La Befana porta il carbone alla Dinamo
Brutta, confusionaria e sfiduciata, la squadra sassarese si arrende al PalaSerradimigni 81-86 ad una non trascendentale Openjobmetis Varese, dando definitivamente l’addio alle speranze di centrale le Final Four
Un Banco di Sardegna brutto, sfiduciato, confusionario e individualista, cede il passo alla Openjobmetis al PalaSerradimigni e vede sfumare definitivamente le peraltro scarse possibilità di guadagnare l’accesso alle Final Eight di Coppa Italia. Il punteggio finale di una partita che i biancoblù avevano iniziato col giusto piglio, trasmettendo buone sensazioni. Per contro, Varese dopo un pessimo approccio (0-8), ha saputo riorganizzarsi, rientrando subito nel match e prendendolo in mano già nel secondo quarto. La Dinamo alle prime difficoltà si è sciolta, con coach Markovic che, con il suo eccessivo nervosismo nella gestione, fatta solo di bastone e mai di carota, non ha fatto altro che caricare i giocatori di ulteriori tensioni che ne hanno condizionato il rendimento.
Partita importante in chiave Final Eight al PalaSerradimigni, con la Dinamo che ha bisogno di una vittoria per sperare di centrare in extremis l’obiettivo. Il nuovo arrivato Gazi c’è ma ha la febbre, Bendzius e Renfro hanno avuto una settimana travagliata e non sono al meglio.
Veronesi, Bibbins e Fobbs firmano l’8-0 con il quale il Banco scatta dai blocchi, sorprendendo una Varese troppo soft e inducendo coach Mandole al time out immediato. I biancoblù hanno un ottimo approccio difensivo, gli ospiti provano a mettersi in partita con le triple di Hands e Alviti (14-10 dopo 4 minuti). Johnson riporta a -2 gli ospiti, mentre Bibbins arriva alle soglie della doppia cifra, mentre Markovic inizia le rotazioni dando i primi minuti a Cappelletti e Renfro, con quest’ultimo che si presenta con una stoppata ad altezze siderali su Akobundu. E’ una fase nella quale Sassari ha sul parquet un quintetto inedito con Fobbs da 4 con Renfro pivot e gli esterni Tambone, Veronesi e Cappelletti. Le bombe dall’angolo di un caldissimo Johnson fanno male alla Dinamo, spesso in ritardo nelle rotazioni e Varese è ormai a un solo possesso (28-26). Markovic insiste nel finale del quarto con quintetti bassi. I primi dieci minuti si chiudono 30-26. Sono 9 i punti Bibbins, 7 quelli di Fobbs, mentre fra gli ospiti, doppia cifra per Johnson (11 punti con 3 su 3 dall’arco).
Secondo quarto. La Dinamo continua a soffrire i tiri dall’angolo degli ospiti, che insistono e colpiscono con percentuali da 3 vicine al 60%. Markovic ripristina un quintetto meno sbilanciato, riproponendo Halilovic e Bendzius. Sul 33-32, l’allenatore vede i suoi disordinati e confusionari e chiama il suo primo time out di giornata. Alviti, sempre dall’arco e Tyus in contropiede certificano il momento di difficoltà dei sassaresi (33-37) che subiscono un parziale e l’inevitabile sorpasso ospite. Johnson sbaglia la sua prima tripla e un ispiratissimo Bibbins impatta a quota 39. E’ per distanza lui l’uomo di riferimento dei sassaresi. Sbaglia tanto invece un poco lucido Fobbs. In generale in attacco è comunque è una Dinamo che fa fatica distendersi e difetta nella circolazione di palla, mentre in difesa il punto debole continua ad essere la scarsa capacità di chiudere spazio di tiro agli esterni lombardi, monotematici ma efficaci. Si va al riposo sul 43-46, con un secondo periodo nel quale Sassari ha subito un parziale di 20-13.
Terzo quarto. Il Banco parte malissimo, sbagliando due facili canestri da sotto, Varese scappa al massimo vantaggio (43-51), Markovic sbraita e poco altro, con il risultato di caricare di tensione i suoi con continui rimproveri. Ce l’ha con tutti, ma la sua Dinamo gioca male, è confusionaria, impaurita, tesa e la confusione regna sovrana. Sono le bombe di Fobbs, Veronesi e Bendzius a rimettere momentaneamente le cose a posto con una fiammata che vale il controsorpasso (52-51). Le percentuali al tiro dei biancoblù, in questa fase sono da minibasket. Varese, pur senza fare niente di trascendentale riprende il comando delle operazioni(52-59). La Dinamo prova a stare a galla solo con le giocate dei singoli, ma gli ospiti giocano meglio e tengono il margine al termine del terzo periodo (55-64).
Ultimo quarto. Bradford ritocca il massimo vantaggio dei suoi (55-69), mettendo l’ipoteca su una vittoria che a questo punto nel complesso la Openjobmetis meriterebbe più del Banco, se non altro per l’aggressività e il carattere messo in campo, dopo un approccio iniziale estremamente negativo. I biancoblù sono sfiduciati, ma nel finale si rifanno sotto, con la solita sporadica fiammata. Il tempo a disposizione però è troppo poco per sperare di vincerla con un colpo di coda. La chiudono Alviti e Bradford dalla lunetta, una Varese che certamente non ha dimostrato di essere Milano si prende i due punti e festeggia, la Dinamo esce a testa bassa e si interroga sul futuro.
Markovic nel post partita: “Sono deluso, Varese è una squadra che gioca per segnare, per attaccare, ho parlato una settimana di difesa, di quello che dovevamo fare per fermarli, per come essere duri e aggressivi contro di loro, non abbiamo fatto niente di tutto questo. Mi prendo tutta la responsabilità come coach, probabilmente non sono riuscito a trasferire l’importanza del match e quello che dovevamo fare. Sbagliamo cose per mancanza di concentrazione, per superficialità, non abbiamo fame di vincere, di competere, di preparargli al meglio. Tanti falli, tanti errori sul pick and roll, troppa individualità. Abbiamo cercato di abbassare il quintetto per riuscire ad attaccare meglio, di essere più aggressivi, ma abbiamo commesso tanti errori banali, tanti errori da sotto, penso che questa squadra come l’anno scorso non riesca a vincere una partita importante per qualcosa, come nella passata stagione quando scarichi e senza energia abbiamo perso sempre con Varese e Pesaro. Non siamo in grado di capire cosa ci voglia per vincere gare come questa, non riesco veramente a non vedere quello che facciamo in allenamento, tutto è chiaro, poi andiamo in campo e facciamo male. Abbiamo giocato molto meglio contro Tortona e Bologna pur perdendo, l’unica soluzione è chiudersi in palestra, testa bassa. L’energià non è solo tirare e giocare 1vs1, ci vuole che si facciano altre cose, rimbalzi, palle recuperate, difese, solo Renfro in alcuni momenti ha fatto questo, ci vogliono anche le guardie. Ho detto tutta la settimana che c’era un giocatore che tirava anche da sette metri, non è questione di talento ma preparazione mentale, abbiamo giocato due quarti con due falli, tutti prendono confidenza e poi buttiamo la partita, uguale allo scorso anno”
Capitan Bendzius: “L’approccio è stato molto buono, siamo partiti bene e stavamo facendo le cose giuste contro di loro, dopo ci siamo spenti, tirando solo da 3 punti, perdendo fiducia e attaccando non di squadra ma solo 1vs1. Abbiamo provato a rientrare nel finale ma non è bastato, non è stato sufficiente.
Dinamo Banco di Sardegna – Openjobmetis Varese 81-86
Progressione quarti: 30-26 / 43-46 / 55-64 /
Dinamo: Cappelletti 2, Bibbins 20, Vasselli, Trucchetti, Halilovic 7, Fobbs 26, Tambone 5, Veronesi 11, Bendzius 5, Vincini, Renfro 5, Gazi. Coach Nenad Markovic
Varese: Akobundu 3, Alviti 16, Gray 4, Bradford 8, Tyus 11, Librizzi 4, Virginio, Carità, Assui, Fall, Hands 22, Johnson 18. Coach Herman Mandole
Arbitri: Grigioni, Bettini, Bartolomeo
Aldo Gallizzi







