Festa del Voto, questo pomeriggio la messa per la prima volta in piazza d’Italia

Al termine la processione della Madonnina delle Grazie verso il Santuario di San Pietro in Silki

Sassari. La novità sarà la messa, il solenne pontificale, che l’arcivescovo Gian Franco Saba celebrerà in piazza d’Italia e non, invece, nel duomo di San Nicola come si è sempre fatto. Questo pomeriggio dalle 16 Sassari rinnoverà la sua devozione alla compatrona della città, la Madonnina delle Grazie. Ma sarà anche l’occasione per salutare monsignor Saba che lascia la diocesi: venerdì 30 maggio si insedierà alla guida dell’Ordinariato Militare d’Italia, con una solenne funzione religiosa nella chiesa dei Santi XII Apostoli a Roma. Sassari invece avrà a breve un nuovo arcivescovo. I tempi ancora non si conoscono, né si possono fare previsioni sulla nomina. Di certo ci sarà una fase di transizione, con un amministratore per qualche settimana o mese.

Ieri pomeriggio la Madonnina è stata traslata dal Santuario di San Pietro in Silki alla cattedrale, a cura della Polizia locale. Accolta a San Nicola dal vicario monsignor Marco Carta e accompagnata dal sindaco Giuseppe Mascia, dal comandante della Polizia locale Gianni Serra e dall’assessore Massimo Rizzu, la Madonnina è stata collocata alla destra dell’altare. Subito dopo è stata recitata la preghiera dalla Polizia locale. «Tutte le volte questo momento ci vede commossi nell’accogliere “Signora di nostra città”, come si ripete da 83 anni – ha detto monsignor Carta –. La prima volta la traslazione fu fatta in segreto per paura delle bombe. Che ci sono oggi in molte parti del mondo. Alcune sono forti e ci impressionano molto. Tanta fame, tanto sangue, tanta morte. Vogliamo chiedere alla Madonnina delle Grazie che ancora una volta guardi all’umanità perché ci preservi da questo bruttissimo flagello che è la guerra».

Questo pomeriggio dalle 15,30 la Madonnina sarà portata in piazza d’Italia in forma privata sempre dalla Polizia locale. Qui arriverà poco prima delle 16. Dalle 16,15 sono previsti alcuni saluti istituzionali all’arcivescovo: dal decano del Capitolo Turritano monsignor Giancarlo Zichi, dall’iman di Sassari Abdellaoui Salaheddine, da una rappresentante del Centro Islamico di Sassari, dal sindaco Giuseppe Mascia e dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali con Barbara Casu.

Alle 17 prenderà il via il solenne pontificale presieduto dall’arcivescovo Gian Franco Saba, che saluterà così Sassari e l’arcidiocesi. I posti a sedere previsti in piazza d’Italia sono 1150, con uno spazio per 40 carrozzine per gli ammalati. Dal 2023, su iniziativa di monsignor Saba – in quell’occasione ci fu anche un messaggio parte di Papa Francesco –, la Festa del Voto è anche Giornata Diocesana di Preghiera per la Pace.

Al termine della messa, intorno alle 19, prenderà in via la tradizionale processione verso il Santuario, dove, nella piazza di fronte, sarà rinnovato il rito dello Scioglimento del Voto. La Madonnina sarà portata dai Vigili del Fuoco. Parteciperanno anche tutti i gremi al completo.

Questo quindi l’itinerario, che ricalcherà quello solito (non si scenderà in via Carlo Alberto ma si procederà verso i Portici): piazza d’Italia, Portici Bargone e Crispo, via Cagliari, via Brigata Sassari, viale Italia, via Enrico de Nicola e viale delle Croci, fino all’arrivo in piazza San Pietro in Silki dove verrà sciolto il Voto dall’arcivescovo e dal sindaco.

Venerdì mattina l’evento, il secondo più importante per i sassaresi, dopo ovviamente la Faradda del 14 agosto (due appuntamenti religiosi quindi, mentre la Cavalcata Sarda, di carattere laico, è indubbiamente importante ma non è sentita allo stesso modo), è stato presentato nei dettagli alla stampa nella Sala Isgrò dell’Episcopio. Sono intervenuti il vicario generale diocesano monsignor Marco Carta, il padre guardiano Massimo Chieruzzi (OFM), rettore del Santuario, e il sindaco Giuseppe Mascia.

«Con cuore colmo di gratitudine, accompagneremo Mons. Saba con la preghiera e l’affetto di una comunità che si stringe attorno al suo pastore, nel segno di Maria, Regina della Pace e Madre della Chiesa», ha detto don Marco Carta.

«Il mese di maggio per noi Frati Minori del Santuario si caratterizza per una partecipazione della gente. E così avviene per la Festa del Voto – ha aggiunto padre Massimo Chieruzzi –. Maggio rappresenta per tante persone un momento di rinascita, di ripresa nella vita interiore, di ritrovamento della speranza. Chiunque viene da fuori a Sassari per il Mese Mariano rimane sbigottito: c’è una bellezza che altrove non si trova e va custodita».

Il Voto alla Madonnina delle Grazie «è uno dei punti più alti di coesione che noi abbiamo nella nostra città, nel quale la città si raccoglie e si sente viva, in virtù ovviamente non solo di una fede, ma anche di un sentirsi città, cioè qualcosa, come dire, di più grande delle singole esperienze personali – ha spiegato il sindaco Giuseppe Mascia –. Vedo la città agitata, lavoriamo per la pace sociale nella nostra città. Vedo tensioni e la città è piuttosto turbata anche da recenti fatti. Direi che c’è bisogno di pace, dobbiamo fare in modo tutti che le tensioni si appianino, che le questioni si risolvano. Ci vorrà tempo».

Un ringraziamento particolare è stato infine rivolto alla Fondazione Alghero per le sedie gentilmente concesse per piazza d’Italia, alla Smeraldina e alla Polizia Municipale che hanno offerto una fornitura di acqua, nonché Misericordie per la disponibilità della loro presenza e dei loro mezzi.

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