Carpinelli: ‘Studiare non è una perdita di tempo’

«L’istruzione è un baluardo di civiltà e di sviluppo e l’università non può abdicare al suo ruolo». È quanto ha ricordato il rettore dell’Università di Sassari in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico

 

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Il rettore Massimo Carpinelli

Sassari. «La mia visione strategica per l’Università di Sassari prevede innanzitutto la vera e piena realizzazione del diritto allo studio, così come previsto dalla nostra Costituzione». È quanto ha sottolineato ieri mattina il rettore Massimo Carpinelli, nel suo discorso in occasione dell’inaugurazione del 453esimo anno accademico dell’Università di Sassari.

Per il Magnifico Rettore che si è insediato alla guida dell’Ateneo sassarese ai primi di novembre è il primo discorso ufficiale di inaugurazione. «Studiare non è una perdita di tempo: basta con questa visione miope e demagogica! I dati dimostrano che anche in tempi di crisi possedere un titolo di studio costituisce una garanzia nella ricerca di un lavoro; chi afferma il contrario mente: per ignoranza o malafede. L’istruzione è un baluardo di civiltà e di sviluppo e l’Università non può abdicare al suo ruolo: deve anzi costituire alleanze forti e sinergie con la società tutta; non chiudersi su se stessa in una timorosa e perdente difesa dal mondo esterno», ha detto Carpinelli, che ha ricordato come i nuovi indicatori ministeriali per l’assegnazione del FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) ruotano intorno a criteri di performance nella ricerca e della didattica, di sostenibilità economico-finanziaria, ma soprattutto di efficienza, che porteranno ad una competizione particolarmente forte tra gli atenei italiani. «Ciò rischia di compromettere il futuro degli atenei inizialmente più deboli. Prendiamo ad esempio il costo standard. Ben il 70 per cento del Ffo sarà definito dal criterio del cosiddetto “costo standard per studente in corso”. Presentato come una svolta nel segno dell’efficienza e della valutazione, questo criterio innesca in realtà una competizione tra atenei finalizzata a limitare, una volta di più, le risorse destinate alle università e in particolare a quelle, come la nostra, che si trovano a operare in contesti territoriali speciali».

Solo un investimento in sapere e ricerca permetterà di uscire del momento di difficoltà. «Lo hanno capito bene gli Stati Uniti dove il presidente Obama ha intenzione di varare (l’annuncio dovrebbe essere dato questo venerdì all’inaugurazione del Tennessee Community College) un piano di finanziamento imponente che permetterà a qualsiasi studente dei community college, purché in corso, di laurearsi gratuitamente. Un progetto salutato con entusiasmo non solo dagli intellettuali liberal, ma dagli economisti, che ben sanno come l’istruzione e la cultura portino sviluppo e ricchezza a un Paese», ha ricordato Massimo Carpinelli.

«Non siamo soli in questo compito ambizioso: abbiamo alleati e interlocutori validi e sensibili che non hanno mai fatto mancare il loro appoggio», ha detto il rettore, che ha ringraziato la Regione Sardegna, la Fondazione Banco di Sardegna ed il Comune di Sassari. Ma è anche un ateneo profondamente radicato nel territorio. Con il contributo pari a 97 milioni di euro dalla Regione Sardegna si completerà l’Aou, che ingloberà anche il Santissima Annunziata, con una rivoluzione anche di carattere urbanistico. «Una delle più grandi opere degli ultimi 10 anni che interesserà da vicino la Facoltà di Medicina, gli studenti di area sanitaria e tutto il sistema assistenziale e della quale soprattutto i pazienti potranno beneficiare», l’ha definita Massimo Carpinelli.

La crisi investe anche i docenti ed il personale dell’università. «Non voglio esimermi dal ricordare il problema del precariato che proprio in questi giorni assume toni drammatici sia per quanto riguarda il personale tecnico amministrativo che per il rinnovo dei contratti dei ricercatori a tempo determinato. Un patrimonio di competenze accumulate, un investimento nel rinnovamento che rischia di essere perduto per la grave congiuntura finanziaria che attraversiamo. In questo momento posso solo assicurare il mio impegno e quello degli organi accademici nella ricerca delle risorse per una soluzione equa, che premi il merito e valorizzi il sacrificio di chi in questi anni recenti ha lavorato per la crescita del nostro Ateneo, nonostante le politiche assurde che hanno penalizzato noi e tutta l’università italiana». Non solo. «Dal 2010 inoltre, come tutti sappiamo, subiamo il blocco degli stipendi che è stato confermato anche per il 2015».

Infine un messaggio di incoraggiamento rivolto agli studenti. «Cari studenti, ragazze, ragazzi: avete di fronte a voi gli anni più importanti della vostra vita; avete scelto di trascorrerli qui a Sassari e avete fatto bene. l’Università è la vostra casa. Io, i vostri docenti, il personale tecnico- amministrativo, ci impegniamo ogni giorno per renderla accogliente e efficiente per tutti, senza distinzioni di sorta.

Ma siete voi gli unici che possono davvero renderla viva e vitale. Quindi sentitela vostra, fatela vostra, abitatela, miglioratela. Trasformatela, come lei trasformerà voi: in cittadini migliori, più consapevoli, più critici. Siete voi il nostro futuro; siete voi gli ambasciatori nel mondo dell’Università di Sassari».

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