I lavoratori della Multiss occupano gli uffici sassaresi della Regione
Prosegue a oltranza la manifestazione nei locali di rappresentanza in via Roma. Ieri sera incontro a Porto Torres dei sindacati con il presidente Francesco Pigliaru
Sassari. Per il momento la protesta va avanti, in attesa di risposte dalla Regione. Da ieri mattina i rappresentanti sindacali ed una delegazione dei dipententi della Multiss, la società in house della Provincia di Sassari, occupano i locali della Regione in via Roma (Casa Cugurra) a Sassari, dove trovano sede gli uffici distaccati dell’Assessorato degli Enti Locali e del Consiglio regionale. Oltre allo striscione della Multiss, sono esposte le bandiere di tutti i sindacati coinvolti nella vertenza: Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Css. Nei giorni scorsi sono state inviate a 74 lavoratori le lettere che preannunciano a partire dal 1 luglio i licenziamenti se la situazione non cambia. «La Multiss garantisce per conto dell’Amministrazione provinciale una serie di servizi essenziali ai cittadini. Non sono in gioco solo tanti posti di lavoro», ha commentato Sebastiano Crosa (Cgil). «Ci rivolgiamo alla Regione, a cui rinnoviamo le nostre richieste. La riforma degli enti territoriali va fatta al più presto, non possiamo attendere ancora. Abbiamo già mandato una comunicazione al presidente Francesco Pigliaru e all’assessore degli Enti Locali. Per adesso da qui non ci muoviamo».
E ieri sera, dopo le 20, al termine dell’evento elettorale di sostegno al candidato sindaco del centrosinistra Luciano Mura, i rappresentanti sindacali della Multiss hanno incontrato a Porto Torres il presidente della Regione Francesco Pigliaru. Gli rsa di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Css della Multiss hanno sollecitato un deciso intervento per far ritirare subito le 74 lettere di licenziamento. «Abbiamo chiesto che si deliberi lo stanziamento previsto per le società in house in attesa della riforma degli enti locali – spiega Vincenzo Monaco (Css) –. Il presidente Pigliaru ha promesso di definire con gli assessori Paci ed Erriu le possibili soluzioni in tre direzioni: nel bilancio, nelle competenze e nella spinta di approvazione in Consiglio. E che affronterà subito questa emergenza».







