Alla Sacra Famiglia di Sassari il Precetto pasquale Interforze
Questa mattina la solenne concelebrazione presieduta dall’arcivescovo Gian Franco Saba
Sassari. È stata la parrocchia della Sacra Famiglia in via De Gasperi ad ospitare quest’anno la solenne concelebrazione del Precetto pasquale Interforze. La funzione religiosa è stata presieduta dall’arcivescovo monsignor Gian Franco Saba, affiancato da padre Mariano Asunis, decano della XVI zona pastorale dell’Ordinariato Militare, e dai cappellani militari della Sardegna. All’appuntamento liturgico, importante momento di riflessione e di raccoglimento per gli uomini e le donne in uniforme,
hanno partecipato il sindaco Nanni Campus, il viceprefetto Marcello Oggianu, il vicecomandante della Brigata Sassari, colonnello Luigi Viel e i rappresentanti delle Forze Armate e dei Corpi armati dello Stato di stanza nella provincia turritana. Presenti anche i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e dei familiari dei militari caduti in Patria e nelle missioni di pace all’estero.
«Il mistero della Pasqua di Cristo non è legato a una data in sé ma è una dinamica che il Signore ha immesso nella storia. Creso sia rilevante riconoscere la portata del mistero perché apre il nostro sguardo all’eternità e alla dimensione laica – ha detto monsignor Saba nell’omelia –. Penso al vostro servizio, nel quale vivete situazioni al limite. Questa dimensione della fede nella vita eterna segna anche il vostro modo di operare. Ogni vostra azione è un atto che va al di là del momento».

«Nessuno di noi – ha proseguito l’arcivescovo – ha potuto concepire sé stesso. Questo cambia la prospettiva nel servizio della società, ci porta a rapportarci con spirito di servizio». Monsignor Saba ha quindi rivolto parole di apprezzamento al personale delle Forze Armate e delle forze dell’ordine per il costante impegno nel campo della prevenzione, della sicurezza e della legalità che quotidianamente essi svolgono a favore della collettività. «Il vostro è un apporto per l’umanità, nel nome di Cristo, nel senso di appartenenza a un’unica famiglia umana, come dice Papa Francesco, che illumina l’attività delle forze armate, anche nel sacrificio di doversi spostare da una città all’altra e oggi anche da una nazione all’altra. Su questa interdipendenza, che non è solo frutto di trattati o accordi tra Stati – ha detto ancora il presule –, si fonda il servizio alla vocazione a servire un’unica famiglia umana. Servire oggi la Gerusalemme terrena ci porta domani alla Gerusalemme celeste. Ecco perché è importante svolgere un’educazione rivolta non alla guerra materiale ma al servizio della quotidianità».
Il coro interforze, diretto dal maestro Giosuè Piras, ha animato la liturgia.
L.F.









