Fichi d’India a colazione
Grande apprezzamento ancora una volta per l’iniziativa promossa dagli ospiti di Casa Serena. Il frutto è stato offerto a tutti coloro che passavano in piazza Castello
Sassari. Da una decina d’anni gli ospiti di Casa Serena offrono la possibilità di assaggiare uno dei frutti più apprezzati dai sassaresi, il fico d’India. Mercoledì mattina in piazza Castello l’appuntamento con la manifestazione “Fichi d’India a colazione” è stato rinnovato con grande apprezzamento di passanti e curiosi. Si è esibito anche il coro di Casa Serena, accompagnato dalla chitarra di Gavino Pisano: sono state eseguite alcune canzoni della tradizione sassarese, da “Carraioru di Ruseddu” a “Faccia di trudda”. Le cassette di fichi d’India provenivano direttamente dal cuore dell’agro, La Landrigga. La riscoperta delle antiche tradizioni sassaresi proseguirà a breve con la “Festa dell’uva”.
Tipico del continente americano – gli Aztechi lo consideravano sacro – il fico d’India (ovviamente il riferimento, errato, era alle Indie occidentali) fu portato in Europa da Cristoforo Colombo in persona nel 1493. Il successo fu immediato. In particolare è molto apprezzato non solo per il suo sapore e le particolari qualità nutritive (è ricco di vitamina C) ma anche per la facilità con cui può svilupparsi anche in presenza di poca acqua. È infatti diventato uno dei simboli della Sicilia. Ma in realtà il fico d’India è diffuso in tutto il Mediterraneo, anche, ovviamente, in Sardegna. Nella nostra Isola la pianta, della stessa famiglia del cactus, è da secoli utilizzata per dividere terreni agricoli o da pascolo soprattutto nel Campidano e la si può ritrovare in tutte le zone costiere. Dal fico d’india si ricava un ottimo e pregevole liquore e una sapa (concentrato di succo e polpa) di eccellente qualità. Sempre dal frutto si può ricavare una varietà di marmellata unica e di assoluta prelibatezza gradita anche con le seadas.




