Una class action contro Abbanoa

La Corte d’Appello di Cagliari accoglie l’istanza del Comitato per l’acqua in Sardegna. Tutti gli utenti sardi possono aderire all’iniziativa e partecipare alla richiesta di risarcimento per i gravi disservizi che l’ente gestore regionale non riesce a superare

 

 

AbbanoaClassAction1Sassari. L’obiettivo finale è superare Abbanoa e garantire il servizi idrico ai sardi, ed ai sassaresi in particolare, in una modalità più efficiente. Per il momento il Comitato per l’acqua in Sardegna ha vinto il secondo round di un lungo match che vede la proposizione di una class action contro la società idrica regionale. «Il compito di Abbanoa è garantire il servizio idrico ai sardi e non è giustificabile che dopo dieci anni dalla sua istituzione ci siano ancora tutti questi problemi. Negli anni i partiti hanno provato a incidere, noi lo stiamo facendo in un modo diverso», ha detto venerdì mattina il presidente del comitato Pier Paolo Panu. L’appuntamento con la stampa è a Palazzo Ducale, con una conferenza che ha sapore dell’antico. Ci sono infatti politici che fino allo scorso marzo sedevano in Consiglio comunale: Dario Satta, Piero Frau, Giancarlo Rotella e Isidoro Aiello, oltre allo stesso Panu. In più l’avvocato Gianni Allena, noto alle cronache politiche degli ultimi mesi per avere predisposto il ricorso al Tar contro lo scioglimento dell’Assemblea Civica (ricorso alla fine respinto dal Tribunale Amministrativo sardo). Contro Abbanoa il ricorso è stato invece presentato al Tribunale civile di Cagliari dal Comitato rappresentato dagli altri soci Francesco Pirrello, Lello Panu, Irene Leoni, Maria Patrizia Sias, Maria Masia e Giovanna Antonia Carta.

AbbanoaClassAction2
Pier Paolo Panu

«L’acqua è un bene indispensabile e c’è chi non può permettersi di acquistare l’acqua minerale e quindi non può fare altro che aprire il rubinetto», ha aggiunto Panu. In prima istanza la class action era stata dichiarata non ammissibile dal Tribunale di Cagliari. In appello invece le cose sono state ribaltate. Due le richieste, poi ripresentate ed accolte. Innanzitutto, il fatto che il rifornimento idrico alle abitazioni veniva (e viene ancora oggi) garantito in forma ridotta nonostante i bacini fossero pieni: questo a causa delle gravi perdite nelle reti. Secondo punto, l’illegittimo addebito delle quote fisse agli utenti che fruivano del servizio solo in maniera ridotta e dell’intera quota del servizio fognario e di depurazione. «Perché i cittadini sono chiamati a pagare l’intera quota nonostante non abbiano l’acqua 24 ore su 24? Non è concepibile. Ecco perché chiediamo la restituzione dei versamenti delle quote e la liquidazione dei danni», ha spiegato Panu. Secondo la Corte d’Appello, che lo scorso 18 luglio ha annullato l’ordinanza del Tribunale che non accoglieva la proposizione della class action, questa può essere proposta anche da un comitato costituito da poche persone e non ci sono limitazioni di carattere territoriale. Una valutazione diametralmente opposta rispetto a quella del Tribunale di Cagliari.

AcquaRubinetto3E adesso? Come primo passo occorrerà attenersi a quanto dispone l’articolo 140bis del Codice del Consumo. Questo significa che altri cittadini potranno aderire all’azione civile, sulla carta tutti gli utenti sardi che hanno un contratto con Abbanoa (perché rientrano in questa “classe”). Poi, entro massimo 240 giorni dalla scadenza del termine per la pubblicità del provvedimento della Corte d’Appello dovrà prendere il via la causa nel merito presso il Tribunale di Cagliari.

Ma non è finita. Il Comitato sta pensando di portare avanti altre due azioni giudiziarie. La prima riguarda le cosiddette “utenze indivise”. Cosa succede infatti quando esiste un unico contatore per più abitazioni? Che se uno degli utenti non paga il servizio viene interrotto per tutti. Questo comporta che possono rimanere interi isolati a secco. «Abbanoa non sente ragioni: se uno di quei condòmini non paga la bolletta, non si sospende il servizio solo a quello ma a tutti. È una cosa inaccettabile. È già successo alle case popolari di via Donizetti e la situazione si ripete in via Sette Fratelli. Ed è facile capire quali problemi possono avere gli inquilini che lì abitano», ha detto ancora Pier Paolo Panu.

AbbanoaSedeSassariL’altra azione risarcitoria riguarda il problema dell’acqua non potabile, un fenomeno piuttosto frequente a Sassari e negli altri comuni dell’hinterland. «È una situazione che sta passando per normale. Non lo è affatto in una regione che si ritiene turistica. Pensiamo solo al danno di immagine con i clienti da parte di tanti operatori turistici. Oltre ai disagi pesantissimi per i cittadini», ha proseguito Panu.

Alla class action possono aderire tutti i cittadini. «È un’azione di giustizia e di civiltà. Non è possibile che ancora oggi nel terzo millennio stiamo a raccontarci se c’è acqua a casa o no», ha concluso Panu.

A seguire la conferenza stampa erano presenti i consiglieri Nicola Lucchi, che ha garantito gli spazi a Palazzo Ducale, Lello Panu, Enrico Sini, Maurilio Murru, Giampaolo Manunta ed il presidente del Consiglio comunale Antonio Piu. (lucafoddai)

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio