La maleducazione e gli insulti corrono su Facebook
Il presidente di Afi Pietro Serra scrive parole pesanti e indecorose contro la consigliera comunale sassarese Lalla Careddu. Ma lui nega tutto e dichiara con grande candore: «L’ho querelata per stalking»

Sassari. È un po’ la notizia del giorno, sui social e in rete non si parla d’altro. E “Il” protagonista della vicenda (attenzione, non chi ha ricevuto gli insulti!) alla fine ha incredibilmente presentato querela per stalking. Così almeno dice, perché magari adesso anche quel post pubblicato su Facebook non c’è più. Come il post iniziale, sparito. «La vecchia puttana che siede in Consiglio comunale perché non si occupa del cesso di nipotino o delle corna del figlio?». E poi: «La bocca la usa da sempre in modo improprio. Le mani idem. Che poveraccia». Parole indegne per una persona che vuole fare politica. Pietro Serra, giovane presidente di Alternativa Futura per l’Italia, movimento (o associazione, fa lo stesso) di cui fanno parte anche altri giovanissimi aspiranti politici, è vero che non fa nomi. Ma il bersaglio, per chi segue la politica cittadina, non è difficile da individuare. Tanto che la diretta interessata non ha avuto difficoltà a capire. «Non ho dormito stanotte per l’insulto che il camerata presidente di AFI mi ha rivolto. Quel “vecchia” è davvero insultante (queste sono medaglie)», ha scritto con grandissima ironia, ancora su Facebook, Lalla Careddu, consigliera comunale di Città Futura. «In molti vi starete chiedendo cosa avrò mai fatto per meritare le attenzioni di questo signore. La storia è questa. Nicola Sanna Sindaco di Sassari ha risposto alle menzogne di questo signore che ha rilasciato svariate interviste in cui diceva che le case popolari le davamo a zingari ed extracomunitari. Il mio commento nella pagina del sindaco è stato questo: “Il dramma è che questi politicanti wannabe hanno meno di 30 anni. Alimentano paure e pregiudizi, spargono menzogne. Provo ribrezzo per questo modo di iniziare a fare politica”».
Secondo Pietro Serra (che nel 2014 era addirittura candidato al Consiglio comunale nella lista del Partito dei Sardi, quindi nel centrosinistra a sostegno di Nicola Sanna, oggi suo bersaglio preferito nella crociata contro invisibili extracomunitari che vivrebbero nelle nuove case popolari) non è vero niente e quel suo post sarebbe, anzi, è, dice lui, totalmente falso. «Per tutta la giornata mi hanno chiamato decine (sic!, ndr) di giornalisti», spiega con enorme candore sempre su Facebook il giovane aspirante politico. «Smentisco categoricamente di conoscere la signora Lalla Careddu. Non ci ho mai parlato e tantomeno intendo conoscerla. Alla base di tutto ci sarebbe uno screen, assolutamente falso, nel quale io esprimo insulti contro una non meglio precisata consigliera comunale e peraltro senza fornire nomi o cognomi. Come la signora Careddu possa sentirsi tirata in ballo rimane un mistero. Rimane il fatto che in queste ore sono oggetto di pesanti insulti e minacce. Fatto che mi ha indotto a sporgere querela per stalking contro tale signora, insieme ad un suo ex collega. Messaggi minatori (salvati con le pagine e link), unitamente ad appostamenti dello stesso mi hanno spinto a tutelarmi. Domani convaliderò il tutto. La politica è una cosa, l’odio è altro». Non è finita. In un altro post, Serra, non pago, aggiunge: «Quella è un’immagine falsa. Dove si parla esplicitamente della donna in questione con nome e cognome?». Convincente? Neanche per idea. Tanto che qualcuno dice – in un post sulla bacheca dello stesso Serra, misteriosamente non più visibile dopo qualche minuto – al giovane aspirante politico che l’unica cosa che dovrebbe fare è scusarsi: «Immagine falsa identica a quella vera??? Ma xkè nn chiedi scusa e basta???». E sarebbe il minimo!
Da giovedì sera l’intera pagina su Facebook (con oltre 12700 mi piace e, giovedì, una valanga di feroci critiche per la sua ultima impresa) di Pietro Serra non risulta più accessibile.








