Nicola Sanna: «Non bisogna scappare, occorre avere fiducia»
Il sindaco non commenta quanto avvenuto sabato, con le dimissioni di ben tre assessori. Ma su Facebook scrive: «Il senso di responsabilità si misura in questi momenti»

Sassari. Dopo la bufera di sabato, giornata nel corso della quale ben tre assessori hanno abbandonato la barca del sindaco Nicola Sanna, a Palazzo Ducale domina il silenzio. Si evita di commentare quanto accaduto, per il momento. Domani è in programma un vertice del Pd e l’argomento della sopravvivenza della Giunta comunale monopolizzerà la discussione. Ma la barca sta davvero affondando? Forse è già colata a picco, ma il comandante è riuscito a rimanere a galla. Da solo. E sarà difficile, se non quasi impossibile, farlo annegare. Già. Perché sarà molto complicato convincere Nicola Sanna a lasciare l’ufficio riservato al primo cittadino al primo piano di Palazzo Ducale. Le ultime dimissioni degli assessori Fabio Pinna (Ambiente), che è anche segretario cittadino del Partito Democratico, particolare da non dimenticare, Monica Spanedda (Politiche Sociali) e Raffaella Sau (Cultura e Turismo), si aggiungono a quelle precedenti di altri assessori. Uno stillicidio iniziato qualche mese fa. Il primo a lasciare fu Alessio Marras (Bilancio). Poi Gianni Carbini (Urbanistica), anche vicesindaco. Infine Vittoria Casu (Politiche Educative). Marras in marzo fu sostituito con Simone Campus: scelta non molto gradita dalle altre componenti del Pd – che pare anzi l’abbia subita: Sanna non avrebbe preannunciato la sua decisione, andando tra l’altro ad occupare una delega fino a quel momento in capo alla civica Sassari Bella Dentro, oggi di fatto dissolta anche in seguito a quella sostituzione in Giunta, e non al Partito Democratico – e che ha contribuito ad accelerare la crisi, soprattutto con Carbini dimissionario subito dopo la nomina di Campus. Va infatti detto che gli assessori del Pd che hanno lasciato sono, volendo ricordare le appartenenze formali, espressione di componenti del partito. Anzi, di quelle componenti che hanno vinto le recenti primarie per la segreteria regionale del Pd, i renziani, quelli chiamati “della prima ora”, insieme ai Popolari-Riformisti, tutti per Cucca segretario. E i numeri, nell’Assemblea Civica, con un gruppo consiliare dem dominato proprio da queste componenti, a cui si aggiungono i distinguo pesanti degli esponenti delle civiche Città Futura e della ex Sassari Bella Dentro (questi ultimi, Boiano e Ghi, nelle scorse settimane non hanno neanche votato a favore del rendiconto 2016 della Giunta), contano ancora.
Il sindaco allora si dimette? L’impressione è che questo non accadrà tanto facilmente o non succederà affatto. In assenza di una nota ufficiale, Nicola Sanna, sabato, nel tardo pomeriggio, ha pubblicato su Facebook un post che fa capire qualcosa. «In questi momenti, quando il grano è maturo e nonostante il caldo, il sudore, la fatica occorre raccogliere ogni chicco anche se l’annata non è stata proprio come avresti voluto. Mattinata a sovralluogare una bellissima opera che sta prendendo forma, richiesta da tanti cittadini, un percorso per runners e ciclisti amatori di percorsi campestri all’Ippodromo di Sassari, anello all’ aria aperta, collegato alle piste ciclabili urbane. Come amministrazione abbiamo fatto tante cose, condivise, discusse ma al solo scopo di fare bene alla citta. Abbiamo programmato tanto, recuperato, ingenti risorse finanziarie per la rinascita del centro storico, il recupero delle periferie di Santa Maria di Pisa, Latte Dolce, Sassari 2, la metropolitana di supercie, le bonifiche del centro intermodale, la sistemazione della stazione autobus di via Zirano, tanti interventi nelle scuole, nelle case popolari, l’avvio dei cantieri per strade e marciapiedi, il rinnovo e l’ampliamento degli impianti sportivi grandi e piccoli, finalmente abbiamo potuto cominciare il restauro della rotonda di Platamona. Ed il Puc approvato e corretto laddove era ancora carente, piano di assetto idrogeologico, le zone F turistiche, gli sconti fiscali per ravvivare il centro con sedie e tavolini, i grandi eventi culturali. Il tutto in una situazione difficilissima per la crisi occupazionale che attanaglia il territorio, con una Regione spesso matrigna e contraddittoria, con i partiti spesso in stato confusionale».
Una sorta di bilancio insomma di quanto fatto finora, secondo il primo cittadino, che sembra rivolgersi a chi ha scelto invece di lasciare: «Abbiamo fatto insieme, con alti e bassi, con uno scetticismo perenne e altre volte imperante di chi non scommetteva nella possibilità di riuscire. È faticoso amministrare, troppi vincoli, troppi tagli che offuscano anche le buone idee e i buoni propositi. Ma bisogna tenere duro in questi momenti di crisi. Non bisogna scappare, occorre avere fiducia, innanzitutto nei consiglieri comunali che ci hanno messo l’anima, la faccia nel chiedere un voto per se è per il Sindaco con il quale si sono candidati. Il senso di responsabilità si misura in questi momenti, quando il grano è maturo e nonostante il caldo, il sudore, la fatica occorre raccogliere ogni chicco anche se l’annata non è stata proprio come avresti voluto».







