Città metropolitana solo a Cagliari, l’Udu dice no
Nota dell’Unione degli Studenti Universitari di Sassari – Sinistra Universitaria. «L’accentramento di risorse non è la strada da perseguire»
Sassari. Anche l’“UDU Sassari – Sinistra Universitaria” si oppone «con risolutezza alla volontà da parte del presidente di Regione Francesco Pigliaru e di gran parte del Consiglio regionale di voler proseguire con l’assegnazione di un’unica Città Metropolitana in Sardegna, individuata nella sola città di Cagliari».
«Consideriamo quella del presidente Pigliaru una presa di posizione tutta politica, che nulla ha a che fare con vincoli tecnici imposti dalla legge Delrio. Nonostante l’art. 2 comma 1 della legge parli chiaro, dando più autonomia alle regioni a statuto speciale, Pigliaru propone soltanto Cagliari come unica Città Metropolitana trovando scusanti confutabili assai facilmente. In più, il tutto cerca di essere barattato con un “premio di consolazione” di 15 milioni al Nord Sardegna. Tutto ciò ha del ridicolo e va in palese contrasto con la campagna elettorale dello stesso Pigliaru. Come universitari e come giovani sassaresi, vediamo Sassari Città Metropolitana come un’opportunità di crescita e sviluppo, per ora destinata al fallimento a causa dell’inflessibilità e della condotta inspiegabile di Pigliaru. Auspichiamo che il rettore Carpinelli, nel prendere una posizione netta e chiara in merito, difenda l’Università di Sassari e il più ampio contesto in cui essa è inserita», dichiara il coordinatore dell’UDU Sassari, Antonio Pala.
Per fare innanzitutto chiarezza sul tema bisogna considerare che, come dichiarato dal docente di diritto costituzionale dell’Università di Sassari Omar Chessa, la Città Metropolitana «è un concetto giuridico e non va perciò confuso con l’area metropolitana, che è invece un concetto delle scienze urbanistiche, demografiche, socio-economiche, ecc». Essa è infatti uno dei nuovi enti locali previsti dalla cosiddetta legge Delrio, attualmente in vigore, che mira a dare «disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni».
Il grande interesse nel voler ricevere il riconoscimento di Città Metropolitana non sta soltanto nel ricevimento di una mera etichetta. Ma risiede dietro la possibilità di poter accedere a finanziamenti, essenziali per lo sviluppo di un territorio così estremamente provato. A chi risponde alle critiche in maniera molto vaga, tra cui lo stesso Pigliaru, facendo un minestrone concettuale a cavallo tra aspetti giuridici e tecnici, rimandiamo all’art. 2 comma 1 che recita con estrema chiarezza che: «In armonia con i rispettivi statuti speciali e nel rispetto della loro autonomia organizzativa, la Regione Sardegna, la Regione siciliana e la regione Friuli Venezia Giulia possono istituire città metropolitane nei rispettivi capoluoghi di regione nonché nelle province già all’uopo individuate come aree metropolitane dalle rispettive leggi regionali vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge».
«L’assegnazione di Città Metropolitana alla provincia storica di Sassari, comprendente il Gallurese, perfettamente applicabile de facto quindi, non porterebbe solo grandi benefici al Nord Sardegna, all’Università di Sassari e ai suoi studenti, vitali per il proseguimento del progetto di una Sassari Città Universitaria, ma anche a tutto il territorio sardo. Bisogna impedire un divario nord-sud incombente e di fatto già imperante sotto alcuni aspetti. L’accentramento di risorse non è la strada da perseguire. Un reale sviluppo di un determinato territorio ha luogo se tutte le sue parti viaggiano alla stessa velocità. Faremo di tutto perciò per aprire ed alimentare un dibattito interno in Ateneo, coinvolgendo il nostro Rettore, ed esterno, dialogando con il nostro sindaco Nicola Sanna e, a livello regionale, anche con l’Università di Cagliari», conclude l’UDU Sassari – Sinistra Universitaria.







