Dinamo, sarà rivoluzione?
La sconcertante prestazione di Bologna ha fatto infuriare il patron Stefano Sardara: «Chi non ha rispetto per questa maglia, se ne vada»

Con un post diretto e inequivocabile, pubblicato poco dopo il termine della partita persa a Bologna dalla Dinamo, il presidente Stefano Sardara ha tuonato all’indirizzo di alcuni suoi giocatori, decretando una sorta di punto di non ritorno. Assente a Bologna, perchè impegnato al di la dell’oceano, esattamente a San Antonio, ospite degli Spurs per una sorta di settimana di studio – apprendistato insieme a Federico Pasquini e Luigi Peruzzu, Sardara ha seguito online la partita, schiumando rabbia e delusione per la prestazione estremamente negativa e preoccupante dei suoi. Non tutti sia chiaro, anche se poi quando almeno tre, quattro quinti dello starting five forniscono prestazioni da elettroencefalogramma piatto o peggio, combinano solo danni, anche le prove di chi ha ben giocato (vedi Logan, Sacchetti e Alexander) passano in secondo piano.
Punto di non ritorno; la sensazione è che qualcuno a breve vedrà la valigia volare fuori dalla finestra e onestamente sarebbe cosa buona e giusta. Il primo della lista è Brent Petway, che dopo un discreto precampionato ha inanellato una serie di prestazioni sconcertanti, mostrando limiti sia tecnici che (soprattutto) caratteriali. A volergli bene, si potrebbe dire che, non è capitato nella squadra adatta a lui, sia come sistema di gioco che come gestione del peso delle responsabilità che gli vengono chieste. Ormai è assodato ed è bene per tutti che la sua avventura Sassari si chiuda quanto prima.
Varnado: la seconda nota negativa è lui, il pivottone triste che sta facendo parlare di se più per le diverse teorie riguardo alla pronuncia del suo nome, che per altro. Anche Varnado come Petway non sta mostrando il carattere e la determinazione che servono. facendo però una valutazione generale, non sembra essere lui il vero problema, nel senso che, con un differente assetto, ovvero con un paio di pedine diverse al suo fianco, la sensazione è che il suo rendimento possa crescere.
Haynes: è la terza nota dolente ma in questo caso determinante, perchè lui ha in mano il timone della squadra e se non gira chi dovrebbe far girare gli altri, non si va da nessuna parte. A dire il vero, ci si potrebbe sorprendere di chi si sorprende per le sue prestazioni altalenanti, perchè in realtà la sua carriera è contraddistinta da alti e bassi. E’ un giocatore che non ha mai dato garanzie di affidabilità e il suo disagio è amplificato dal tipo di sistema di gioco proposto dalla Dinamo. Non è in grado di spingere forte la transizione (come faceva Dyson che con quattro falcate si mangiava il campo) pasticcia e perde molti palloni e anche lui difetta di carattere e personalità, tutte caratteristiche che nel gioco “libero” di Sacchetti non possono mancare. Se si cercava un giocatore più ordinato ed efficace di Dyson, la missione è completamente fallita, perchè non solo Haynes non da ordine alla squadra, ma ha la metà della dirompenza, della personalità, della faccia tosta e del talento di Dyson che i suoi difetti comunque li aveva.
Eyenga: anche lui è nel mirino, anche lui sembra essere perennemente sull’altalena, un giorno offre una prestazione che lascia ben sperare, il giorno successivo fa danni, come è successo ieri quando dopo aver giocato decisamente male, senza riuscire ad incidere, si è addirittura fatto espellere, tradito dal nervosismo.
Il quadro è dunque preoccupante, ma è altrettanto chiaro che non sarà possibile cambiare tutto. Evidentemente però qualche intervento sul mercato ci sarà ed ipotizzabile che possa riguardare almeno un paio dei giocatori in questione. Il primo a saltare sarà Petway e anche in base al tipo di elemento che si deciderà di inserire al suo posto, in relazione alle “opportunità” di mercato del momento, si decideranno le successive strategie da adottare.
Ha detto bene coach Meo nel post gara di ieri: «O questi giocatori hanno bisogno di un allenatore diverso dal sottoscritto o sono io ad aver bisogno di giocatori diversi. Ho ridato fiducia a certi elementi, ma non ho avuto risposte». Dichiarazioni secche, che non lasciano spazio a interpretazioni ambigue e che segnano un punto di rottura e una presa di coscienza che è arrivato il momento di intervenire energicamente sul mercato per cercare di risistemare le cose. (Aldo Gallizzi)








