Palazzo Ducale, fumata nera, anzi, nerissima

Al termine di una giornata che ha visto prima la quasi nascita della Giunta, poi alcuni aggiustamenti, il colpo di scena. Carbini e Spanedda scelgono di stare fuori: frattura con il sindaco. Oggi si tenterà la ricomposizione

 

 

Consigliocom22settembreGiuntaSassari. E la telenovela continua. Stavolta sembrava la volta buona per chiudere il discorso sulla nuova Giunta e restituire a Sassari un governo. Così non è stato neanche giovedì. Che le fratture siano difficili da ricomporre è sotto gli occhi di tutti. Una soluzione trovata su un versante sembra provocare, come reazione diretta e contraria, un problema dalla parte opposta. Una situazione di difficile controllo, soprattutto per chi tiene il timone del vascello.

Eppure la giornata era iniziata sotto i migliori auspici. Al termine della mattina era rimbalzata la notizia tanto attesa: nel Pd era stato individuato il nome per la casella ancora vuota in Giunta. Era quello di Raffaella Sau, docente universitaria, destinata all’Assessorato alla Cultura. Con il passare delle ore ecco allora, grazie al passaparola tra giornalisti e le telefonate ai rappresentanti dei partiti, tutti gli altri nomi o quasi. Siamo all’ora di pranzo. Manca l’ufficializzazione, un particolare non certo secondario, ed è questo che tutte le testate attendono per svelare la nuova Giunta. I giornalisti si sbizzarriscono al telefono, per sms e su whatsapp, e una Giunta, possibile, la costruiscono: Gianni Carbini all’Urbanistica, Monica Spanedda alle Politiche Sociali, Antonio Piu alle Infrastrutture, Ottavio Sanna alle Manutenzioni sembrano sicuri. Spuntano poi voci sulle novità inattese: Alessio Marras al Bilancio, Vittoria Casu alle Politiche Educative, Fabio Pinna alle Politiche Ambientali, Amalia Cherchi agli Affari Generali e Servizi Civici. Vicesindaco? Antonio Piu (e non più Carbini). Presidente del Consiglio comunale? Ancora da decidere, ma le preferenze sono per Esmeralda Ughi. Tutto questo ovviamente frutto di contatti, telefonate, indiscrezioni e anche un po’ di fantasia. La conferma però non arriva. Si sa solo che per le 18 i possibili assessori sono stati convocati a Palazzo Ducale. E che per il secondo assessorato destinato ai sei consiglieri monogruppo ci potrebbe essere un cambiamento cammin facendo: non più la Cherchi ma una assessora indicata dai vertici regionali di Sel o dell’Upc. Secondo forse, poco dopo accantonato.

Conferenza stampa Sanna Carbini SpaneddaTutto risolto? Neanche per idea. Arriva il colpo di scena. La nuova Giunta non è affatto pacifico che nasca. Anzi, le soluzioni trapelate e poi confermate svelano cambiamenti inaspettati e amari, in particolare per chi aveva dato un contributo determinante nella fase iniziale. In politica le mediazioni sono necessarie, impossibile non tenere conto di tutte le sensibilità in una coalizione ma anche in un partito. Un progetto però – si argomenta – non può venire completamente snaturato. Un ragionamento ben presente a Gianni Carbini e Monica Spanedda, che alla fine scelgono di tirarsi fuori dalla Giunta. La decisione ancora non appare definitiva: venerdì mattina alle 12,30 le anime del Pd sassarese si ritroveranno per cercare una difficile, e necessaria, quadratura del cerchio. Qual è la critica rivolta al sindaco Sanna da Carbini e Spanedda? È di metodo: la Giunta che stava per nascere giovedì pomeriggio era troppo lontana da quel progetto iniziale, anzi, quasi opposta. Sarebbero serviti un maggiore equilibrio, una maggiore velocità nel prendere consapevolezza dei propri limiti, ma anche più chiarezza con la coalizione e nei rapporti diretti. Tenere insieme una squadra è importante (e in ogni caso cambiamenti rilevanti, come la carica di vicesindaco non confermata a chi l’aveva tenuta per oltre un anno, devono essere almeno comunicati a chi in quelle scelte è direttamente coinvolto). E poi la fiducia di tutte le anime del proprio partito, che andava cercata e trovata prima. Ecco allora la conclusione: se le premesse per proseguire un determinato progetto, pur con tutti i dovuti aggiustamenti, non ci sono più tanto vale rivolgersi nuovamente ai cittadini. Oppure andare avanti, con obiettivi diversi, avendo però il coraggio di dirlo prima.

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