La Confindustria sarda chiede alla Regione un confronto sulle priorità degli investimenti

I vertici dell’associazione degli industriali sono stati sentiti nei giorni scorsi dalla Terza Commissione del Consiglio regionale sulla programmazione unitaria 2014-2020. Dal precedente ciclo sono avanzati 900 milioni di euro

Consiglioregionale2014Cagliari. Confindustria Sardegna è stata sentita nei giorni scorsi dalla Terza Commissione del Consiglio Regionale sulla programmazione unitaria 2014-2020. Quanto ancora residua dal precedente ciclo di programmazione europea 2007-2013 (circa 900 milioni di euro), con l’oggettiva difficoltà di spesa nei termini ultimi previsti, impone per Confindustria la revisione profonda delle procedure e della macchina amministrativa d’accompagnamento. C’è un problema sia d’efficienza che d’efficacia della spesa, cioè della capacità di modificare i principali indicatori di performance economica e sociale (PIL, tasso di occupazione, tasso di disoccupazione, etc.).

Confindustria ha richiamato l’importanza di una programmazione attenta allo snellimento burocratico, all’internazionalizzazione e innovazione delle produzioni, alle reti d’impresa ed al contenimento della pressione fiscale e dei costi energetici.

Le scelte da compiersi. Valutato positivamente l’approccio programmatorio unitario, il vero confronto politico/partenariale dovrebbe ruotare intorno alla selezione puntuale degli interventi concreti e “cantierabili” ritenuti prioritari per lo sviluppo economico e sociale della regione. In tal senso, Confindustria Sardegna ha indicato alcune priorità che rispondono ad esigenze improcrastinabili di competitività delle dotazioni infrastrutturali e dei sistemi produttivi, di rigenerazione di reddito ed occupazione e di risposta a pressanti bisogni sociali: realizzazione della dorsale di distribuzione e collegamento alla rete regionale dei bacini d’utenza del gas, comprese le reti secondarie di adduzione (aree industriali, pip, etc.); intervento straordinario di manutenzione su tutti gli edifici scolastici; efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati; programma diffuso di housing sociale; riqualificazione architettura urbana dei paesi della Sardegna; risanamento idrogeologico e messa in sicurezza del territorio regionale; manutenzione ed efficientamento rete idrica; diffusione banda larga ed ultra larga; sgravi fiscali per gli immobili adibiti alle attività produttive; completamento raddoppio percorso ferroviario San Gavino – Oristano e adeguamento tecnologico e rettifica tracciato Cagliari – Sassari. Sulla viabilità: completamento della strada quattro corsie Sassari-Alghero fino alla città e all’Aeroporto di Alghero e relativa bretella ferroviaria; realizzazione della nuova strada Olbia-Palau-Santa Teresa di Gallura; ammodernamento e messa in sicurezza della strada Tempio-Olbia; realizzazione della trasversale Tortolì-Oristano; piano manutenzione strade provinciali.

Confindustria Sardegna ha chiesto che nel confronto partnerariale e con la Giunta Regionale siano indicate le risorse effettivamente riservate a ciascuno degli interventi sopraindicati nel ciclo di programmazione considerato, i tempi per il relativo avvio e gli impatti occupazionali ed economici prevedibili. Ciò anche al fine di valutare la congruità e l’equilibrio delle azioni, nonché il peso percentuale di ciascun intervento (e quindi la reale priorità riconosciuta) rispetto al totale della massa economica manovrabile nell’ambito della programmazione unitaria.

Un ruolo fondamentale nella nuova programmazione europea andrà infine riservato alle città: da Cagliari Città Metropolitana e candidata a capitale europea della cultura, a Sassari ed Olbia, fino ai poli intermedi di Nuoro ed Oristano. Al contempo per le Aree Interne andranno avviati progetti di sviluppo locale per la tutela del territorio, la valorizzazione delle risorse naturali, culturali e del turismo sostenibile, dell’agroalimentare e delle tradizioni e saperi artigianali, avendo cura di garantire e bilanciare l’offerta di servizi essenziali e di base.

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