La storia d’Italia nell’archivio di Antonio Segni

È custodito nella sede del Dipartimento di Storia dell’Università di Sassari, nel palazzo appartenuto alla famiglia Segni. Presenti anche documenti e lettere personali. Il servizio di Canale 12 #canale12

 

 

ArchivoSegni1Sassari. «Un’opera di valore storico enorme, che sarà utile per capire momenti importanti della vita politica italiana». È stato il professor Mario Segni a definire così il fondo archivistico che raccoglie i documenti del padre Antonio Segni, docente universitario e presidente della Repubblica dal 1962 al 1964. L’archivio è stato presentato negli spazi del Dipartimento di Storia dell’Ateneo di Sassari in viale Umberto, nello storico Palazzo Segni, appartenuto al Capo dello Stato e che è sede anche della Fondazione Segni. Sono intervenuti il rettore Massimo Carpinelli, il direttore del Dipartimento di Storia, Marco Milanese, Manlio Brigaglia, che ha diretto il riordino del primo versamento del fondo documentale, e Salvatore Mura, curatore del diario e del volume degli scritti politici di Antonio Segni, oltre ad altri docenti universitari (tra cui il rettore emerito Attilio Mastino e lo storico Antonello Mattone).

ArchivoSegni2Il fondo archivistico è costituito da circa 15 mila pezzi ed è stato dichiarato di notevole interesse storico dalla competente Soprintendenza archivistica per la Sardegna il 3 giugno del 2002 (artt. 6-7, d.lgs 490/1999). Abbraccia un arco cronologico che va dalla fine dell’Ottocento sino alla metà degli anni Sessanta (1964, anno in cui Segni lasciò il Quirinale per problemi di salute) ed è costituito per la maggior parte da documenti riguardanti l’attività politica di governo, oltre a memorie, relazione e atti. È presente anche un fitto carteggio con personalità quali Aldo Moro, Amintore Fanfani, Pietro Nenni, Giuseppe Saragat, Sandro Pertini (durante la presentazione viene mostrata una lettera di Pertini ad Antonio Segni), Ugo la Malfa, Giorgio La Pira, Umberto Terracini, ma anche Konrad Adenauer, cancelliere tedesco, e Richard Nixon, presidente degli Stati Uniti a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 e negli anni ’50 vice di Eisenhower. I documenti rivelano soprattutto gli intrecci politici tra gli anni ’40 e ’60, oltre alle difficoltà economiche e ai grandi mutamenti sociali che gli italiani si trovarono ad affrontare e che la politica ebbe a gestire. Ci sono anche carte personali, come i documenti relativi alla sua formazione scolastica e universitaria, i temi svolti durante gli anni ginnasiali e liceali nonché una cospicua documentazione attestante la sua attività di professore universitario. E poi manoscritti di libri e articoli pubblicati, bozze corrette, carteggi con i più autorevoli giuristi del tempo (Chiovenda, Calamandrei, Redenti, Mossa, Satta, Salis, Leone, Mortati, Dossetti etc.). Ma anche una documentazione sui beni di famiglia e sui rapporti mantenuti sempre molto stretti con la sua città nonostante l’impegno politico di alto livello, al Governo e poi al Quirinale. «Un archivio importante, che parla di un uomo altrettanto importante per la storia di Sassari. Un pezzo di umanità sassarese, un tesoretto di cui l’università deve vantarsi», ha detto Manlio Brigaglia. «Per noi è una gioia che l’archivio, la fondazione Segni e il Dipartimento di Storia condividano lo stesso palazzo», ha aggiunto Mario Segni.

Il primo grande versamento è stato oggetto di un lavoro diretto da Manlio Brigaglia nei primi anni duemila. A questo primo nucleo documentario, tra il 2010 e il 2012 si sono aggiunti altri 4000 pezzi versati di recente e rinvenuti negli scantinati di Palazzo Segni. Il 1 ottobre del 2012, grazie ad un contributo concesso dalla Regione Sardegna, nell’ambito delle attività poste in essere per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, è stato avviato il lavoro di riordinamento e di inventariazione sotto la responsabilità scientifica di Carla Ferrante, direttrice dell’Archivio di Stato di Cagliari. Tra gli obiettivi anche la pubblicazione sul web.

 

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