Classifica Censis, c’è anche l’Ersu
È risultato fondamentale per il successo dell’Università di Sassari, è riportato in una nota. Il rettore Carpinelli auspica però un ripensamento complessivo del sistema del diritto allo studio
Sassari. A seguito della pubblicazione dell’ultimo rapporto Censis che conferma l’Ateneo sassarese sul terzo gradino del podio nella classifica generale riservata agli atenei italiani di media grandezza (da 10mila a 20mila iscritti), il Consiglio di Amministrazione dell’Ersu Sassari, guidato dal presidente Gianni Poggiu, esprime grande soddisfazione per il risultato raggiunto, ottenuto anche grazie ad un aumento di ben sei punti nel parametro riguardante l’erogazione delle borse di studio. Nell’anno in corso, infatti, con lo stanziamento di circa 6 milioni e 587 mila euro, l’Ersu ha potuto soddisfare il 100 per cento delle richieste di contributo degli aventi diritto, precisamente 2456 studenti. Anche nell’anno accademico precedente l’ente era riuscito ad accontentare tutti gli studenti in possesso dei requisiti per ottenere il sussidio, ovvero 1835 borse di studio, per uno stanziamento complessivo di circa 5 milioni e 438 mila euro.
Si tratta di grandi risultati raggiunti grazie all’impegno di tutti, dalla Regione Sardegna che ha incrementato le risorse destinate all’ente – finalizzate ad incrementare i servizi per garantire il diritto allo studio – fino al lavoro strategico dell’Ersu che crede nel grande potenziale della città di Sassari come polo di eccellenza per l’alta formazione in Italia.

Rimangono invece alcuni elementi sui quali l’Università non può intervenire e che il rettore Massimo Carpinelli ha richiamato in una nota stampa: «Altri ambiti di attività che non si trovano direttamente sotto il controllo dell’Ateneo», ha detto. In particolare, sono questi i punteggi per le borse di studio e per i servizi erogati agli studenti. Qui la dichiarazione in versione integrale del rettore Carpinelli con intervista video.
Su questo passaggio, 91 punti per le borse di studio (+ 6 rispetto al 2016) e 79 punti per i servizi erogati agli studenti (-3 punti rispetto allo scorso anno), il presidente dell’Ersu Poggiu interviene a sua volta e precisa: «Siamo orgogliosi di aver ottenuto sei punti in più rispetto al 2016 per le borse di studio, a dimostrazione dell’impegno di una squadra intera che ha lavorato con un unico obiettivo, garantire un sussidio a tutti gli aventi diritto iscritti a Sassari ma siamo altrettanto felici di aver collaborato con Uniss ad un progetto internazionale che, è vero, ci ha penalizzato in termini di analisi secca dei numeri da parte del Censis, ma ha portato Sassari a candidarsi ad un ruolo accademico strategico nel bacino del Mediterraneo». Ecco spiegato nel dettaglio il perché il calo nel parametro “Servizi”: l’Ersu di Sassari – su espressa richiesta dell’Università di Sassari – ha riservato un cospicuo numero di posti letto per rendere possibile un progetto internazionale di studio con il Maghreb e poter garantire ospitalità nelle residenze universitarie a circa cinquanta studenti provenienti da questa particolare regione del Nord Africa. Tali posti letto non sono stati, quindi, inseriti nell’annuale bando di concorso per l’assegnazione degli alloggi agli aventi diritto, creando una conseguente svalutazione (minor numero di posti letto, minor punteggio) di circa 3 punti – rispetto allo scorso anno – nel parametro “Servizi” da parte del Censis. Allo stesso tempo, però, Sassari ha guadagnato un punto per l’internazionazionalizzazione, la cui attività si è incrementata grazie anche al supporto messo in campo dall’Ersu. «Abbiamo perso tre punti ma abbiamo contribuito a far laureare a Sassari i primi studenti magrebini e questo vale più di ogni altra cosa», sottolinea Poggiu.

Nell’anno accademico in corso l’Ente è riuscito a soddisfare il 100 per cento delle richieste di alloggio per gli aventi diritto e, con l’ultimazione della Casa dello studente nella Ex Fondazione Brigata Sassari e la creazione del Campus universitario a San Lorenzo – si arriverà nel prossimo futuro ad offrire ben mille posti letto in città, sarà possibile accontentare tutte le richieste di alloggio – non solo quelle degli aventi diritto – (933 domande complessive nel 2016/2017) e si potrà incrementare l’offerta anche per gli studenti provenienti dall’estero.
L’Ersu Sassari ha a cuore i propri studenti – è ribatito in una nota – e si impegna con costanza quotidiana per garantirgli la migliore esperienza di vita e di studio possibili nella città di Sassari. Per questo nel prossimo mese di agosto, momento di chiusura per tutte le residenze universitarie d’italia, verrà garantita la permanenza nelle residenze Ersu a quegli studenti con particolari esigenze, che ne abbiano fatto espressa e motivata richiesta.
In questo momento è forte la preoccupazione del CdA circa la possibile unificazione dei due Ersu della Sardegna – così come prevede l’ultima legge di stabilità: Sassari rischia di perdere un altro importante ente che vigila e lavora, oltre che per tutelare il diritto allo studio, anche per contribuire alla crescita e allo sviluppo della città di Sassari e del suo hinterland. Senza una presenza fissa e costante sul territorio – conclude l’Ersu sassarese – si rischia di perdere il contatto con le reali necessità del mondo studentesco, con la realtà di una città che cresce e si evolve rapidamente.







