Biasi e la Sassari degli anni ‘20
L’Associazione Biasi ha presentato un quadro venduto da una casa d’aste genovese. Raffigurerebbe uno scorcio del centro storico
Sassari. Un’opera inedita di Giuseppe Biasi e che raffigurerebbe uno spaccato della Sassari degli anni ’20. Lo sostiene il Centro d’arte e cultura Biasi di Sassari che venerdì mattina ha presentato alla stampa il quadro già ribattezzato “Donne in strada”, un olio su tavola (cm 32 x 24) venduto all’asta nel febbraio del 2015 dalla casa Boetto di Genova. «Si presenta come un’opera di grande valore», ha annunciato Giovanni Fiora, presidente dell’associazione dedicata al pittore sassarese. Il quadro è stato acquistato da un estimatore del grande artista scomparso nel 1945 che ha poi informato l’associazione di cui è socio. «È un francobollo di pregio, un tassello che si inserisce nel più ampio processo evolutivo dell’autore – ha spiegato l’antiquario e perito Amedeo Chessa -. Lo possiamo collocare verso la fine degli anni ’20. E sulla sinistra c’è una figura, una donna che sembra ricordare “Giovanna la giavesa”, protagonista del mondo delle case chiuse. Questo raffigurato potrebbe insomma essere vicolo Ghera, nella zona di “li casi ifasciaddi”, dietro via dei corsi».
A classificarlo come quadro di Biasi è stata la stessa casa genovese Boetto, che ha messo online due immagini. Il retro porta una sorta di firma, nome e cognome di Biasi e il luogo, Sassari. Giuseppe Biasi è nato a Sassari il 23 ottobre 1885 ed è morto, tragicamente, ad Adorno Micca (Biella) il 20 maggio 1945. Suo padre, professore veronese, si chiamava Giovanni; sua madre, casalinga algherese, Carolina Cipriani; suo fratello Tonino, maggiore dell’esercito, morì eroicamente in guerra; il fratello più piccolo, ingegnere, si chiamava Attilio; sua sorella, insegnante, si chiamava Isabella. La Sardegna è stata, nelle opere di Biasi, l’oggetto principale della sua contemplazione pittorica. La sua pittura è l’esaltazione dell’anima del popolo sardo, paragonabile all’opera letteraria di Grazia Deledda e Sebastiano Satta. La tematica delle sue opere è costituita dalle architetture caratteristiche dei paesi montani, dai pittoreschi costumi tradizionali, dalle donne in costume dal portamento elegante, dai ritratti della vecchia Sassari, come “I Paraj”, opera esposta nella sala consiliare di Palazzo Ducale. Il Comune possiede circa 300 opere, che attendono una sistemazione nel Museo del Carmelo in via Umberto, di proprietà della Provincia e ancora chiuso. (red)








