Carenze di organico al Pronto Soccorso di Sassari

Secondo il sindacato Fsi «per evitare lo sfascio completo sono necessari interventi urgenti per tutelare gli utenti e salvaguardare lo stesso personale»

 

 

ProntosoccorsoSassariSassari. «Al Pronto Soccorso esiste un forte squilibrio fra i pesanti carichi di lavoro e l’esiguo personale infermieristico. Una situazione insostenibile che prelude allo sfascio completo di un servizio che è perno essenziale per il funzionamento della sanità della città e di tutto il territorio», dichiara la segretaria territoriale dell’Fsi Mariangela Campus.

Nella dura lettera indirizzata al commissario straordinario, al direttore sanitario e alla responsabile del Servizio Professioni Sanitarie l’Fsi chiede un intervento urgente per «porre in essere tutte quelle misure necessarie a salvaguardare e tutelare utenti del Pronto Soccorso e personale che, viste le pesanti condizioni lavorative, non riesce a garantire appieno un’assistenza idonea e congrua a tutti i pazienti».

Il sindacato evidenzia che la carenza di organico «concorre a dilatare i tempi di attesa nel Pronto Soccorso e provoca il conseguente sovraffollamento della struttura creando tensioni tra dipendenti e pazienti tanto che la cronaca dei quotidiani locali riportano questi fatti come eclatante esempio di malasanità e violazione dei diritti dei cittadini».

Le Linee-guida sul sistema di emergenza sanitaria e sul Triage intraospedaliero emanate dal Ministero della Salute in accordo con Regioni e Province Autonome (Accordo 25.10.2001, GU Serie Generale n.285 del 7.12.2001) parlano chiaro: nei Pronto Soccorso con affluenza superiore a 25.000 accessi l’anno il triage deve essere svolto da infermieri dedicati a tale funzione in maniera esclusiva. A Sassari si possono contare circa 48.000 accessi l’anno (come nel 2015 appena passato) e, pertanto, bisognerebbe avere due infermieri dedicati nel triage e quattro infermieri negli ambulatori per turno in modo tale da garantire consoni livelli assistenziali e un giusto clima lavorativo sereno organizzato al meglio. Attualmente vi sono solo due o tre infermieri negli ambulatori e uno nel triage.

«È palese che l’organico è del tutto inadeguato e insufficiente per i bisogni assistenziali dell’utenza e non può far fronte a carichi di lavoro che crescono di giorno in giorno. Si rischia di creare situazioni di tensione che possano portare errori e conseguenti denunce ed anche episodi aggressivi da parte dei pazienti che si ritrovano in situazioni di estenuante attesa e affollamento».

«Si sollecitano quindi urgenti azioni per colmare rapidamente i vuoti in dotazione organica per assicurare ai dipendenti un ambiente di lavoro sereno in cui siano garantiti i diritti contrattualmente definiti (ferie, riposi compensativi, recupero psicofisico) ed evitare disservizi e carenze assistenziali», conclude la segretaria territoriale dell’Fsi Mariangela Campus.

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