Mrsic: “Contento di essere qui, ma c’è tanto da migliorare”

Il coach croato è stato presentato questa mattina nella Club House di via Nenni. Domenica l’esordio a Venezia

“Ieri dopo la partita ho parlato con Nate Johnson, gli ho detto che difficilmente farà sempre 30 punti, ma che col fisico che ha potrà sempre difendere forte”. Una frase, quella pronunciata da Veljko Mrsic, che racchiude il pensiero del neo coach della Dinamo e la dice lunga sulla sua filosofia. Idee chiare, quelle del coach croato, presentato questa mattina nella Club House di via Nenni. “C’è tanto da migliorare – ha detto – questa squadra ha tanto talento, come del resto tutte le squadre della Lega, ma bisogna giocare più di squadra e passarsi di più la palla soprattutto in certi momenti, perchè il talento da solo non può bastare”.

Un impatto positivo quello avuto da Mrsic con l’ambiente Dinamo, già ieri guardando da bordocampo quelli che da oggi saranno i suoi ragazzi, la sua squadra.

Non è mancato il riferimento a Pozzecco: “Ho parlato con lui e subito dopo mi ha chiamato Jack Devecchi – Poz mi ha detto devi andare ed eccomi qui”.

“La prima cosa che mi viene in mente pensando alla Dinamo – ha detto – è il periodo di Sacchetti, con i due Diener, una squadra fortissima, con un pubblico incredibile”.

Cosa c’è da migliorare? tante cose, ma la pallacanestro è semplice, siamo noi allenatori che l’abbiamo complicata. Qualcuno di voi ricorderà l’allenatore Mirko Novosel, lui faceva le statistiche di solo tre cose: Quante volte non abbiamo corso in difesa, quante volte non abbiamo tagliato fuori e quante volte abbiamo perso uno contro uno. Se si fanno bene queste tre cose ci sono più possibilità di vincere le partite, la pallacanestro è semplice, dobbiamo semplicemente capirlo”.

La gara contro Venezia: “C’è poco tempo per prepararla, questa è la terza volta che subentro a stagione in corso. Non possiamo fare troppe cose nuove ma migliorare le cose che la squadra già fa, soprattutto quelle tre cose di cui ho già detto. Dobbiamo giocare più di squadra nei momenti in cui abbiamo basse percentuali, bisogna passarsi di più la palla e variare di più il gioco non tirando solo da tre, anche se abbiamo tanti buoni tiratori”

Aldo Gallizzi

 

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