L’ultimo pugno di terra, la Sardegna di Fiorenzo Serra
Venerdì 18 luglio la versione originale del film sarà proiettata nell’Aula Magna dell’Università di Sassari. Sarà inoltre presentato un volume con allegati due dvd, il documentario e altro materiale inedito
Sassari. Il film del regista sardo Fiorenzo Serra “L’ultimo pugno di terra” sarà proiettato in versione originale restaurata venerdì 18 luglio nell’Aula Magna dell’Università di Sassari. L’evento prenderà il via alle 17 e sarà introdotto dai saluti di Maria Margherita Satta, direttore del Dipartimento di Storia, Scienze dell’uomo e della formazione, e di Salvatore Figus, direttore regionale Società umanitaria Cineteca Sarda. Interverranno il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, il sindaco di Sassari Nicola Sanna, il presidente della Fondazione Banco di Sardegna Antonello Cabras, l’assessore regionale alla Cultura Claudia Firino, il presidente della Società Umanitaria Amos Nannini, il presidente del Rotary Club Sassari Giovanni Pinna Parpaglia.
Durante la serata, il rettore dell’Ateneo Attilio Mastino presenterà il volume “L’ultimo pugno di terra”, al quale sono allegati due dvd, il documentario e altro materiale inedito di Fiorenzo Serra (la seconda versione del film più l’edizione ridotta e un extra a cura di Micol Raimondi). Alle 18,30 sarà proiettata la versione originale restaurata del film. Le conclusioni sono affidate all’antropologo Mario Atzori del Laboratorio di antropologia visuale “Fiorenzo Serra”.
Fiorenzo Serra (Porto Torres 1921 – Sassari 2005) è considerato il documentarista etnografico più importante della Sardegna, noto a livello internazionale. Non è un caso che il laboratorio di Antropologia visuale del Dipartimento di Storia, Scienze dell’uomo della formazione sia stato dedicato proprio a questo autore. L’ultimo pugno di terra è un film del 1965, anche se la nuova versione fu terminata nel 1966. Come scrive Giuseppe Pilleri nel volume, La storia de L’Ultimo pugno di terra comincia alla fine degli anni Cinquanta, quando il giovane Fiorenzo Serra sente l’esigenza di dare il suo contributo al grande progetto della Rinascita della Sardegna. La preoccupazione di Serra era che la sua terra, un’isola fino ad allora al riparo da contaminazioni e omologazioni, corresse il rischio di andare incontro ad una modernità che ne avrebbe potuto cancellare completamente i tratti distintivi. I fermenti che allora coinvolgevano tutti, economisti, sociologi, scrittori e soprattutto politici, generavano ipotesi e progetti anche sconvolgenti”. In un saggio del volume intitolato “Fiorenzo Serra e l’antropologia visuale in Sardegna”, Maria Margherita Satta afferma: «Il tema fondamentale de “L’ultimo pugno di terra” è quello di individuare le cause storiche, economiche, sociali e culturali che hanno determinato il mancato ingresso della Sardegna, alla fine degli anni ’50 del Novecento, nella “civiltà moderna”. La denuncia esplicita, infatti, riguarda le motivazioni che hanno portato l’isola a rimanere in una dimensione di tipo preistorico e feudale». Il libro contiene inoltre contributi di Antioco Floris, Paola Ugo, Gianni Olla, Laura Pavone, Simonetta Serra e un’intervista a Giuseppe Pisanu a cura di Gianni Olla e Antonello Zanda.
La manifestazione è organizzata dal Laboratorio di Antropologia visuale “Fiorenzo Serra” del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della formazione dell’Università di Sassari e dalla Società Umanitaria Cineteca Sarda, con il patrocinio della Regione Sardegna e della Fondazione Banco Sardegna.








