Consiglio comunale di Sassari, ripristinata la mensa scolastica ad ottobre
Fabio Pinna (Pd): «Il servizio era già stato salvato grazie a una delibera della Giunta Sanna». Il sindaco Campus: «Sull’arrostita abbiamo fatto una scelta per una necessità contingente»
Sassari. «Si poteva scegliere in maniera diversa. Questa amministrazione ha voluto chiedere alla città di rinunciare a un’occasione di festa e ha fatto una scelta su come allocare le risorse disponibili». Lo ha spiegato il sindaco Nanni Campus martedì sera in Consiglio comunale, ritornando sul tema della cancellazione dell’edizione 2019 dell’arrostita dei candelieri. All’ordine del giorno della prima seduta dopo quella di insediamento due pratiche finanziarie: salvaguardia degli equilibri di bilancio e la variazione di assestamento generale 2019. Sulla votazione, in realtà, non c’è stata nessuna sorpresa. Approvate entrambe a maggioranza, con il voto favorevole anche dei sette consiglieri del centrosinistra e l’astensione del resto dell’opposizione. L’attesa, in particolare, era tutta sulla seconda pratica, che conteneva anche la voce sul rifinanziamento del mese di ottobre delle mense nelle scuole di pertinenza comunale. La questione è ormai nota. La Giunta Sanna, in uno degli atti delle ultime settimane di mandato, aveva fatto ricorso a una voce di spesa per assicurare il voto amministrativo, non potendo contare sulla copertura che sarebbe stata garantita dall’election day con le europee di maggio. Una variazione da intendersi come provvisoria: in luglio, facendo ricorso agli strumenti previsti dalla legge, si sarebbe intervenuti sistemando le voci di spesa ma anche di entrata. Passaggio lasciato alla nuova amministrazione eletta a fine giugno.

«Insieme alla verifica degli equilibri di bilancio il Comune entro il 31 luglio deve verificare insieme le entrate accertate e le nuove spese da impegnare», ha spiegato l’assessore al Bilancio e ai Tributi Carlo Sardara. Il totale delle nuove entrate è di 540 mila euro. Ma al contempo ci sono spese che non erano state previste: come quelle per Palazzo di città, per la manutenzione segnaletica luminosa, per gli aggi di riscossione, per i rimborsi di tasse, ma anche per servizi di prima infanzia, per la mensa scolastica a ottobre (180 mila euro, ndr) e per l’acqua potabile. Queste le voci più importanti, oltre a trasferimenti ministeriali di 105mila euro per l’efficientamento energetico nella parte però degli investimenti.
«Le mense scolastiche sono state salvate non oggi ma tre mesi fa», ha subito precisato, cogliendo la palla al balzo, Fabio Pinna (Pd), vicesindaco sino allo scorso 30 giugno. In sintesi, la Giunta Sanna aveva sì destinato un fondo per le elezioni ma con l’obiettivo, esplicitato in delibera, di correggere le voci di spesa entro fine luglio in sede di assestamento di bilancio. Altro discorso, secondo Pinna, è invece quello degli eventi collaterali della Faradda. «Una cosa sono le scelte e altra cosa le scelte obbligate».
«Appena insediati abbiamo chiesto quanto fosse disponibile di massa finanziaria. Controllando le richieste dei settori, quello delle manutenzioni ci ha fatto notare che c’era una bolletta improvvisa relativa al consumo d’acqua; la richiesta comprendeva anche attività di routine come le manutenzioni dei semafori, la segnaletica e altro. Adesso sottoponiamo al Consiglio l’utilizzo di 540 mila euro. L’Amministrazione ha scelto dove allocare questa dotazione finanziaria che era disponibile. E tra le priorità c’era quella di integrare la mensa scolastica per garantirla fin dal 1 ottobre non saltando il primo mese». Non così per l’arrostita. «Certo, si poteva scegliere in maniera diversa», ha spiegato il sindaco Campus, che ha aggiunto di non capire però «perché il servizio mensa di ottobre manchi anche per l’anno prossimo o per il futuro».

Precisazioni che hanno aperto la discussione, proseguita poi su Facebook. «Dopo il mio intervento in aula, stasera il sindaco ha chiarito che non c’è alcuna corrispondenza fra copertura della spesa per le mense scolastiche e taglio dell’arrostita, in realtà la Festa annuale dei Circoli Ricreativi dopolavoristi, fra gli eventi di contorno della festa dei Candelieri», ha scritto sulla sua pagina Fabio Pinna. «L’arrostita non si fa per libera e precisa scelta di questa amministrazione. Il servizio mensa è stato salvato e garantito grazie alla delibera della precedente Giunta Comunale».
Dagli eventi di contorno alla Faradda però erano già stati stornati a favore dell’ultima edizione della Cavalcata 23 mila euro che in origine erano destinati al calendario degli eventi della Faradda, che lo scorso anno costò complessivamente alle casse comunale circa 172 mila euro. Il bilancio preventivo per l’anno in corso, approvato a marzo, non faceva riferimento diretto però agli eventi collaterali della Faradda. Quindi il nuovo sindaco Nanni Campus, appena insediato, si è trovato a dover decidere in pochi giorni.

Sull’arrostita e sulle altre iniziative non mancano inoltre ulteriori perplessità. «Il costo di alcuni eventi è quanto meno strano. Se la carne, il vino e il pane vengono donati dagli sponsor come si fa a spendere 73 mila euro? Nel 2018 Event Sardinia per arrostita e fuochi d’artificio aveva ricevuto 48 mila euro, per la musica in piazza erano stati spesi 12 mila + 7500 euro. Infine c’era anche un piccolo contributo ai 15 circoli da 350 euro a testa», ha spiegato il sindaco. «Stiamo lavorando, il dibattito aperto in città è estremamente costruttivo. Uno sponsor privato può venire incontro a iniziative di questo tipo in un luogo pubblico. L’arrostita non è una tradizione secolare, ma nasce due anni prima del mio insediamento da sindaco nel 2000. E aveva senso quando era zimino, che già nel 2001 però era vietato. Lavorando sulla spending review comunale non escludo che un domani si possa ripristinare. Stavolta è stata una necessità contingente (non organizzarla, ndr). Certo, se dovremo scegliere anche l’anno prossimo sarà la stessa cosa», ha concluso Nanni Campus.
Cifre che hanno richiamato l’attenzione di Daniele Deiana (Lega), che lavora nel mondo degli spettacoli e dei locali. «Mi domando come si possano spendere 73 mila euro per un evento di questo tipo. Corrispondono a cento concerti in un locale medio. Dico all’assessore alla Cultura di controllare bene come sono spesi i soldi. Anche perché poi, come abbiamo visto negli ultimi anni, non abbiamo niente per Capodanno».
https://www.sardies.it/campus-dobbiamo-riscoprire-la-meraviglia-della-faradda/






