Dinamo e Torres, è ora di cambiare registro

Le due principali squadre sportive sassaresi, condividono una stagione con tante ombre e poche luci, che rischia di trasformarsi in un incubo

In effetti era da qualche anno che le due squadre sassaresi più seguite, la Dinamo e la Torres non andavano entrambe, contemporaneamente così male. Si perchè è bene dirlo chiaro senza raccontarsi frottole, girarci troppo intorno è inutile e servirebbe solo a sollevare quella polvere che, andando a finire negli occhi impedirebbe di vedere bene la reale situazione in cui versano biancoblù e rossoblù.

Di solito, quando andava bene una, non andava benissimo l’altra e almeno una parte della tifoseria aveva di che gioire. Quest’anno è diverso, c’è ben poco da stare allegri e sia da una parte che dall’altra si versano lacrime in continuazione. Alla fine il tifoso, per quanto tifoso, si stanca di pagare un biglietto se dal campo e quindi dai giocatori arrivano segnali inadeguati. E questo va oltre il risultato, perchè se la squadra da tutto in campo, il tifoso se ne accorge, incita e ritorna la domenica successiva anche se quella precedente si è perso.

Curioso, ma decisamente sintomatico anche il fatto che entrambe abbiano cambiato allenatore, tra l’altro a distanza di pochi giorni l’una dall’altra. Ad accomunarle c’è anche il fatto che finora, nessuno dei due tecnici chiamati a risollevarne le sorti, sia riuscito a dare quella scossa, se non tecnica (troppo pochi gli allenamenti avuti a disposizione per entrambi) quantomeno emotiva. Ma se dal campo i sussulti che arrivano dall’elettroencefalogramma continuano ad essere pochi e talvolta impercettibili, potrebbero arrivare anche Fabregas e Ataman che poco cambierebbe.

La Dinamo. Esonerato Massimo Bulleri, c’è stato un breve interregno (due partite e due vittorie) con in panca Max Oldoini che ha poi lasciato il posto a Veljko Mrsic. L’allenatore amico del Poz è stato accolto bene nell’ambiente un pochino da tutti, ha iniziato a lavorare secondo i suoi principi, ma ha avuto onestamente ancora troppo pochi allenamenti per riuscire a trasmetterli e a trasferirli ad una squadra, che sembra avere lacune sparse qua e la, sia tecniche che caratteriali. Gli americani il talento ce l’hanno, ma sia Johnson che Marshall sono scarsi nella metà campo difensiva e questo è un problema. Alla casella playmaker il solo Buie da garanzie, mentre quando viene chiamato in causa Zanelli le difficoltà nella circolazione di palla e nella fluidità sono evidenti. Beliauskas in teoria era stato preso anche per occupare per qualche minuto lo spot di play, ma non è cosa per lui. Sotto canestro, tutto sommato i vari Thomas, Vincini e McGlynn il loro lo stanno facendo. Un altro che nvece sta rendendo al di sotto delle aspettative è Mezzanotte. Va da se che se il rendimento dei singoli non crescerà, difficilmente crescerà quello della squadra. Partendo dal presupposto che cambiare italiani in corsa è pressochè impossibile per via della penuria di buoni giocatori e soprattutto dei costi, in casa sassarese si sta probabilmente valutando un intervento sul mercato alla voce stranieri ed è ipotizzabile che, se movimenti ci saranno, accadrà adesso che c’è la sosta per le nazionali.

La Torres. Non vince dalla prima giornata di campionato ed è entrata in una pericolosissima spirale di fatalismo misto a scoraggiamento. Una sorta di barca col motore spento in mezzo al mare in tempesta, che si fa sballottare qua e la senza reagire. Se ci sono stati errori da parte della società? facile dirlo adesso, ma ci sono stati e sono stati evidentemente importanti. Ad iniziare dalla scelta dell’allenatore, ma questo non lo si dice adesso, lo si diceva dall’inizio. Si è rischiato, probabilmente con un pizzico di presunzione nel provare a rilanciare un allenatore fresco reduce da due esoneri nella stessa stagione, provando a pescare il jolly. Invece è uscito un bel due di picche. Stesso discorso lo si potrebbe fare per qualche giocatore, ad esempio Lunghi. Tecnicamente bravo certo, giocatore talentuoso con spunti da categoria superiore, ma onestamente qualche dubbio sarebbe dovuto sorgere se un “talento simile” era svincolato. Un motivo ci sarà stato, ecco il motivo lo si sta intuendo in queste settimane. Il discorso potrebbe proseguire con ad esempio Zambataro e Liviero, esclusi dal progetto. Zamba è rientrato e da quando è tornato Greco, che ben lo conosce, ha già dimostrato che tenerlo fuori è stato un suicidio sportivo, al di la di ciò che è successo che lo ha riguardato e di cui si è abbondantemente parlato. Va bene il ringiovanimento e il restyling della rosa, ma non così; presunzione e troppe scommesse sono costate carissime, ora la strada è tutta in salita e probabilmente lo stesso Alfonso Greco non si sarebbe immaginato di trovare una squadra con le gomme così sgonfie e ora di certo non gli si può puntare il dito e non gli si possono chiedere miracoli.

Le analisi vanno fatte e le cose dette anche quando sono spiacevoli. La società ha chiesto di remare tutti dalla stessa parte e di non cercare colpevoli in questo momento e ci sta, perchè la C è un patrimonio di tutta la città. Certo è però che ora la stessa società dovrà aprire occhi e portafogli in vista del mercato di gennaio, perchè altrimenti dal sogno serie B all’incubo serie D, il passo sarà molto più breve di quanto si possa pensare.

Aldo Gallizzi

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio