Dinamo, squadra in vacanza, dirigenza al lavoro

I neo campioni d’Italia si riposano, mentre la società è già al lavoro per costruire il roster che giocherà con il tricolore cucito sul petto

 

 

MeoSacchettiLa quiete dopo la tempesta, il meritato riposo dopo la lunga cavalcata vincente. In casa Dinamo ci si gode la vittoria dello Scudetto e si incomincia a realizzare la portata dell’impresa compiuta. Un’annata che ha messo a dura prova i giocatori: «Questa è stata la stagione più lunga e faticosa della mia carriera, credo di aver preso almeno 100 aerei, non mi era mai capitato prima durante una stagione – ha dichiarato Shane Lawal -, ma i tre trofei che abbiamo vinto, ripagano tutti gli sforzi compiuti». Più o meno sulla stessa linea il pensiero di uno degli eroi del triplete, Jerome Dyson: «Sono stati dieci mesi nei quali ci sono stati anche dei momenti duri e difficili, ma siamo stati un grande gruppo e ora posso dire che sono stati dieci mesi super, nei quali abbiamo dimostrato di essere una grande squadra».

Se per i protagonisti sul campo è arrivato il momento di staccare la spina e godersi le meritate vacanze, non altrettanto si può dire per la Società e in particolar modo per il presidente Stefano Sardara e per il GM Federico Pasquini. La stagione è andata per le lunghe e se per le altre il mercato è già entrato nel vivo, per la Dinamo solo ora si incomincerà ad approfondire e concretizzare, sedendosi intorno a un tavolo per delineare le strategie.

La prima certezza è rappresentata dalla conferma di Meo Sacchetti alla guida tecnica, dopo che Sardara si è affrettato a sgombrare il campo dai dubbi che, lo stesso coach aveva, riguardo alla volontà o meno da parte della Società, di essere confermato. «Meo ha un contratto sino al 2018 – ha detto il presidente della Dinamo -, e proseguiremo con lui». Con Sacchetti in panchina, arriverà la conferma anche per gli assistenti Citrini e Maffezzoli, che bene hanno lavorato. Per quanto riguarda i giocatori, i punti fermi saranno Jack Devecchi e Brian Sacchetti, anche loro sotto contratto. Dovrebbero invece cambiare aria sia Teo Formenti che Massimo Chessa. Il primo pare abbia manifestato la volontà di avvicinarsi a casa, mentre per il sassarese, dopo un paio d’anni trascorsi prevalentemente in panchina a fare il terzo play, potrebbe essere arrivato il momento di cercare più minuti altrove. Discorso a parte per il capitano Manuel Vanuzzo; sarà lui, in base alle sensazioni che sentirà, a decidere se continuare a giocare o individuare insieme al presidente, un ruolo all’interno della Società, fuori dal campo.

Capitolo americani. Quando si è protagonisti di una stagione strepitosa, esistono almeno due motivi per i quali diventa difficile trattenerli: prima di tutto per ragioni meramente economiche e poi per questioni motivazionali. Quando ci si mette in mostra è inevitabile attirare le attenzioni di tanti, specialmente dei top club europei, contro i quali una Società come la Dinamo, seppur con tutta la buona volontà e i buoni propositi, non può competere. È il caso ad esempio di Shane Lawal, giocatore pescato nel sommerso dal GM Pasquini e firmato a Sassari con un contratto decisamente abbordabile in rapporto a quanto poi ha dimostrato di valere. E proprio per questa ragione che un team ricco e potente come il Barcelona ha offerto un triennale a cifre astronomiche al buon Shane che, considerata anche la sua età (28 anni) è il contratto della vita. Ed è fuori strada chi si ostina a catalogare i giocatori americani come mercenari. Sono semplicemente dei professionisti che colgono le migliori opportunità di lavoro che vengono loro proposte, come farebbe chiunque in qualsiasi campo. Nello sport in particolare non esistono i posti fissi, le carriere durano una decina d’anni e bisogna capitalizzare.

Così come Lawal, le richieste fioccano anche per i vari Logan, Dyson, Sanders e lo stesso Brooks. Tra tutti, forse proprio David Logan sembrerebbe quello con più chance di rimanere a Sassari e una sua eventuale conferma potrebbe portare anche a una proposta di rinnovo da fare a Dyson (pallino del presidente), che però ha sempre il sogno NBA. Un tantino diverse sembrerebbero le situazioni di Sanders e Brooks. Rakim, dopo una stagione altalenante, nei play off (contro Milano e Reggio) è stato dominante, stuzzicando l’interesse di molti, un po’ come fece lo scorso anno Caleb Green, che infatti la Dinamo non riuscì a trattenere. Un po di mistero invece, regna attorno al nome di Jeff Brooks. Meno appariscente e dunque meno star di tutti gli altri, se non dovesse restare, potrebbe essere non per ragioni economiche ma per altre motivazioni. In particolare nell’ultimo mese, il buon Jeff ha spesso manifestato nervosismo e tensione accompagnando il tutto con musi molto lunghi. Anche in occasione dei festeggiamenti per il tricolore, è sempre rimasto in disparte e ha abbandonato piazza d’Italia a piedi con la sua compagna, mentre tutti gli altri sono saliti a bordo del pullman scoperto messo a disposizione dall’ ATP, continuando a festeggiare.  La sensazione è che si sia rotto qualcosa tra lui e il coach e questo potrebbe allontanarlo da Sassari.

Per quanto riguarda invece Kadji e Mbodj, il primo potrebbe avere qualche possibilità di conferma, mentre per il secondo le chance sono prossime allo zero. Troppo acerbo, si può trovare di meglio. Qualche possibilità di conferma potrebbe esserci anche per Edgar Sosa, dipenderà molto dal gioco di incastri e quindi dalle opportunità che offrirà il mercato, perchè se è vero che in molti hanno richieste e andranno via, è altrettanto vero che in tanti, vorrebbero vestire la maglia dei neo campioni d’Italia che, offrirà ancora una volta il prestigioso e ambito palcoscenico dell’ Eurolega. Nei prossimi giorni, tutto entrerà nel vivo. (Aldo Gallizzi)

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