Pd, sabato prossimo l’elezione del segretario cittadino
Fabio Pinna, candidato unitario, anticipa alcuni punti della sua relazione. «In città dobbiamo essere più presenti, anche sul piano delle proposte». I rapporti con sindaco e Giunta: «Finora mancava il partito»

Sassari. Sabato prossimo all’hotel Grazia Deledda, in viale Dante, il Pd rinnoverà i vertici cittadini. Dalle 12 alle 20 i 1916 iscritti (tesserati entro il 26 luglio scorso) potranno votare per il nuovo segretario e per l’assemblea del partito, costituita da 68 componenti.
Il nome del segretario si conosce già. Sarà Fabio Pinna, unico candidato rimasto dopo l’esclusione di Alberto Galisai (area Demontis) da parte della Commissione di Garanzia per il Congresso presieduta da Franco Borghetto, ed il ritiro di Luca Taras (area Dettori-Manca). Sabato prossimo si procederà con la ratifica della sua elezione. Per Fabio Pinna, da sempre vicino all’ex sindaco e presidente del Consiglio regionale Giacomo Spissu, si tratta adesso di raccogliere una sfida e raggiungere l’obiettivo di compattare, finalmente, le anime di un partito, che a Sassari, come altrove, fanno fatica a muoversi insieme. Intorno al suo nome il consenso è alto. Apprezzato da tutti, Pinna – va ricordato – ha, di fatto, rivestito il compito di coordinare, anche nel corso delle ultime primarie per la scelta del candidato sindaco, il lavoro della raccolta dei dati dai seggi, con un ruolo di riferimento per tutte le componenti del Pd sassarese. «Siamo arrivati ad una condivisione ed a una candidatura unitaria. C’è una comunione di intenti da parte di tutti. Occorre gestire le attività del Pd a Sassari in maniera congiunta con la partecipazione di tutti», spiega.
«Il Pd, nonostante il grande successo elettorale, in città era assente come strutture. Da tre anni manca il segretario. Dobbiamo essere presenti, non solo politicamente. La nostra idea è rendere il partito efficiente perché sia efficace. Innanzitutto ci deve essere una struttura nel territorio perché si possa ragionare anche in termini di area vasta», prosegue Fabio Pinna. Ma serve soprattutto condivisione. «Nessun uomo da solo può risolvere i problemi. E il confronto con la collettività e con gli organi del partito è fondamentale», dice. Occorre affrontare grandi temi, dalla crisi economica e dai problemi dell’occupazione allo sviluppo territoriale. «Occorre far fronte alle nuove esigenze di contrasto alla povertà. Dobbiamo essere un partito vicino agli ultimi, è nel nostro dna naturale. E poi essere capaci di ridare speranze per il futuro, che appare grigio, scacciando la rassegnazione». Ed essere presenti in città sui temi concreti. Sì alla proposta del sindaco Nicola Sanna sulla residenza studentesca in piazza Castello. «L’idea di rivitalizzare il centro storico è condivisibile, ma va inserita in un progetto complessivo, insieme a Ztl ed altro. Senza dimenticare i problemi delle periferie e del degrado della vita sociale dei giovani: pensiamo agli episodi di violenza che sono sempre più frequenti. Perché avvengono?».
Ma le componenti che nel Pd si sono scontrate fino all’altro ieri adesso che faranno? «Dobbiamo riscoprirci uniti anche tra le varie componenti che compongono il Pd, che mette insieme un’area socialista democratica ed un’area cattolica democratica, storicamente dialoganti sin dai primi passi della Repubblica con la scrittura della Costituzione. Serve un Partito Democratico che sia anche capace di selezionare la propria classe dirigente, non tanto seguendo criteri di “rottamazione”, ma valorizzando i militanti che hanno dato un contributo alla “ditta”, rigenerando un ceto dirigente che ha valori comuni ed un senso dell’etica molto alto».
La domanda è d’obbligo: i rapporti con il sindaco Nicola Sanna e la Giunta comunale? Nessuna contrapposizione, c’è solo spazio per collaborazione e dialogo. E che il clima a Palazzo Ducale sia più sereno lo si è visto anche in occasione della recente elezione dei presidenti di Commissione. «I confronti ci possono essere quando le figure sono operative e finora mancava il partito. Non ci nascondiamo dietro un dito: i problemi c’erano. Adesso però siamo nelle condizioni di avere un partito che sarà un interlocutore. Dobbiamo fare in modo che nessuna risorsa sia mortificata ma si senta partecipe di ogni obiettivo», conclude Fabio Pinna.
Sabato prossimo si procederà anche con l’elezione del presidente dell’assemblea (che dovrebbe essere Luca Taras). Si definirà anche la direzione cittadina, mentre la segreteria sarà scelta successivamente dal segretario e sarà numericamente snella. Potrebbe presto essere rivista anche la geografia cittadina dei circoli, attualmente sette, più un paio di circoli tematici. I singoli circoli invece procederanno con il rinnovo dei vertici in una fase successiva. Prima, il 26 ottobre, le primarie per la scelta del segretario regionale, con la corsa a tra Renato Soru, Ignazio Angioni e Thomas Castangia. (lu.fo.)





