In ricordo di André Glucksmann
Era contro ogni concetto di definitivo. Le democrazie, tutte le democrazie, vanno vigilate e monitorate. L’intervento di GB Sanna per Sesuja
di GB Sanna

Era un insolito ottobre. La pioggia incessante. Ero stato tante volte a Parigi. Quei tre giorni li passai chiuso in un grande appartamento. Non eravamo mai tanti, alcuni lasciavano documenti, alcuni solo idee, altri parole e pensieri e il ciclostile girava ininterrottamente. Lì conobbi André Glucksmann, era bello, alto, capellone, era molto più grande di noi, pieno di risorse, allievo di Raymond Aron che aveva mandato a quel paese i comunisti. Per la stampa, per i gollisti, per i comunisti era un “maoista”, allora eravamo tutti “maoisti”, eravamo contro il comunismo reale che era privo di anima, non potevamo essere democristiani o gollisti, volevamo una nuova nostra società, io ero “socialista lombardiano”, molti erano altro, qualcuno si addestrava all’uso delle armi. Non era uno come noi. Piaceva alle donne per come si muoveva e per come si porgeva. Alla fine, per come si è rivelato aveva ragione lui, ricordo una frase: «…è ora che i fautori delle disgrazie del mondo smettano di apparire in occidente dei perseguitati in quanto sono loro i responsabili delle più squallide e sporche vicende…».
Con i suoi scritti successivi ha spiegato bene al mondo quello che esprimevano gli intellettuali che i giornali chiamavano il gruppo dei “Nouveaux Philosophes”. La ferocia dei regimi comunisti, gli accordi con l’Islam, l’atlantismo, lo spinsero sempre di più verso la garanzia dei diritti, per preservare la persona, prima dell’individuo o del cittadino. Negli anni Settanta accaddero numerosi fatti che sconvolsero il mondo; accadde anche la rivoluzione in Iran. Lui capì e fu profeta. Era contro ogni concetto di definitivo. Ebreo, davanti a lui persistevano e si proclamavano i pericoli del comunismo e del fascismo. Le democrazie, tutte le democrazie, vanno vigilate e monitorate. L’esempio che poneva sono le democrazie europee di oggi. L’Occidente che è stato la vita dei popoli non si è mai posto scrupoli per salvaguardare se stesso. L’impero romano, l’impero Carolingio, la rivoluzione inglese e francese, il colonialismo, il fascismo e il comunismo e oggi il neoliberalismo sono tutti prodotti dell’Occidente. Il mercato, la libera circolazione delle merci, le banche di affari sono imbrogli che servono a tenere vincolato il mondo, non temono la democrazia, anzi la coinvolgono. Non mi stupì il suo appoggio alle elezioni presidenziali del 2007 a Sarkozy, che era il candidato del centro destra. Si schierò a favore degli interventi occidentali in Iran, in Afghanistan e in Iraq. Tutti noi nella vita cambiamo atteggiamento o propositi, ma nell’opzione fondamentale ci sono questioni che ci apparterranno per tutta la vita, immodificabili. In lui fondamentali erano il rispetto della persona, dei diritti obbligatori che sono la parte fondante della persona. Sui diritti umani è stato intransigente. Si è battuto per i “boat people” vietnamiti. Ha fatto scudo per ragazzi iraniani che studiavano in Francia e che, per fatto strano ma non incredibile come in Italia, venivano spediti in Iran e al rientro venivano lapidati da Khomeini di cui era innamorata la sinistra. Fu contro il falso “pacifismo”. Nella guerra del Kosovo dichiarò obbligo morale l’attacco contro la Serbia. In Iraq stette dalla parte degli USA convinto che la cosa migliore fosse abbattere il dittatore Saddam Hussein che teneva segregati sotto terra migliaia di uomini e donne contrari al suo regime. È stato critico con la politica estera della Unione Europea incapace di difendere i diritti dell’uomo. E quindi contro la politica estera francese: «… la Francia non ha più politica africana, né una politica araba o europea…». Era anche contro uno stato, seppure federale, europeo. Il suo concetto era che l’Europa non può essere un’unica entità, perché è un fatto di millenni, di culture diverse, di sistemi sociali diversi, di realtà assolutamente diverse. Per ultimo Andrè Glucksmann ha pubblicato un libello in cui si è schierato con determinazione contro il “nichilismo”, l’odio per la vita, di chiunque per fanatismo si uccide pur di provocare morte e distruzione, quelle non persone sono nemici del pensiero umano e di ogni possibile convivenza civile.
La cosa che ha sempre mantenuto viva, che è stato il mio indirizzo di vita, è che non è vero che dal male può nascere il bene, non è neanche vero che l’uomo dimentica la storia. È l’uomo che è responsabile di tutto ciò che fa o che evita di fare. Dio non fa parte della vita dell’uomo. Da ateo ne ero convinto, oggi da credente ne sono ancora più manifestamente convinto. È il nostro comportamento sulla terra che ci avvicina a Dio.
Certo è che André ebbe e continuerà ad avere numerosi detrattori come tutti gli uomini liberi irriducibili a schemi unici e definitivi.







