La Dinamo ritorna alla vittoria
Gli uomini di coach Federico Pasquini si impongono nella sfida della 2ª giornata di ritorno contro l’Auxilium Torino per 92-80. Fischi a Pasquini all’inizio del match
Sassari. La Dinamo Banco di Sardegna ritorna alla vittoria nel campionato imponendosi sull’Auxilium Torino nell’anticipo della 2ª giornata di ritorno. Gli uomini di coach Federico Pasquini partono bene contro la formazione piemontese, dando subito l’impronta al match nei primi minuti di gioco. L’Auxilium chiude avanti di misura nel primo quarto ma soccombe tra secondo e terzo quarto all’energia dei padroni di casa. I biancoblù entrano in campo nel secondo tempo in gas: gli uomini di coach Federico Pasquini siglano un break di 9-0 con Planinic ad aprire i giochi, Pierre in lunetta e Bam Bam Bamforth dall’arco. Jones e Garrett fermano l’emorragia ma il Banco è in striscia. A condurre i sassaresi un super Dyshawn Pierre autore di un terzo quarto di grande intensità e concretezza: è la sua schiacciata in contropiede a siglare il massimo vantaggio +22 (69-47). I piemontesi accorciano le distanze, al 30’ il tabellone dice 71-53. Non cambia il copione nell’ultima frazione: il Banco scappa via, Torino insegue. Finisce 92-80.
Tanti i protagonisti del match: high stagionale per Dyshawn Pierre autore di una prestazione stellare con 27 punti, 5/7 da due, 4/6 da tre e 8 rimbalzi, 4 assist e 33 di valutazione. Ancora una volta apporto incredibile dalla panchina di Jonathan Tavernari – un cecchino dall’arco con 5/7 al tiro – a segno con 15 punti a referto. Bene anche Scott Bamforth, autore di 18 punti e 7 assist, e Darko Planinic: per il centro croato 16 punti, 9 rimbalzi e 3 assist.
Da domenica i giganti si focalizzeranno sulla sfida con l’Hapoel Holon in agenda in Israele martedì.
Il coach dell’Auxilium Torino Carlo Recalcati commenta a caldo il match: «Spesso ci si dimentica che bisogna fare i complimenti agli avversari: questa sera noi abbiamo concesso molto e la nostra difesa per lunghi tratti è stata tutt’altro che impeccabile ma la Dinamo è stata brava a sfruttare ogni occasione. Grazie a una ottima circolazione di palla Sassari ha sempre trovato l’uomo libero per il tiro da tre oppure – se chiudevamo sul tiro da fuori – il rollante che andava dentro l’area. Peccato perché avevamo iniziato la partita nel modo giusto, bilanciando bene attacco e difesa ma poi ci siamo disuniti subendo il primo break nel secondo quarto che è stato ampliato nel resto della partita, per me è stato quello decisivo perché in un attimo abbiamo preso 10 punti di scarto e da allora non siamo riusciti a invertire l’inerzia. Al momento siamo questi, sicuramente non è facile giocare senza il centro titolare e ieri è mancato Vujacic per un infortunio subito durante l’allenamento di ieri. Dobbiamo essere capaci di accettare il momento, non farci prendere dalla frenesia e continuare a lavorare di più in allenamento. Complimenti a Sassari».
A commentare la partita per la Dinamo è stato solo il presidente Stefano Sardara: «Lasciamo le statistiche agli allenatori e parliamo di altro. Parliamo dei fischi che ho sentito all’inizio della partita rivolti all’allenatore quando è stato presentato dallo speaker dopo i giocatori. Lo faccio in maniera serena perché credo che sia il momento di dirci tutto: quando nel 2011 ho deciso di buttare anima e cuore in questo progetto, l’ho fatto perché mi sentivo parte di una comunità che fa della Dinamo un punto di forza. È il nostro essere. Sono anche consapevole che i fischi facciano parte del gioco: si paga il biglietto e si può fare ciò che si vuole. Ma fischiare prima della partita, un allenatore scelto dalla società – e credo che in questo momento sia l’unico allenatore in Italia scelto dai giocatori -, non fa parte del nostro modo di essere. E io nel modo di essere visto stasera non mi ci riconosco più. Oggi non mi sento il presidente della Dinamo. Questa che sto facendo è una riflessione molto serena, anche molto amara, ma non posso non farla, non posso far finta di nulla. Perché fischiare alla fine della partita ci sta ma farlo prima della partita vuol dire mettere i giocatori e l’allenatore in una condizione psicologica sicuramente non ideale per poter giocare una sfida importante come quella di oggi. Credo che poi sia stata la squadra a dare la risposta sul campo a chi ha fischiato ma questo non cambia il fatto che la comunità Dinamo sia molto diversa da quella che avevo scelto nel 2011 e quindi oggi io davvero non mi sento il presidente. E non mi riferisco solo a me ma a tutto lo staff che oggi ha vissuto con lo stesso mio animo quello che si è sentito all’inizio della partita. Un gruppo che lavora tante ore al giorno e lo fa perché ha un attaccamento a una società, non un’entità astratta ma ciò che noi siamo, i nostri valori. Se noi stiamo diventando quanto visto stasera io non mi ci riconosco più».
Dinamo Banco di Sardegna 92 – Auxilium Torino 80
Parziali: 23-25; 28-14; 20-14; 21-27
Progressivi: 23-25; 51-39; 71-53; 92-80
Banco di Sardegna. Spissu, Casula, Bamforth 18, Planinic 16, Devecchi 3, Randolph, Pierre 27, Jones, Hatcher 5, Polonara 8, Picarelli, Tavernari 15. All. Federico Pasquini
Auxilium Torino. Garrett 12, Poeta 11, Stephens, Patterson 10, Washington 5, Okeke 4, Jones 15, Mazzola 15, Tourè, Iannuzzi 8. All. Carlo Recalcati








