Il Pci a Nicola Sanna: “Vattene”
«Il sindaco di Sassari deve rassegnare le dimissioni. La città è ostaggio del Pd». Lo chiede la segretaria della federazione provinciale Patrizia Marongiu

Sassari. «Il sindaco Nicola Sanna deve rassegnare le dimissioni. Non si può accettare che la città sia in ostaggio e paralizzata da mesi dalle scelte del suo partito, il Pd, in una crisi dai contorni oscuri». Lo chiede la segretaria della federazione provinciale Patrizia Marongiu e la sezione cittadina “Polano-Berlinguer” del Partito Comunista Italiano.
«Questa crisi – spiegano i comunisti sassaresi – non si giustifica solo con le pretese del Pd di condizionare le scelte del sindaco, fatto certo non secondario. Ma anche con la conclamata incapacità del primo cittadino a governare. Flebile è stata infatti la voce di Nicola Sanna e della sua Giunta sulle scelte per l’occupazione, sulla difesa dell’aeroporto e della sanità. Il territorio del Nord Ovest mai ha subito un tracollo e una marginalizzazione così vistosa e mai il sindaco ha ottenuto risultati nei confronti della Giunta regionale».
«A questo punto è chiaro che è il Pd ad essere il nemico della città di Sassari. E a nulla – afferma il Pci – può valere la risibile divisione tra chi vede un Pd buono, impersonato da Sanna e dai pochi suoi fedeli, e uno cattivo rappresentato dai vari Spissu, Lai e Ganau. La prima responsabilità dello sfascio e del degrado è del Pd e il sindaco ne è stato l’esecutore. A nulla serve un programmino di fine legislatura, scritto sotto dettatura, o le estenuanti alchimie per la formazione di una giunta fotocopia. Sassari – dicono i comunisti – non merita altri oltraggi».
Il Pci chiede che si prenda atto di una crisi senza sbocchi e che si vada a nuove elezioni. «I comunisti sollecitano le forze della sinistra e l’associazionismo progressista a incontrarsi per definire insieme un programma di governo, l’unica strada per uscire dalla subalternità della città ai voleri del Pd. Altre scelte fanno il gioco dei padroni di sempre».








