Gli emigrati sardi da Francesco, il Papa con la valigia

Già inviati in Vaticano i testi della preghiera dei Vespri della Madonna e della Missa in lingua sarda. Una delegazione dei circoli incontrerà domani il pontefice

 

 

PapaFrancescoRoma. I sardi di su disterru, gli emigrati dei 70 circoli sardi aderenti alla FASI, la Federazione Associazioni Sarde Italia, insieme a rappresentanti di altre Federazioni del vecchio e del nuovo continente incontreranno domani Papa Francesco in occasione dell’udienza delle ore 8.30, nella sala Paolo VI in Vaticano. «Giungeranno a Roma anche dalla lontana Australia e dall’Argentina, terra di Bergoglio, per portare il saluto al fratello con la valigia in mano, confortati dalla consapevolezza che il Papa, per esperienza sua e dei suoi familiari, conosce la situazione di chi si trova in terra straniera tra parlanti un’altra lingua per loro “non materna”», scrive Simmaco Cabiddu sulla newsletter del Circolo culturale sardo Su Nuraghe di Biella. Il presidente del circolo, Battista Saiu, ha fatto pervenire nei giorni scorsi alla Santa Sede i testi della preghiera dei Vespri della Madonna e della Missa, entrambi in lingua sarda, autorizzata, quest’ultima, ad experimentum dall’arcivescovo metropolita di Oristano, monsignor Ignazio Sanna. «I testi – spiega Battista Saiu, nella lettera di ringraziamento indirizzata direttamente al cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Città del Vaticano – sono ad experimentum, secondo le indicazioni dell’episcopato locale, cosi da preparare gradualmente una maggiore estensione dei testi tradotti o di nuova composizione».

ValigiapapaA settembre il convegno organizzato a Oristano dal Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella, con la messa celebrata in sardo a Narbolia. L’evento aveva registrato anche il significativo messaggio di saluto di Papa Francesco tramite una lettera del cardinale Parolin: qui il testo originale

«Le accludiamo qualche copia dei due fascicoli – aggiunge Saiu nella lettera –, con la preghiera, se possibile, di averne una copia autografata dal Papa, non come segno di approvazione, ma come segno di incoraggiamento verso quest’opera di inculturazione della fede, così come gli stessi documenti magisteriali indicano (cf. L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, IVB), segno di incoraggiamento che avremo cura di conservare nella Biblioteca del Circolo degli emigrati sardi nel Piemonte, regione che certo evoca per lo stesso Sommo Pontefice l’importanza delle radici della propria Fede».

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