Riformatori Sardi: Sassari ha ancora tanti problemi
Bilancio di un anno di attività. Suggerimenti, proposte e critiche rivolte all’Amministrazione comunale. «Necessaria una dialettica. Ma la Giunta Sanna non ci risponde»

Sassari. Per i Riformatori Sardi il 2015 è stato impegnativo. Tanti i problemi a Sassari e tante le situazioni portate all’attenzione dei cittadini ma anche del Comune. E le risposte? «A Sassari siamo all’opposizione della Giunta Sanna, come in Regione siamo all’opposizione della Giunta Pigliaru. Va detto che il Comune non risponde alle nostre sollecitazioni e la Regione è distante. Ma anche nel 2016 proseguiremo con la nostra attività di stimolo nei confronti di Palazzo Ducale», spiega il coordinatore provinciale dei Riformatori Michele Solinas, che traccia il bilancio di un anno di attività insieme al responsabile organizzativo regionale Vincenzo Corrias ed al coordinatore cittadino Michele Saba. Ma nel 2015 sono stati affrontati anche temi di portata più ampia, condivisi con i vertici regionali del partito; è stata sposata la causa di “Sassari città metropolitana”; ed è stato organizzato un partecipato convegno sulla “Fiscalità semplificata”, con ospite il viceministro Zanetti.
«Analizzando la strategia che ha governato le nostre conferenze ed i nostri sit-in, non può non rilevarsi questa costante propensione a toccare i problemi insoluti della nostra città. Abbiamo operato questa scelta volendo restituire alla nostra comunità cittadina una dialettica politica altrimenti assente se non persino mortificata da un confronto solo interno alla maggioranza che ci governa. E sia detto, senza voler entrare nel merito di questi dissidi interni, che questo tipo di confronto non è democrazia, è un assolo dove un’unica entità politica “se la canta e se la suona”», spiegano Solinas, Corrias e Saba. «Siamo partiti lanciando l’dea del “degrado tour”, alla ricerca, facile, delle situazioni di abbandono e decadimento conseguendo, alla fine della fiera, qualche prestigioso risultato come il recupero di Villa Pozzo in viale Caprera. Abbiamo, poi, acceso i riflettori su un Terminal degli Autobus da terzo mondo. Abbiamo, più recentemente, stigmatizzato la scelta dell’amministrazione comunale di realizzare piste ciclabili nel bel mezzo dei principali assi viari urbani già provati dagli spazi angusti e dall’infida presenza del serpentello Sirio».
«Il tema, sui cui personalmente mi sento più coinvolto – dice Vincenzo Corrias –, è quello concernente lo stato della sicurezza. Ho provato soddisfazione, dopo la nostra denuncia, nel leggere il comunicato del sindaco in cui, riferendosi ai recenti episodi di microcriminalità, ne riconosce la gravità indicando questi “episodi” come “sintomi preoccupanti”. Alla buon’ora, finalmente il nostro primo cittadino prende atto di una realtà che va modificandosi in senso negativo. Sbaglia, però, quando sostiene che “la percezione della sicurezza non può essere legata a singoli episodi”. La “percezione dei cittadini” è un fatto emozionale a cui nessuno può porre dei confini tantomeno con dichiarazioni di circostanza. L’unico rimedio sono i fatti. Il sindaco può e deve, in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, chiedere a gran voce disposizioni in questo senso, dando, però, il buon esempio con le azioni e le iniziative che meglio gli competono (dispiegamento vigili urbani, videosorveglianza diffusa, politiche sociali, controlli sugli affitti nelle zone-ghetto). A queste considerazioni, che quindi danno ragione al nostro dossier-denuncia sui pericoli nella nostra Sassari, fa da pendant l’iniziativa del Pd in Consiglio comunale promotore di una mozione proprio sulla sicurezza in città. Pertanto con tutti questi presupposti, e queste condivisioni, siamo speranzosi che qualcosa verrà fatto».
L’altro tema su cui si attende ancora una risposta è quello della modifica del regolamento comunale sui referendum cittadini. «Sono previsti dallo Statuto ma di fatto risulta impossibile effettuarli. Abbiamo anche proposto che sia inserito in un election day. Uno strumento di questo tipo risulterebbe importantissimo anche con una funzione consultiva: pensiamo alle scelte sulla Ztl, sulle politiche universitarie o su decisioni di carattere urbanistico», spiega Michele Saba.
Suggerimenti, proposte e, ovviamente, critiche che arrivano dai Riformatori, non direttamente presenti a Palazzo Ducale (alle ultime elezioni amministrative hanno sostenuto il candidato sindaco Nicola Lucchi). Un limite ma al tempo stesso una maggiore libertà nella scelta dei temi e delle modalità per portarli all’attenzione dei cittadini. «Anche noi siamo ovviamente opposizione. Chi siede tra i banchi dell’opposizione in Consiglio comunale è necessariamente “condizionato” dalle dinamiche consiliari. Il nostro candidato sindaco fa comunque opposizione. Il problema è anche un altro: l’amministrazione cittadina per un anno e mezzo si è di fatto fermata perché stavano litigando all’interno della maggioranza», dice Michele Solinas. «Noi comunque riusciamo ad essere presenti sui temi quotidiani anche perché ci siamo dati una struttura organizzativa, che gli altri non hanno. Questo probabilmente ci da un passo in più. E paradossalmente stare fuori dal Consiglio comunale ci permette maggiore libertà», conclude Vincenzo Corrias. (luca foddai)







