Olmedo, la Regione deve farsi garante dei diritti dei lavoratori
I consiglieri regionali di Sardegna Vera, Michele Azara e Gaetano Ledda, intervengono sulla crisi della miniera di bauxite. La società greca revochi la messa in mobilità e ceda il ramo di azienda
Olmedo. I consiglieri regionali di Sardegna Vera, Michele Azara e Gaetano Ledda, lunedì mattina hanno incontrato nel presidio della miniera di Olmedo gli operai della società greca S&B Industrial Minerals.La conferma avuta dai racconti degli operai e dei rappresentanti sindacali è che le commesse erano in aumento così come quindi la produzione e l’attività estrattiva ed a livello internazionale non esiste una crisi legata al settore della bauxite. Così come è inspiegabile ed irrituale il percorso di crisi aziendale avvenuto con la messa in mobilità collettiva dei lavoratori.
I consiglieri di Sardegna Vera chiederanno alla Giunta Regionale, assessorati competenti, di intervenire urgentemente, per chiedere con forza e determinazione alla S&B la revoca della messa in mobilità – che significa licenziamenti – degli operai e utilizzare strumenti più appropriati come la cassa integrazione, che consentono ai lavoratori di rimanere nel perimetro aziendale ed alle Istituzioni di capire nel frattempo e senza traumi per gli operai i tanti lati ancora oscuri e sospetti della vicenda. Chiederanno inoltre di imporre alla società greca, una volta scongiurata la chiusura,
la cessione del ramo di azienda, così da comprendere anche i contratti di lavoro in essere e quindi i relativi diritti acquisiti negli anni oltrechè le esperienze e professionalità maturate.
«La ventilata ipotesi di chiusura della miniera, oltre che un ulteriore colpo durissimo per l’economia del territorio, profumerebbe o meglio odorerebbe di beffa per il fatto che si permetta di chiudere una miniera che produce un minerale pregiato oltre che utili d’impresa, al netto dei pagamenti degli stipendi, per il concessionario dell’estrazione. Se non si dovesse riuscire, ma crediamo che si possa e si debba, a salvare l’attività della miniera,
sarebbe questo un grosso motivo di riflessione per l’intera classe politica sarda e quindi per il futuro della nostra economia», concludono Michele Azara e Gaetano Ledda.



