Palazzo Ducale, Carta (FI): “La parola torni ai cittadini”
Il consigliere comunale chiede a sindaco e assessori di lasciare. «La città ha bisogno di un governo forte». Oggi si riuniscono Giunta e Consiglio

Sassari. Quella di oggi potrebbe essere una giornata importante per le sorti della Giunta Sanna. In mattinata si dovrebbe riunire l’esecutivo, mentre nel pomeriggio è in calendario la prevista seduta consiliare. Le dimissioni dell’assessore Alessio Marras avvenute venerdì scorso hanno portato alla luce una situazione sfilacciata tutta all’interno della Giunta, con i rapporti tra sindaco e assessori (pare tutti) ormai ai minimi termini. La riunione di ieri pomeriggio (da qualcuno definita “surreale”) non sembra avere spostato di una virgola il quadro generale. Che rimane di attesa. Gli assessori continuano a chiedere un cambio di passo nell’azione di governo, che, a quanto dicono, difetterebbe di incisività. Ma in ballo c’è la tenuta del patto delle primarie del 2014 (tra lo stesso Nicola Sanna e Gianni Carbini e Monica Spanedda) e del successivo accordo (del 2015) con le altre componenti del Pd, maggioritarie a Palazzo Ducale. Sullo sfondo – ma in realtà è questa la materia del contendere – una popolarità del sindaco che è ormai ai minimi termini. Difficile trovare in città qualcuno che assolve in toto l’azione di governo comunale. Al primo posto il progetto di pista ciclabile, un’opera (tra l’altro ereditata dal mandato precedente) dai più considerata inutile e che sta portando disagi a non finire ai residenti, con i lavori che inspiegabilmente non vedono ancora la fine dopo oltre un anno. Ma ci sono poi le altre situazioni ancora in fase di stallo: il terminal di via padre Zirano e il futuribile Centro Intermodale, un centro storico diventato terra di nessuno e che attende una rinascita (in realtà qui le azioni della Giunta ci sono ma i cittadini sembrano non percepirle), cantieri aperti e in attesa di una conclusione, rapporti con la Regione formalmente buoni ma che poi si scontrano con azioni della struttura burocratica difficili da gestire, oltre ad una situazione generale di ristagno dell’economia di cui l’Amministrazione è poco responsabile. E, si sa, nei momenti di difficoltà non si fa distinzione e l’ente più vicino ci passa senza troppe distinzioni. A tutto questo si aggiunge la mancanza di collegialità in alcune decisioni prese dal primo cittadino in due anni e mezzo di mandato. Queste le accuse e le critiche imputate a Nicola Sanna e che costituiscono il sintomo di uno sfilacciamento di rapporti anche personali.
Senza tralasciare l’ipotesi elezioni regionali. Un’opzione che non va scartata: il presidente Pigliaru da settimane è assente dalla scena politica per problemi di salute. E il ricorso alle urne non è da escludersi, con le dimissioni che sembrano una possibilità non tanto remota. Se si votasse per la Regione a Palazzo Ducale sarebbe un rompete le righe generale, con alcuni assessori pronti a tentare la strada per Cagliari.

Intanto l’opposizione non nasconde il proprio disagio. «Le dimissioni di Alessio Marras, uno degli assessori più vicini al sindaco, nonché fra quelli lievemente sopra la sufficienza rispetto al grigiore generale della Giunta Sanna, ci fa capire che malgrado le rassicurazioni il terreno sotto i piedi del sindaco sta velocemente franando». Lo dice Giancarlo Carta, consigliere comunale di Forza Italia, che in una nota chiede al sindaco e alla Giunta «di farsi da parte una volta per tutte. La maggioranza non riesce a nominare da tre mesi il presidente della Commissione Lavori pubblici, lasciando in stallo la stessa commissione, i lavori nelle strade sono fermi o con ritardi biblici, i servizi ai cittadini lasciano a desiderare e le continue liti all’interno della maggioranza ci fanno capire che sarebbe opportuno che si dimettesse l’intera Giunta, dando la parola ai sassaresi. Si tratta di una situazione di stallo che ormai dura dall’inizio del mandato. La città ha bisogno di un governo forte e che lavori, non di beghe fini a se stesse che stanno mortificando ancora di più il nostro comune», conclude Giancarlo Carta.








