I nuovi strumenti di inclusione sociale dopo l’abolizione del reddito di cittadinanza

Sassari. Le nuove misure di inclusione sociale varate dal Governo e il ruolo della Pubblicazione amministrazione e del Terzo settore nelle politiche attive per il lavoro e la formazione, il calo demografico nel Paese, in Sardegna ancora più allarmante, e il conseguente impatto sul mercato del lavoro. Sono stati i temi al centro del convegno promosso dall’AiCS Formazione Professionale Sardegna, lunedì 9 ottobre, negli spazi del piccolo teatro ospitato nella sede di via Cedrino 3 a Sassari.

Obiettivo del momento di confronto e approfondimento, come spiegato dal direttore dell’AiCS FP Sardegna Franco Cassano, è quello di creare una rete integrata informale sui temi al centro dell’incontro, in grado di aiutare i beneficiari – alla luce anche dell’abolizione del Reddito di Cittadinanza – a reperire le informazioni utili per accedere ai nuovi strumenti, in collaborazione con tutti gli attori coinvolti. Ad aprire i lavori il presidente nazionale dell’AiCS Bruno Molea che ha parlato del ruolo del volontariato in Italia «che non costa ma produce grandi effetti – ha sottolineato – come certificato dal lavoro di ricerca che l’AiCS ha commissionato per misurare il ritorno delle risorse impiegate ad esempio nella promozione sportiva di base: per ogni euro investito ne ritornano 2,4 in termini di valore nei confronti della collettività». Il massimo rappresentante dell’Associazione Italiana Cultura e Sport ha parlato anche di immigrazione «una risorsa, il problema è per come viene gestito» e di scarsa natalità che produce un calo preoccupante di forza lavoro. «Sono associazioni come la nostra, il Terzo Settore – ha aggiunto – a dover gestire in accordo con le istituzioni il processo migratorio in atto per trasformare un problema in risorsa per il Paese». Dell’assegno unico universale, della riforma del Family Act e della necessità di rafforzare il legame sociale familiare ne ha parlato il vicesindaco di Sassari Gianfranco Meazza, assessore ai Servizi sociali.  «L’obiettivo da parte di tutti – ha detto – è quello di generare servizi più che trasferimenti di denaro, potenziati per ciò che riguarda quelli rivolti agli anziani, insufficienti per l’assistenza domiciliare e le strutture a loro dedicate». Gianfranco Salis, avvocato, ha illustrato la nuova normativa che disciplina le convenzioni tra la PA e gli Enti del Terzo settore.  «I servizi che oggi lo Stato non è più in grado di portare avanti – ha spiegato – sono svolti dall’associazionismo. Oggi la Pubblica amministrazione dialoga con le imprese sociali attraverso tre strumenti, la co-programmazione, la coprogettazione e l’accreditamento con la stipula di convenzioni, riservate solo alle associazioni di promozione sociale e alle organizzazioni di volontariato». Secondo Salis la riforma del Terzo settore rappresenta una grande occasione che sancisce il principio di sussidiarietà verticale, oggi non più offerto dalla Pa, ma dagli stessi cittadini riuniti nelle forme di associazionismo e volontariato, principio finalmente riconosciuto con passaggi normati.

Dei nuovi strumenti varati dal Governo, Supporto per la Formazione e il lavoro, attivo dal 1° settembre, e dell’Assegno di Inclusione, misura che partirà dal 1°gennaio del 2024, ha parlato il coordinatore del Centro per l’impiego di Sassari, Francesco Cocco, che ha illustrato le politiche attive per il lavoro, «ovvero tutti gli strumenti attualmente in uso che servono a rendere il mercato del lavoro efficiente, a far incontrare domanda e offerta e a far crescere l’occupabilità delle persone». Il referente del Centro per l’impiego di Sassari ha illustrato anche il Programma GOL, previsto dal PNRR (Missione 5 Componente 1), per riqualificare i servizi di politica attiva del lavoro e rafforzare quelli della formazione professionale. «Oggi la piramide demografica è invertita – ha spiegato – il numero di persone in quiescenza supera il numero di persone attive nel mercato del lavoro, un veleno non solo per le nostre pensioni. Il numero di percettori del Reddito di Cittadinanza a Sassari, ripartiti tra quelli del centro per l’impiego, più la parte assegnata ai servizi sociali del Comune – ha aggiunto – era di ben 11mila persone».

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