Brahms e il talento di Anna Tifu al Comunale di Sassari
La violinista cagliaritana ha offerto un’interpretazione perfetta e trascinante del capolavoro del maestro di Amburgo. Delude invece l’esecuzione della Pastorale
Per un appassionato di musica classica è impossibile non conoscere Anna Tifu, stella internazionale del violino, di casa nelle sale da concerto di mezza Europa. La sua presenza a Sassari nella serata inaugurale della Stagione lirica 2022 dell’Ente Concerti Marialisa De Carolis era particolarmente attesa. Con la certezza che sarebbe stata una grande esecuzione del Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77 di Johannes Brahms, una delle composizioni cardine (e più difficili) della letteratura musicale dello strumento, che condivide la tonalità con altri due capolavori come i concerti per violino di Beethoven, modello diretto di Brahms, e di Cajkovskij. L’eccelso virtuosismo e la facilità nel fraseggio di Anna Tifu hanno incantato il pubblico accorso al Teatro Comunale nonostante una fastidiosissima pioggia. Il richiamo della grande musica non poteva del resto che prevalere. E la violinista cagliaritana non ha certo deluso, applaudita a più riprese. Forse il pubblico presente in teatro non frequenta abitualmente le sale da concerto e non conosce le regole della musica classica, ovvero che tra un movimento e l’altro non si applaude, come invece è accaduto sabato scorso. Poco male. L’applauso finale ha rafforzato quelli precedenti ed è servito allora per convincere Anna Tifu a concedere due splendidi bis, il IV movimento dalla Sonata n. 2 “Le furie” di Eugène Ysaÿe e l’Adagio dalla Sonata n. 1 di Johann Sebastian Bach per violino solo, perle di una serata entusiasmante. L’Orchestra dell’Ente Concerti è stata ben diretta dal catalano dalla folta chioma, il bravo e simpatico Sergio Alapont, più volte negli ultimi anni sul podio del Comunale di Sassari per la stagione lirica. Il primo movimento, insolitamente lungo, è una sorta di banco di prova delle capacità virtuosistiche di un concertista. Prova superata con perfetta padronanza, Anna Tifu si è poi sciolta nei successivi due movimenti, in particolare nel trascinante Allegro giocoso conclusivo.
Se questa, così riuscita, è stata la seconda parte della serata, non altrettanto si può dire della prima, dedicata a un altro pilastro della musica, la Sinfonia n. 6, detta “Pastorale”, del “Titano” per eccellenza, Ludwig van Beethoven. Tra le centinaia di registrazioni, cd, dvd, bluray ed esecuzioni dal vivo del ciclo di sinfonie del genio di Bonn facilmente reperibili su youtube e sul web in generale, c’è da perdere la testa. Negli ultimi trent’anni poi la riscoperta delle prassi esecutive d’epoca e del ricorso a strumenti del periodo della prima esecuzione ha cambiato completamente una tradizione interpretativa paludata, che vedeva tra l’altro Bach o Vivaldi eseguiti da un’orchestra sinfonica, spesso mastodontica, soluzione oggi semplicemente improponibile. Ecco, l’Orchestra dell’Ente Concerti è rimasta ancorata al passato. Nonostante il direttore Sergio Alapont abbia cercato di imporre tempi tutto sommato accettabili (non lenti come avveniva un tempo, tradendo così le indicazioni dell’autore), è mancata l’anima, complice qualche svarione di troppo dei fiati e l’amalgama ancora da trovare dei violini. Limiti di un’orchestra abituata ad accompagnare le voci della lirica. E che infatti sabato si è trovata più a suo agio con il violino di Anna Tifu. Forse sarebbe il caso di evitare del tutto d’ora in poi i capolavori beethoveniani. A meno che non ci si decida a creare un’orchestra sinfonica stabile sarda, sul modello delle talentuose orchestre internazionali tedesche e britanniche. Sarebbe un’occasione di lavoro per i tanti bravi musicisti isolani. Ma ci vogliono soldi. Tanti.
Adesso è tempo di concentrarsi sulle proposte della Stagione 2022. Il 14 e il 16 ottobre si inizia con il “Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart, altro pilastro della musica occidentale. Si proseguirà poi con il “Gianni Schicchi” di Giacomo Puccini (22-23 ottobre) per tornare poi a due grandi titoli, lo spassoso “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti (11-13 novembre) e, per finire, il top della lirica, “La Traviata” di Giuseppe Verdi (2-4 dicembre). Il 7 dicembre ultimo evento in cartellone, il concerto del tenore Piero Pretti, nuorese d’origine e affermato protagonista nei teatri più prestigiosi del mondo.
Gli abbonamenti sono ancora disponibili al botteghino del Comunale. I biglietti serali per tutte le opere sono acquistabili online sul sito dell’Ente Concerti e in biglietteria a partire dal 10 ottobre.
Luca Foddai








