato a Santa Maria Regina, con l’“Ottava”, quando i grandi ceri di legno verranno riportati nelle cappelle dove rimangono custoditi per tutto l’anno, la maggior parte, sette, trovavano casa sempre a Santa Maria e adesso sono accolti in altre chiese, da Sant’Antonio Abate allo stesso duomo, gli altri grandi ceri di legno torneranno a San Pietro di Silki, Sant’Agostino, San Giuseppe, più San Nicola e Sant’Antonio Abate per i candelieri che qui stavano anche prima della non agibilità di Santa Maria.
La sera di Ferragosto, normalmente poco prima del tramonto, è quindi riservata alla processione con la Vergine Dormiente. nel passato, non recente va sottolineato, seguitissima e importantissima, tanto che vi partecipava la Municipalità al completo, quest’anno tornata con una rappresentanza della Giunta guidata dal neosindaco Giuseppe Mascia. Il corteo ha attraversato il centro storico, dal duomo di San Nicola, passando per via Turritana, piazza Castello, largo Cavallotti, corso Vittorio Emanuele, per rientrare in cattedrale. Erano presenti tutti i gremi. L’accompagnamento musicale è stato curato dalla Banda Città di Sassari. L’Assunta era avvolta per l’occasione in ricche vesti ricamate d’oro e d’argento e coperta da un velo, portata a turno dai gremianti, con gli obrieri di candeliere intorno al simulacro insieme ai capicandeliere. Davanti c’era il Capitolo turritano guidato dall’arcivescovo Gian Franco Saba. Presenti altri sacerdoti e religiose. Al termine, sul sagrato del Duomo, il saluto del padre guardiano di Santa Maria Salvatore Sanna (OFMConv): «Concludiamo questo cammino, stanchi ma ancora emozionati. Abbiamo contemplato in questi giorni il mistero della nostra vita. Maria è un segno di speranza e consolazione per tutti noi». L’arcivescovo Gian Franco Saba ha quindi impartito la benedizione.
L’augurio conclusivo è stato affidato al sindaco Giuseppe Mascia: «Rinnoviamo gli auguri a tutta la nostra comunità. E a zent’anni!». Lo stesso primo cittadino era intervenuto al termine del pontificale celebrato in duomo prima della processione. «Il nostro saluto ha la forma del ringraziamento. Sono stati giorni di grandi emozioni, con gli obrieri e con chi ha compiuto 75 anni di Faradda, come il signor Toschi Pilo, fino a stasera. Giorni che ci insegnano come la nostra festa può essere il simbolo e la rinascita di una comunità. È stata una festa più ordinata di altre edizioni, festante in un modo cordiale. Non lo dico per il giudizio che la cittadinanza dà alla parte politica che in questo momento amministra. Lo dico perché c’è la possibilità di guardare avanti e costruire un avvenire differente. Il nostro territorio e la nostra comunità sono a un punto di svolta e sentiamo questa responsabilità più di ogni altro momento. E impariamo, come Giunta comunale e come Consiglio tutto, che possiamo guardare a un nuovo avvenire se guardiamo al nucleo essenziale di questa festa: richiamando una delle letture di oggi, la Lettera ai Corinzi, se si guarda alla speranza che ieri cittadini e cittadine ci hanno mostrato e se guardiamo alla carità. Penso sia l’unico modo per amministrare. Ho chiesto questo ieri, di poter essere aiutato, che la Giunta e il Consiglio siano aiutati per guidare questa città con carità, affinché la nostra gente non cammini più da sola». (lufo)







