Diocesi di Sassari, messe invariate nei giorni festivi e feriali (per il momento)

Giovedì scorso un decreto dell’arcivescovo  Saba aveva ribadito le prescrizioni della Cei e del Governo. Ma nelle prossime ore potrebbero essere introdotte ulteriori limitazioni

Sassari. Giovedì 5 marzo l’arcivescovo di Sassari, monsignor Gian Franco Saba, ha emesso un decreto per disciplinare anche nella Diocesi turritana i provvedimenti contro l’emergenza provocata dall’espansione del contagio da Covid-19 (coronavirus), raccogliendo insieme le indicazioni riportate dal Decreto della Presidenza dei Ministri (4 marzo 2020) e le dichiarazioni delle Conferenze episcopali nazionale e regionale (5 marzo 2020). In particolare, oltre alle misure minime dettate dalla buona pratica, il vescovo Gian Franco ha voluto estendere anche a casi ulteriori casi specifici le modalità di rispetto delle stesse, richiamando soprattutto alla disciplina interiore della carità, sia nei confronti di chi è provato fisicamente o psicologicamente dall’emergenza in corso, sia nei riguardi di chi con tenacia e coraggio si trova esposto in ambito sanitario ed ecclesiale a situazioni più a rischio. Riportiamo di seguito sinteticamente i punti sviluppati nel Decreto:

         • la celebrazione della Messa resta invariata sia nei giorni festivi che in quelli feriali, come anche i momenti di preghiera caratteristici del tempo quaresimale, nel rispetto delle indicazioni precauzionali ribadite dalla CEI (Via Crucis, liturgie penitenziali, adorazioni eucaristiche);

         • l’acqua benedetta viene tolta dalle acquasantiere in tutte le chiese e cappelle aperte al culto;

         • prima delle celebrazioni i sacerdoti si attengano scrupolosamente alle regole igienico-sanitarie impartite dalle Autorità sanitarie e abbiano cura di fornire ai fedeli le opportune indicazioni precauzionali per evitare forme di contagio;

         • nella preghiera universale un’intenzione sarà dedicata alla richiesta del dono della guarigione ai malati, della consolazione a chi è nel dolore, e della sapienza agli operatori sanitari e ai responsabili del bene comune;

         • la Comunione sarà ricevuta solo sulle mani;

         • durante lo scambio di pace si omette la stretta di mano in favore di un altro segno di reciproca attenzione;

         • per il Sacramento della Riconciliazione non si utilizzi il confessionale chiuso, ma si celebri in un altro spazio riservato e riconoscibile;

         • sono sospese le attività parrocchiali come il catechismo, le attività di oratorio, gli incontri di associazioni e movimenti, e tutte le altre attività pubbliche (convegni, conferenze, corsi, attività didattiche e formative etc.). Le uniche attività diocesane consentite sono riportate nell’Agenda pubblicata dal Centro Pastorale;

         • le realtà diocesane che quotidianamente garantiscono servizi di cura e assistenza alle persone, non tralascino l’esercizio della carità, della prossimità degli uni verso gli altri, anzi, vivano come tempo di carità quaresimale tutte quelle forme di vicinanza e di servizio. Gli operatori pastorali ricorrano alla «fantasia della carità» per venire incontro ai disagi psicologici, spirituali e materiali che l’attuale situazione può comportare soprattutto per alcune persone;

         • si raccomanda agli operatori delle strutture di assistenza caritatevole (mense Caritas e parrocchiali, dormitori, centri di ascolto etc.) di garantire l’osservanza delle misure igienico-sanitarie stabilite dalle Autorità Sanitarie;

         • durante le azioni liturgiche e nella cura pastorale si provveda di assicurare quei fedeli che per opportunità precauzionali non potranno unirsi all’Eucaristia a vivere in unione spirituale, in spirito di offerta e di sacrificio gradito a Dio, il dolore per non poter partecipare al Convito eucaristico;

         • si raccomanda che in occasione della liturgia delle esequie siano evitati abbracci e strette di mano: il cordoglio e la vicinanza siano espresse mediante parole di conforto e consolazione;

         • i Presbiteri che riscontrassero difficoltà ad applicare nei luoghi di culto loro affidati le indicazioni precauzionali indicate nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e richiamate dalle Conferenze episcopali e contenute nel presente Decreto, prendano immediato contatto con il Vicario Generale ed il Vicario per la Pastorale.

Prescrizioni che nelle prossime ore potrebbero essere superate da altre più restrittive dopo il decreto governativo di sabato sera che impone limitazioni più ferre all’intero territorio nazionale e non solo alle province del nord Italia. Tra le ipotesi anche la sospensione della celebrazione delle messe.

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