Dinamo sconfitta con qualche rimpianto a Bologna
I sassaresi ci provano ma restano in partita solo per un tempo contro una stanca Virtus Bologna e alla fine devono arrendersi 95-85
La Dinamo non sfrutta l’occasione ed esce sconfitta 95-85 dal campo della Virtus. Il campo ha detto che Bologna stanca è comunque meglio di questo Banco. Il Banco ha approcciato bene, raggiungendo anche 9 punti di vantaggio a metà del secondo quarto, ma già prima del riposo ha perso qualche colpo, consentendo ai padroni di casa, fino a quel momento nervosi e poco lucidi di riavvicinarsi e ritrovare fiducia e tranquillità. Nella seconda metà di gara l’inerzia si è spostata decisamente dalla parte virtussina. Sassari ha subito un pesante break di 18-5, prima di riportarsi a-1, ma non trovando poi l’aggressività difensiva necessaria per mettere qualche sassolino negli ingranaggi offensivi bolognesi. MVP del match senza dubbio Pajola, che con la sua aggressività e tenacia ha ribaltato completamente l’inerzia, dando l’esempio e trascinando di fatto i compagni. Novantacinque punti subiti sono comunque troppi per pensare di spuntarla contro una squadra come la Virtus, per di più sul suo campo. Fra i sassaresi, non pervenuto Fobbs (0 punti), in difficoltà Sokolowski e Renfro con le note più positive che sono ancora una volta arrivate da Bendzius e Veronesi e dal ritrovato Halilovic.
Nella fase iniziale nessuna delle due squadre prevale sull’altra, gli attacchi funzionano meglio delle difese. L’approccio del Banco è comunque positivo e una delle chiavi potrebbe essere proprio quella di riuscire a tenere li i padroni di casa, provando a sfruttare alla lunga la loro poca freschezza a causa della pesantissima settimana di impegni europei appena trascorsa. A metà quarto i biancoblù sono sopra di 1 (9-10). Il primo strappo è della Segafredo (19-14) a 1.25 dalla prima sirena. Una tripla di Tambone riavvicina a -3 la Dinamo alla fine del primo periodo (21-18).
Bendzius e Sokolowski suonano la carica segnando canestri importanti, Halilovic firma l’ottavo punto personale che vale la nuova parità a quota 24 e il time out di Banchi. Cappelletti mette la freccia con un coast to coast chiuso in maniera acrobatica (26-28), Bendzius dalla lunetta va per il massimo vantaggio sul +4 (26-30) alla metà del secondo periodo e con ancora un minuto chiesto dal coach felsineo, chiaramente non soddisfatto dell’intensità e della lucidità dei suoi. Bendzius ancora dalla lunetta (28-35) mette altri due punti in una fase favorevole ai sassaresi. Il +8 realizzato in sospensione da Cappelletti costringe ancora l’allenatore di casa al terzo time out. Lo stesso coach un attimo dopo si prende un tecnico per proteste, manifestando tutta la sua frustrazione. Sassari tocca il +9 (29-38) e contestualmente Cordinier commette il suo terzo fallo personale. In generale tutti i giocatori bolognesi danno la chiara impressione di essere nervosi e molto poco lucidi, con continue e insensate proteste all’indirizzo degli arbitri. Al tramonto del secondo quarto però Bologna stringe la difesa e questo aspetto gli consente di recuperare buona parte del gap e di andare al riposo con sole quattro lunghezze di ritardo, con la Dinamo che deve recriminare con se stessa per la gestione discutibile di un paio di possessi.
Pajola va due cose importanti ad inizio terzo quarto, prima in difesa e poi in attacco portando Bologna ad una sola lunghezza. La faccia dei giocatori di casa sembra un pizzico diversa rispetto a quanto visto nei primi 20 minuti. La Dinamo prova a tener botta ma le giocate difensive di Pajola cambiano l’inerzia e Belinelli segna il sorpasso. Brutto ritorno in campo degli uomini di Markovic, costretto a chiedere un minuto di sospensione. Ancora Belinelli, questa volta da tre dilata il margine (47-43). La Dinamo avrebbe dovuto aspettarsi una reazione bolognese, ma non è rientrata in campo con la durezza mentale giusta, confermando la sua costante stagionale, ovvero gli alti e bassi. Il parziale dei padroni di casa è di quelli importanti ed è esattamente ciò che la Dinamo avrebbe dovuto evitare, far prendere coraggio e fiducia ad una squadra di un altro livello come la Virtus (55-45). In un amen i biancoblù scivolano così a -10. Il parziale è di 18-5, ma ormai bologna segna con grande facilità contro l’inerme difesa sassarese. Per Renfro nel frattempo arriva il quarto fallo. Le triple di Tambone (una) e Veronesi (due) sono ossigeno vitale e consentono di tenere aperta la gara (59-55) ridando anche coraggio e fiducia. Ancora uno scatenato Veronesi si guadagna tre tiri liberi riportando i suoi a stretto contatto (59-58). Il break è di 9-0. Sette punti consecutivi del neo entrato Cordinier interrompono l’emorragia felsinea (68-60) e smorzano gli entusiasmi biancoblù, rendendo vano lo sforzo per la rimonta. Il francese però si fa fischiare il quarto fallo e abbandona momentaneamente il parquet. A lasciare il segno nel terzo quarto è però Pajola, in avvio per la rimonta e nel finale per il nuovo strappo (74-64) che fa molto male al morale dei Giganti, costretti a ricominciare tutto da capo per provare a rimetterla in piedi negli ultimi dieci minuti. Di certo non ci si può appellare alla stanchezza, dal momento che la Virtus tra le due squadre è si quella più lunga e forte, ma è anche quella reduce da due gare infrasettimanali di Eurolega.
Polonara da tre ritocca il massimo vantaggio bolognese (79-68), aumentando la pendenza della salita. Bibbins gli risponde, ma l’inerzia è evidentemente dalla parte dei padroni di casa, che trovano il canestro con buona continuità a differenza del Banco. Sassari comunque non molla, dimezza lo svantaggio con Bendzius (-5), prima che l’ex Polonara la punisca con l’ennesima bomba. Banchi rigetta nella mischia la zanzara Pajola che, appena entrato ruba un’altra palla a un ingenuo Bibbins. E’ l’episodio decisivo, nonostante Veronesi infili la sua quarta tripla, che però non basta per rimetterla in piedi. Vince la Virtus, Sassari torna a casa con più di un rimpianto.
Virtus Bologna – Dinamo Banco di Sardegna 95-85
Progressione quarti: 21-18/ 37-41/ 74-64
Virtus Bologna: Cordinier 9, Clyburn 6, Hackett 8, Grazulis 9, Akele 2, Belinelli 14, Pajola 9, Shengelia 19, Morgan 7, Polonara 10, Diouf 2. Coach Luca Banchi
Dinamo Banco di Sardegna: Cappelletti 12, Tambone 8, Bendzius 17, Sokolowski 7, Renfro, Bibbins 7, Piredda, Trucchetti, Halilovic 19, Fobbs, Veronesi 15, Vincini. Coach Nenad Markovic
Aldo Gallizzi







