Cento anni con la Brigata Sassari
Conclusi gli eventi che hanno celebrato l’importante anniversario. Messa a Sant’Agostino con l’Ordinario militare per l’Italia, monsignor Santo Marcianò. Da Poste Italiane l’annullo filatelico
Sassari. Cento di storia, cento anni di orgoglio. La Brigata Sassari ha celebrato il centenario della sua fondazione, un anniversario che coincide con l’inizio della Prima Guerra Mondiale, che poi vide tra i protagonisti nelle trincee e nelle azioni belliche proprio i fanti della Brigata, valorosi soldati ribattezzati “dimonios” per il loro grande coraggio e senso del dovere. Gli eventi programmati da venerdì scorso si sono chiusi ieri mattina con la messa officiata nella chiesa di Sant’Agostino dall’Ordinario militare per l’Italia, monsignor Santo Marcianò.

«Insieme a voi celebriamo il centenario, che coincide con quello della Prima Guerra Mondiale. Le letture di oggi sono significativamente imperniate sul sacrificio. Nella Genesi Abramo viene fermato poco prima di immolare il figlio Isacco. Può Dio chiedere il sacrificio di un innocente, a un padre di uccidere il proprio figlio? No, ed è Dio stesso a spiegare ad Abramo che non è quello il sacrificio che vuole. La violenza non viene da Dio, che non può chiedere la guerra», ha detto Marcianò nell’omelia. «Sono domande che ci poniamo ancora oggi, di fronte a quella che Papa Francesco ha definito ‘terza guerra mondiale combattuta a pezzi’, con il fondamentalismo che fa vittime e donne, uomini e bambini che si sacrificano a violenza e terrore. Quale sacrificio allora Dio gradisce? Il vero sacrificio non è alzare la mano contro figli o fratelli oppure seminare la morte facendolo in nome di Dio. A voi cari amici – ha proseguito rivolgendosi ai militari presenti – importa impegnarvi al servizio dei fratelli, in situazioni militari difficili. Vi importa sacrificare la vita per proteggere donne, uomini e bambini, aiutare i più deboli. A voi cara Brigata Sassari importa difendere, cercando di non violare neppure il nemico, cercando anzi di eliminare la parola stessa nemico. Questa è una delle città che meglio comprende la militarità italiana».
«Sono orgoglioso di celebrare questo centenario. E Forza Paris. Con l’augurio della protezione della Madonna del Cammino. Sempre», ha concluso monsignor Marcianò, affiancato nella concelebrazione dai cappellani militari della Brigata Sassari, don Gianfranco Pilotto e don Marco Zara (decano dei cappellani militari della Sardegna), e da monsignor Giancarlo Zichi. La scelta di celebrare la funzione religiosa nella chiesa di Sant’Agostino non è stata casuale. Qui è infatti ospitato il venerato simulacro di Nostra Signora del Buon Cammino, patrona del Gremio dei Viandanti e protettrice della Brigata Sassari. Un aspetto ricordato dallo stesso Marcianò, a cui il generale Arturo Nitti ha poi rivolto un ringraziamento, esteso ai rappresentanti delle istituzioni presenti in chiesa (il sindaco Nicola Sanna, il prefetto Salvatore Mulas, il questore Pasquale Errico, il sindaco di Alghero Mario Bruno), ai “Sassarini” e a tutti i sassaresi. «Noi continueremo ad assicurare l’adempimento del nostro dovere», ha voluto rimarcare il generale Nitti.
Al termine della messa è stato acceso un cero votivo, collocato su un portacero che ricorda la guerra, mentre al generale Nitti l’ordinario militare ha donato un crocifisso. I canti religiosi sardi sono stati eseguiti dal Coro di Codrongianos.
E sempre ieri, dalle 9 alle 17, nella caserma “La Marmora”, sede del Comando Brigata, in piazza Castello, è stata allestita un’esposizione filatelica (a cura dell’Associazione Filatelica del Marghine) e di diversi documenti storici e cimeli della Prima Guerra Mondiale. A disposizione del pubblico anche uno speciale annullo filatelico emesso da Poste Italiane grazie al contributo dell’Associazione Nazionale Brigata Sassari. Negli stessi orari erano programmate le visite guidate al Museo storico della Brigata Sassari. (Luca Foddai)

















