Stereotipi di genere nei media
Questo pomeriggio nella sala conferenze di largo Infermeria San Pietro a Sassari corso di formazione per giornalisti
Sassari. Giovedì 23 aprile, nella sala conferenze di largo Infermeria San Pietro, dalle 14 alle 17, si svolgerà il corso di formazione “Stereotipi di genere nei media. La rappresentazione delle competenze femminili”, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Sardegna e dall’associazione GIULIA Giornaliste Sardegna, in collaborazione con l’Università di Sassari, accreditato per i giornalisti con cinque crediti deontologici. Tre ore di formazione che contribuiranno a riconoscere e decostruire gli stereotipi nel contesto dell’informazione: un’esigenza culturale sempre più stringente, alla luce degli epocali cambiamenti degli ultimi anni. In particolare, il corso approfondirà questo tema mettendolo in relazione con l’articolo 13 del Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, che si concentra sul rispetto delle differenze di genere; con il Manifesto di Venezia, che nell’articolo 3 sancisce il riconoscimento delle donne nella loro dimensione professionale, sociale e culturale, e nell’articolo 4 invita all’attuazione della par condicio di genere nei talk show e nei programmi di informazione, ma anche nelle conferenze e nei dibattiti pubblici (no women no panel); con la Convenzione di Istanbul che, riconoscendo nel contrasto agli stereotipi una forma di prevenzione della violenza di genere, con l’articolo 17 attribuisce un ruolo centrale ai mass media.
Inoltre, il corso si concentrerà su come valorizzare le competenze delle donne, descrivendole in articoli e servizi radio e tv nel modo più corretto. La narrazione mediatica, infatti, svolge un ruolo centrale nella costruzione dell’immaginario collettivo: riconoscere e destrutturare gli stereotipi è fondamentale, soprattutto considerando quanto, nel corso dei secoli, il sapere delle donne, le loro capacità e la loro professionalità siano stati spesso cancellati, sminuiti o marginalizzati. Una rimozione simbolica che ha alimentato la normalizzazione della violenza maschile contro le donne e il mantenimento di condizioni strutturali di disuguaglianza e discriminazione, perpetuando uno squilibrio sociale. La violenza simbolica, che agisce attraverso parole, immagini e cornici interpretative, precede e sostiene quella materiale.
Ecco, quindi, che questo corso si rivela fondamentale, collocandosi nella prospettiva di riflettere e ribaltare narrazioni distorte e valorizzare le competenze femminili nei diversi ambiti professionali. La collaborazione tra l’Ordine dei Giornalisti, Giulia Giornaliste e l’Università di Sassari coniuga le diverse competenze specialistiche con l’impegno di una trasformazione culturale del linguaggio e dell’informazione.
Il programma
Dopo l’introduzione di Susi Ronchi, coordinatrice di Giulia Giornaliste Sardegna, il corso prevede gli interventi di:
- Giuseppe Meloni, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna: “Il contrasto agli stereotipi di genere nelle norme deontologiche”;
- Rachele Falchi, consigliera dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna: “La funzione sociale dei media nella costruzione della par condicio di genere”;
- Maria Luisa Villa, team “#100esperte”, illustrerà il progetto del 2016, database con nomi e curricula di scienziate e studiose, nato come strumento di lavoro per i media che, avviato con 100 esperte nel settore STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) oggi ne conta quasi 500 in diversi ambiti disciplinari;
- Eugenia Tognotti, storica della medicina e saggista: “Alle origini dei pregiudizi e degli stereotipi di genere: uno sguardo storico”;
- Valeria Sipala, docente di Fisica presso l’Università degli Studi di Sassari: “Una donna in un grande progetto scientifico”;
- Rita Nonnis, direttrice SSD Chirurgia senologica Ospedale San Francesco Asl Nuoro: “La medicina è davvero neutrale? Stereotipi, bias e narrazione della salute nei media”;
- Bruna Putzulu, docente di management e consulente di organizzazione: “Carriere e genere: i meccanismi che guidano (e frenano) le traiettorie professionali”;
- Maria Lucia Piga, direttrice del Centro Interdisciplinare di Studi di Genere A.r.g.in.o. dell’Università degli Studi di Sassari: “Un Centro studi di genere in Ateneo, perché e per chi?”.
Durante il corso Ilaria Cardia e Alice Roggio, studentesse Uniss, forniranno le loro testimonianze sul tema affrontato.
Modera l’incontro Maria Francesca Fantato, NoiDonne 2005 e Giulia Giornaliste.
La mostra. Parallelamente al corso di formazione, l’associazione Giulia Giornaliste Sardegna porta a Sassari la mostra fotografica “Una vita da scienziata – I volti del progetto #100esperte”, realizzata dalla Fondazione Bracco e che sarà inaugurata giovedì 23 aprile, alle 17.30, nella Sala Duce del Palazzo Ducale. In programma dal 23 aprile fino al 6 maggio, la mostra è un’esposizione itinerante che fa parte del progetto “#100donne contro gli stereotipi”, ideato nel 2016 dall’Osservatorio di Pavia e dall’Associazione Giulia Giornaliste, in collaborazione con la Fondazione Bracco e con il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Quella di Sassari è la terza tappa della Sardegna, dopo il successo ottenuto a Cagliari nel novembre 2025, e a Olbia a marzo 2026.
Il progetto ha dato vita a una banca dati, consultabile online, di cento esperte STEM (comprendenti Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), un settore storicamente sottorappresentato dalle donne, ma al contempo strategico per lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese. Alle prime cento esperte di STEM, si sono aggiunte, nel corso degli anni, numerose esperte di Economia e Finanza, Politica Internazionale, Storia e Filosofia e Sport. Attualmente le esperte inserite sono 486.








