Case dell’acqua, a Sassari se ne parla da tre anni
La prima proposta era stata di Manuel Alivesi. Il Consiglio comunale, nella seduta del 19 aprile del 2011, approvò all’unanimità un ordine del giorno

Sassari. Di Case dell’acqua a Sassari si parla da anni. Il primo a proporne la realizzazione era stato Manuel Alivesi, oggi capogruppo di Forza Italia, nei primi mesi del 2011, quando nel Consiglio comunale rappresentava il Pdl. Presentò in febbraio una mozione, con cui chiedeva di avere presto in città una “Casa dell’Acqua” in cui venisse erogata acqua dell’acquedotto pubblico sia in forma gasata che non, ed eventualmente anche fresca per i mesi estivi: «costituisce un vantaggio energetico ed economico, oltre al fatto che le case dell’acqua rappresentano un buon punto di incontro per i cittadini ed educativo per i bambini». Due luoghi in particolare si prestavano ad accogliere la nuova struttura: la “Casina Liberty” di viale Adua e la Fontana di Rosello. In aprile questa stessa mozione fu trasformata in un ordine del giorno, con il quale si chiedeva che il Consiglio Comunale si impegnasse all’attuazione del progetto della “Casa dell’Acqua”, stavolta senza indicare luoghi particolari. L’ordine del giorno fu approvato all’unanimità il 19 aprile.
Nel 2013 sempre Alivesi presentò un’interrogazione. «Considerato che la proposta del sottoscritto di istituzione delle “Case dell’Acqua” è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale nella seduta del 19 aprile del 2011, si chiede di sapere perché, dopo due anni, il sindaco e la Giunta Municipale non abbiano ancora avviato le procedure per la realizzazione del progetto». Alivesi ripropose l’idea di realizzare la “Casa dell’Acqua” presso la Fontana di Rosello.






